Copenhagen non è solo la città dove recentemente si è svolto l’ultimo vertice dedicato ai cambiamenti climatici, ma è anche un città che ama profondamente le biciclette.
Ovvio che vi sia un profondo rispetto per i ciclisti. Ebbene, ai bikers sono state destinate delle ringhiere per appoggiare braccia, mani o piedi in zone di attesa. Dice la scritta apposta su:
Ciao ciclista appoggia il tuo piede qui e grazie per usare la bici in città.
Chi va in bici lo sa e lo sperimenta tutte le volte: è comodo appoggiarsi su un muretto, un marciapiede, uno scalino per tenere la bici ferma, in equilibrio e riposarsi un po’.
Copenhagen: ringhiere per ciclisti

Via | Copenhagenize

Ogni anno Treehugger e Planet Green stilano la lista dei consigli più utili per coloro che scelgono la bici come mezzo di trasporto, per potersi muoversi sulle due ruote facilmente e sopravvivere al freddo senza problemi. Per il 2010 hanno affidato a Lloyd Alter, che vive e pedala a Toronto, la lista dei 42 suggerimenti andare in bici in inverno.
Se anche per voi la bicicletta è prima un mezzo di trasporto e poi uno sport, allora la prima cosa da fare è sentirsi comodi, per potersi muoversi facilmente come sull’autobus o a piedi, non importa quanti cm di neve ci siano là fuori. Pedalare a Toronto non è come pedalare a Copenaghen, e pedalare a Roma è già pericoloso con la pioggia, figuriamoci in caso di neve, ma Lloyd è pronto a fornire tutti i consigli necessari, dall’abbigliamento alle luci, alle manovre. Ognuno potrà adattarli alla propria quotidianità o suggerirne di nuovi.
Siccome l’inverno è ancora lungo, chi ha scelto la bici come mezzo per i proori spostamenti troverà davvero interessanti i consigli di Lloyd su come pedalare in libertà nonostante freddo e neve, senza dimenticare di consultare anche i consigli di Ecoblog sugli accessori per proteggersi dal freddo quando si va in bici di notte e di lasciarci i propri suggerimenti.
Foto | Flickr
Diamo il benvenuto a un nuovo servizio gratuito on line colonnineelettriche.it che ci segnala la presenza delle colonnine elettriche di ricarica per scooter, auto e veicoli elettrici. Per ora in lista l’elenco delle colonnine elettriche presenti a Firenze, ben 118, le 20 di Milano e le 11 di Roma.
Il sito per essere migliorato si avvale della segnalazione degli utenti, per cui se siete a conoscenza della presenza di una colonnina elettrica potete segnalarlo. Colonnineelettriche.it si va ad aggiungere alle mappe detersivi alla spina e milkmaps per conoscere i punti di distribuzione alla spina di latte crudo e latte crudo biologico.

Nello scicchissimo quartiere di Ginza a Tokyo, non manca il velo-taxi. La foto l’ha scattata Danny Choo durante uno dei suoi interminabili tour. Le immagini del reportage di Danny riflettono un quadro di consumismo estremo per una festività natalizia che per i giapponesi ha un solo significato: acquisti, acquisti e acquisti.
Le strade di Ginza sono illuminate a iosa, i negozi stracolmi di oggetti di lusso, le strade piene di Limousine. Si distingue il taxi a pedali che scarrozza gratis i malati di shopping su e giù per Chou Dori, strada che ospita le boutique delle firme ma divenuta nel periodo festivo isola pedonale.
Via | DannyChoo
E’ Bologna, quest’anno, a fregiarsi del titolo di città dalla mobilità più sostenibile d’Italia. Ad affermarlo, il consueto rapporto annuale “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, realizzata da Euromobility - l’Associazione Mobility Manager - con il contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. I centri urbani oggetto dell’indagine sono ovviamente quelli che contano più di 100.000 abitanti oltre alle province autonome di Trento e di Bolzano.
Piuttosto scontata la permanenza di un’Italia a due velocità: più innovativa e attenta all’ambiente al nord e più refrattaria all’ecologia al sud e, tra le prime dieci città segnalate per meriti alla mobilità sostenibile, non si segnala che Bari tra i centri urbani meridionali – slittata peraltro dal settimo posto dell’anno scorso alla nona posizione di quest’anno. Decisamente meglio Firenze che si aggiudica il secondo posto, seguita da Parma, Trento e Milano, poi Venezia, Reggio Emilia e Padova. A chiudere tristemente la classica, invece, appaiono Taranto, Sassari e Catania.
Inoltre, è Milano a fregiarsi della palma d’oro per il miglior trasporto pubblico offerto agli abitanti – seguita da Venezia e Roma - come per il più efficiente bike sharing della penisola, mentre, per numero di auto a GPL svettano allegramente Ravenna, Bologna e Ferrara. Più triste, sicuramente, il primato di Latina, seguita da Roma e Potenza rispettivamente prima seconda e terza quanto a numero di automobili ogni 100 abitanti: ben 72 per la prima, oltre 70 per la Capitale e 70 per la terza.
Gli indicatori di cui ci si è avvalsi per stilare la graduatoria sono stati: numero ed efficacia delle innovazioni introdotte per la gestione della mobilità (car sharing, bike sharing, piattaforme logistiche per le merci, mobilità manager, ecc); stato di salute delle città in relazione alla presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili alternativi (Gpl, metano) e, non da ultima, l’offerta di trasporto pubblico, i km di piste ciclabili nonché l’adozione di strumenti di gestione e di pianificazione del traffico.
Fonte | Euromobility
Foto | Flickr
Anche Torino avrà il Bike Sharing. La notizia, già nell’aria da tempo, trova però una data di inzio certa: questo avverrà il 5 giugno 2010, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. A renderlo noto l’amministrazione comunale del capoluogo piemontese. Già da ora, nonostante il servizio non sia ancora attivo, è però già possibile sottoscrivere una tessera di abbonamento attraverso il portale web.
Quali i vantaggi dell’abbonamento? Attraverso la sua sottoscrizione si potrà prelevare una bicicletta pubblica fra le 1.200 che il Comune metterà a disposizione nelle 116 stazioni della città. Alla fine del tragitto si potrà depositare la bici in una qualsiasi altra stazione.
Grazie alla tessera elettronica i torinesi potranno usare la bicicletta tutti i giorni evitando il traffico e i problemi di parcheggio. Almeno negli intenti l’iniziativa pare davvero interessante. Capitolo costi. L’abbonamento annuale costerà 20 Euro, mentre il settimanale 5. Per quel che riguarda invece i non residenti i prezzi saranno comunque vantaggiosi.
E’ stata presentata ieri, in occasione del Climate summit for mayors - l’incontro fra i sindaci delle maggiori città del globo - in occasione della più ampia cornice della conferenza Onu sul clima, dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dal sindaco della capitale danese, Ritt Bjerrgaard, la Copenhagen green wheel: la ruota che trasforma una semplice bicicletta in veicolo “intelligente”.
La ruota presenta, al suo centro, una batteria ibrida che garantisce la pedalata assistita, unitamente ad un apposito chip bluetooth per le comunicazioni. Inoltre, è dotata a specialissimi sensori che, in collegamento costante con lo smartphone del ciclista, consentono in tempo reale l’ottenimento di tutte le informazioni sulle condizioni di traffico, inquinamento e percorso.
L’idea originale, opera del Mit (Massachusetts Institute of Technology), si è avvalsa per la sua realizzazione tecnica del supporto sostanziale della Ducati Energia e del co-finanziamento da parte del Ministero dell’ambiente italiano.
La concentrazione di tutte le componenti all’interno di un dispositivo posto nel mezzo della ruota posteriore del veicolo comporta l’assenza di una alimentazione esterna. Inoltre, l’utilità del progetto supera i confini individuali per calarsi a pieno nella problematica della gestione sostenibile del traffico urbano delle nostre città in quanto le informazioni su percorsi, condizioni di traffico e inquinamento possono venire trasmesse direttamente alle autorità cittadine che possono, in questo modo, prendere le decisioni del caso.
Entro 6 mesi, fa sapere Federica Guidi, direttore generale di Ducati, la Copenhagen green wheel sarà immessa sul mercato ad un prezzo inferiore ai mille euro, in modo da porsi immediatamente come diretta concorrente delle biciclette ibride attualmente in circolazione.
Foto | Flickr
Al prossimo Salone Internazionale del Motociclo di Milano in programma alla Fiera di Rho dal 10 al 15 novembre prossimi, sarà rappresenta in anteprima mondiale la bicicletta elettrica a pedalata assistita Ducati Cucciolo by Italwin, evidente tributo al Cucciolo, il motore che ha rivoluzionato il modo di concepire la bicicletta e il destino stesso della casa di Borgo Panigale.
Grazie all’accordo triennale di licensing tra Ducati Motor Holding e Italwin Group, il Cucciolo è tornato e, come citava il messaggio pubblicitario dell’epoca, “vi porterà ovunque”. Dopo il successo di City Pearl, la bicicletta a pedalata assistita presentata all’Eicma 2008, Italwin rielabora in un seducente stile vintage la bicicletta elettrica, che viene proposta in un unico colore, rosso, come le prime moto Cucciolo.
La bicicletta elettrica Ducati Cucciolo by Italwin ha il telaio in alluminio e la batteria è alloggiata sul portapacchi posteriore. Sella, manopole e borsellino portattrezzi sono prodotto da Brooks, storica azienda inglese che realizza accessori e selle particolari lavorate a mano in cuoio. La commercializzazione di questo prodotto è prevista a partire dai primi mesi del 2010 per il mercato Europeo, attraverso una selezionata rete di rivenditori specializzati nel settore ciclo oltre ad una selezione di Ducati Store.
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L’idea è quella di farne una flotta, di certo, Bhyke, questo il nome del prototipo, è un bell’esercizio tecnico: bicicletta con pedalata assistita alimentata a idrogeno. L’idea nasce in casa CNR, presso il laboratorio congiunto dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Itae-Cnr) di Messina e TRE S.p.A, con cui l’ITAEC segue ricerche per mini aerogeneratori, Dssc cioè celle fotovoltaiche di terza generazione, fitodepurazione da microalghe e produzione e impiego dell’idrogeno.
Così la descrive Giorgio Dispenza, responsabile della ricerca per Itae-Cnr:
La bicicletta è alimentata totalmente ad idrogeno con un sistema di accumulo a stato solido in grado di fornire un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro. La nostra bicicletta a pedalata assistita, rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali, presenta notevoli vantaggi: maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale.Questo secondo aspetto è particolarmente vantaggioso nella gestione di flotte, poiché consente di ridurre il numero di mezzi per garantire la continuità del servizio.
L’idea è quella appunto, di sviluppare flotte di bici, che come spiega Vincenzo Antonucci coordinatore del gruppo dei sistemi dell’Itae-Cnr:
il cui sistema di rifornimento idrogeno sarà composto da una fonte di energia rinnovabile (solare fotovoltaico) ed un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero.
Il progetto è inserito in un più ampio contesto di sviluppo di una mobilità all’idrogeno, che comprende HBUS, bus elettrico-ibrido, MECCANO, in collaborazione con Fiat per mini veicoli a fuel cell e HyTRACTOR, per un trattore a idrogeno ricavato da biomasse o rinnovabili.

Dopo le piste ciclabili a LED e gli accessori per la bicicletta, hanno inventato degli accessori ecologici per colui che guida la bicicletta. Finalmente si potrà sfrecciare nella notte, al riparo dal freddo, ma illuminati dai LED.
Sciarpe, guanti e cappellini di Leflect sono realizzati a mano con la lana scozzese e di giorno sono dei normali accessori per l’inverno. Di notte, i LED lavorati con la lana si illuminano e proteggono chi li indossa da spiacevoli incidenti in bicicletta, per mancanza di luce.
La linea Leflect sarà disponibile dal 27 novembre in un negozio dedicato a Londra, ma se proprio non riuscite a resistere, potete scegliere il vostro gomitolo di Led online su LostValues, e darvi alla Maglia&Crochet prima dell’arrivo del freddo polare.
Via | ecouterre