
Procede senza sosta il progressivo addio dell’Europa alle vecchie lampadine a incandescenza: da oggi escono dal mercato quelle da 75 Watt. Potranno essere vendute solo quelle rimaste i magazzino, quindi nel giro di pochi mesi dovrebbe essere praticamente impossibile trovarle sugli scaffali dei negozi.
La decisione di sostituire le vecchie lampade con prodotti più moderni ed efficienti, come le lampade a risparmio energetico fluorescenti o a led, è stata presa dall’Unione europea che, esattamente un anno fa, aveva tolto dal mercato quelle da 100 Watt. Tra un anno esatto toccherà a quelle da 60 Watt, poi a quelle da 40 da 25 Watt nel settembre 2012.
L’Ue ha fatto due calcoli e stima che, sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l’anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2. Per fare un paragone: quanto consuma uno stato come la Romania in un anno intero.
Vantaggi, oltre che per l’ambiente, anche economici: una abitazione media europea, quando avrà cambiato tutte le lampadine, potrà risparmiare dai 25 ai 50 euro l’anno sulla bolletta dell’energia elettrica. Valori modesti, se confrontati al vantaggio ambientale, ma che vanno ad affiancare quelli realizzati aggiornando il “parco elettrodomestici” con lavatrici, forni e frigo più efficienti.
Tra le tecnologie sostitutive della vecchia lampadina a filamento l’Europa consiglia i Led: fino all’80% in meno di consumi a parità di luce prodotta e una vita media immensamente più lunga. Ed è su questo fronte, in realtà, che gli europei otterranno i maggiori risparmi.
Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr


Un’idea carina per tutti quelli come noi che si “ostinano” a voler bere l’acqua del rubinetto. Diciamo la verità, sopratutto d’estate è appagante bere “a canna”, sopratutto se anche il vostro rubinetto offre acqua fresca. Per tutti quelli che vorrebbero bere dal rubinetto dall’alto al basso, ecco Tapi, un oggetto di gomma che lo trasforma in piccola fontanella. Non sarà il massimo ma è sempre meglio delle antipatiche bottiglie di plastica, vero?
Via | Laughingsquid.com

Riferisce Il Giornale di Vicenza che nel basso vicentino è boom di case ecologiche. Secondo una proiezione, di cui però non citano le fonti, nei prossimi anni, nell’aerea 7 case su 100 saranno case costruite secondo i criteri della casa passiva.
In pratica la casa passiva è una casa che consente sia di risparmiare energia, sia di autoprodurla. Per arrivare a tanta saggezza bisogna affidarsi a architetti competenti in bioedilizia e che conoscano le tecniche per il risparmio energetico e che siano capaci di usare materiali in grado di avere la minore dispersione possibile. Il punto quindi è che non basta mettere 4 infissi e un pannello solare per avere una casa passiva, è chiaro.
Racconta il GdV:
A Montegaldella, per esempio, negli ultimi tempi ne sono state realizzate due, l’ultima delle quali in via Querini. Nella vicina Montegalda sorgerà il primo condominio “passivo” della zona, interamente costruito in legno: avrà un sistema di riscaldamento realizzato senza caldaia e termosifoni, con un impianto che - stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico. Così anche a Mestrino dove stanno per cominciare i lavori su uno stabile di 8 appartamenti.
Le case passive hanno anche il vantaggio di essere prefabbricate. Spiega Antonio Pettenuzzo progettista della Haus Idea di Monaco con sede anche a Merano:
Le pareti arrivano già complete con le condutture per i sanitari e per l’impianto elettrico; i pavimenti accolgono già il riscaldamento, la scala è praticamente già montata e viene installata in soli 30 secondi. Fino a poco tempo fa in Italia nessuno adottava questa soluzione.
Fa caldo e la frequenza delle docce aumenta. Oltre ai consigli pratici per non sprecare acqua aggiungo anche un consiglio che aiuta a non immettere nell’ambiente schiume e detergenti che possano influire maggiormente sull’inquinamento.
Dunque recuperare un tesoro come il sapone di Aleppo, conosciuto da millenni per le sue proprietà cosmetiche (lenitivo, emolliente, antinfiammatorio) grazie agli ingredienti con cui è prodotto e cioè olio di oliva e alloro, è una buona soluzione. Il sapone di Aleppo nasce in Siria e ancora oggi è preparato secondo l’antica ricetta (la storia la trovate qui). E’ un antibatterico naturale ed è usato anche come antitarme.
Oggi adoperarlo in pezzi forse non ci sembra troppo pratico considerato che siamo abituati a usare i detergenti in forma semiliquida o gel. Dunque, ho trovato su Consoglobe una ricetta che lo trasforma in una versione adatta alla doccia:
Ingredienti:
2 tazze di sapone di Aleppo tritato; 2 litri circa di acqua; 2 cucchiai di glicerina; il tutto va mescolato lentamente e a fiamma bassa in una grossa pentola fino al completo scioglimento del sapone. Il gel va poi conservato sigillato in contenitori di vetro.
Foto | Fioriepiante
Durante il tour Merano FeelGood2010 ho avuto la fortuna di visitare il piccolo complesso Esserhof,, di Barbara Unterholzner nel Comune di Lana composto da tre case costruite in legno e balle di paglia.
La storia delle case di Barbara è particolare come d’altronde la protagonista. Barbara è un donna minuta ma dal carattere di acciaio e ha coltivato un sogno, quello di costruire case naturali. La destinazione d’uso di questi mini appartamenti è di carattere turistico, infatti Barbara le affitta. Ma attenzione: sceglie personalmente chi ci può soggiornare e il profilo del suo cliente tipo è quantomeno originale: sono persone che arrivano da situazioni di stress ma che hanno manifestato la volontà maturare, crescere, aprirsi alla consapevolezza che una visione della vita diversa è possibile. Non è perciò un business ma come dice lei amabilmente: “E’ il mio hobby”. Dunque, sulla scorta di questa idea nasce la progettazione delle tre case che Barbara ha prima percepito come in un sogno e che poi ha tradotto, grazie all’intervento dell’architetto, in realtà.
Le case sono tutte costruite come un semicerchio i cui bordi però si aprono a formare una sorta di utero che accoglie l’ospite e lo protegge. Si è nella casa, ma contemporaneamente si vive l’esterno restando però al sicuro nel ventre della casa in paglia.
A poche ore dall’attivazione della tariffa bioraria che riguarderà circa 4 milioni di utenze domestiche e che prenderà ufficialmente il via il 1°luglio, ci si inizia a interrogare se il provvedimento rappresenterà una reale occasione di risparmio o se piuttosto non sarà la classica trappola mangiasoldi all’italiana. Il punto, come fanno notare moltissime associazioni di consumatori è che agli italiani non è stato dato tempo e modo di capire che dalle 8 alle 19 l’energia che sarà consumata costerà di più. Nonostante i tre avvisi inviati con la bolletta elettrica a tutte le famiglie.
Scrive Altroconsumo:
La tariffa bioraria non è l’ideale per tutti: lo stile di vita fa la differenza. Il cambiamento sarà favorevole solo a chi è fuori casa tutto il giorno e sbriga le faccende domestiche la sera e nel week end. Chi invece utilizza la corrente di giorno è costretto a cambiare abitudini o dovrà usufruire della fascia oraria più costosa.
Infatti, come spiega il cugino soldiblog alla sera il risparmio sembra essere consistente e nel caso di Enel i prezzi sono bloccati per 2 anni:
Quanti sceglieranno di attivare lavatrice e lavastoviglie di notte (dalle 19 alle 8 del mattino) o nei festivi pagheranno 6,97 centesimi a kilowatt/h al posto di 11,17 Kw/h.
Decidere però se la bioraria conviene è difficile, dipende sostanzialmente dallo stile di vita e da quanti elettrodomestici si usano. Altroconsumo propone una simulazione con il calcolatore interattivo per verificare quanto si spenderebbe, diversamente meglio affidarsi alle offerte del libero mercato. E con l’operazione controcorrente ci si prepara ai reclami.
Foto | Enel

Tra qualche giorno , dal prossimo 1° luglio, per 4milioni e mezzo di italiani scatteranno le tariffe biorarie. Lo rende noto un comunicato dell’Autorità per l’energia elettrica che spiega che già almeno tre avvisi, per ogni utente, dovrebbero essere già arrivati dall’inizio dell’anno.
Si legge nel comunicato:
Con il nuovo sistema, il prezzo dell’elettricità non sarà più unico come adesso, ma sarà differenziato a seconda dei momenti di utilizzo: più conveniente di primo mattino, la sera, la notte, il sabato e tutti i giorni festivi e più alto dalle 8 alle 19 dei giorni lavorativi, quando la domanda e i costi sono più elevati. Di conseguenza, ogni singolo consumatore potrà pagare in modo più giusto ed equo, più vicino al vero costo di produzione dell’elettricità che varia a seconda dei diversi momenti. Per dare alle famiglie, in particolare a quelle con consumi ancora sbilanciati nei momenti meno favorevoli il tempo di abituarsi al nuovo sistema, nel primo anno e mezzo la differenza fra maggiore o minor prezzo sarà piccola (10% circa): di fatto, i possibili risparmi (ma anche l’eventuale maggior spesa) saranno inizialmente molto contenuti ma si offrirà comunque un importante segnale di prezzo verso abitudini di consumo più efficienti e consapevoli del ‘bene’ energia elettrica.
L’Autorità fornisce uno strumento, il Pesaconsumi per calcolare se di fatto la tariffa bioraria convenga; mentre per chi è ancora alla ricerca di una fornitura che non sia bioraria può consultare il Trovaofferte.
Dunque, si dovrà programmare la lavatrice dopo le 19,00 durante la settimana o caricarsi il bucato nei week-end; idem per la lavastoviglie. La tv conviene vederla la sera anche se ci scappa di vedere il Tg delle 13 o delle 13,30. Il frigorifero purtroppo resterà sempre e comunque acceso.
Foto| mediaon

L’Europa ha appena approvato i nuovi standard di etichettatura per gli elettrodomestici volti a chiarire ai consumatori quanta energia possono risparmiare, che un’inchiesta condotta da Caroline Keller, pubblicata da UFC-Que Choisir, agguerrita associazione di consumatori francese, smentisce decisamente che vi sia un reale risparmio.
Perciò al fine di verificare come stessero effettivamente le cose e realmente pronti a svelare le eventuali magagne sono scese in campo più di 100 filiali della UFC che hanno controllato minuziosamente gli elettrodomestici presentati in 1464 negozi comparando le classi energetiche, consumi e prezzi degli elettrodomestici più energivori: frigoriferi, congelatori, asciugabiancheria. I risultati sono stati a dir poco sorprendenti.
Raccontanto i colleghi di soldiblog attenti al portafoglio:
I frigo-congelatori a maggiore risparmio energetico(classe A++) hanno prezzi in media 282 euro più alti rispetto a quelli meno evoluti (classe A), ma il risparmio di elettricità che questi apparecchi consentono in dieci anni è di soli 160 euro. Numeri simili sono quelli che riguardano gli asciugabiancheria, in questo caso - evidenzia Caroline Keller, responsabile dello studio - “l’investimento non è mai recuperato dai risparmi in bolletta”. L’asciugabiancheria dalla più spiccata “coscienza ecologica” (classe A) costa 532 euro più di quello che consuma di più (classe C), a fronte di tale differenza, però, il risparmio in bolletta è di soli 290 euro in 10 anni.
Insomma, secondo, il dossier francese si risparmierebbe di più con elettrodomestici di classe B, C, D ecc. Scrive nel suo editoriale Alain Bazot presidente di Que Choisir:
In primo luogo, le apparecchiature più efficienti (quelle con categoria A + +, ad esempio) sono troppo rare. Poi, l’etichettatura energetica è superata: gli elettrodomestici che consumano più energia, quelli classificati come E, F o G non sono più in vendita anche se persistono sulle scale di consumo delle etichette. Tuttavia, una volta che si acquista un frigorifero “Classe A”, il consumatore, pensa così di aver fatto un gesto ecologico, senza sapere che consumerà più energia! Ma l’ostacolo principale resta il prezzo. Il paradosso è evidente: l’economia dell’energia è costosa. Infatti, i prezzi aumentano con il rendimento energetico. Così, un frigo-congelatore A + + costa fino al 55% in più del più costoso modello “A”. Per una asciugabiancheria, il consumatore pagherà il 130% in più per un modello “A” di quello previsto per un modello C. Conclusione: il gesto ecologico non è un investimento redditizio. Il prezzo di acquisto è più elevaton e non è compensato dalla riduzione attesa dei costi dell’energia elettrica neanche dopo 10 anni. Pertanto, non sorprende che i consumatori prendano le distanza dagli elettrodomestici più efficienti.
Via | Que Choisir
Foto | Flickr
Si terrà il 25 giugno prossimo la presentazione ufficiale dei risultati ottenuti con progetto EVA, Eco villaggio autocostruito, di cui vi parlammo quasi un anno fa. Il 18 giugno, invece, alla Casa del Popolo di Settignano, una serata per l’autofinanziamento.
Ebbene, come vedete dalle foto in gallery le case sono state quasi terminate e questo grazie all’aiuto dei moltissimi e generosi donatori. Ora manca un piccolo e ultimo sforzo per completare le casette, lo ricordo, costruite in paglia e legno grazie al lavoro dei volontari.
Si accettano soldi, viti o travi, ma anche braccia desiderose di lavorare. Per ogni approfondimento o anche per seguire gli incontri di autofinanziamento è possibile consultare il gruppo su facebook.

L’idea di base dell’ ERS (Energy Retrive System) è semplice: più lo si usa più più produce energia. Al contrario di quanto avviene con i normali ascensori, che più li usi è più consumano energia, tanto che quanti tengono alla tutela dell’ambiente preferiscono salire le scale. Il brevetto è italiano, della Eco Sun Power srl di Tito Scalo in provincia di Potenza. In pratica l’ERS un sistema appunto sotto brevetto, riesce a recuperare l’energia cinetica prodotta dal funzionamento dell’ascensore. Quella stessa energia sarà poi usata per alimentare le luci nelle scale, il cancello elettrico o i portoni automatici.
Il mercato, inutile sottolinearlo, è interessante: in Italia ci sono 850mila ascensori. Per ora alla Eco Sun Power ne hanno venduti 10mila.
AGGIORNAMENTO
A gentile richiesta integro il post con la dichiarazione rilasciata dalla Eco Sun Power srl a Erminio Restaino Assessore alle attività produttive della Regione Basilicata. L’occasione è stata la presentazione di due brevetti tra cui, appunto l’ERS.
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