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Foto & video

Il viral che esalta l'eolico e distrugge il nucleare

pubblicato da Marina in: Carburanti Foto & video Nucleare Eolico

L’idea del viral è di Ecotricity, società di energia eolica inglese. La campagna è molto più ampia e ha il suggestivo titolo di Dump the Big six.

E chi sarebbero i sei da saltare? Ovvio: nPower, SSE, E.on, British Gas, EDF e Scottish Power, ossia le multinazionali dell’energia o da fossili o da nucleare. Chiaro il messaggio?

BioLite, fornello a legna con porte USB per ricaricare i cellulari

pubblicato da Marina in: Carburanti Foto & video Gadget Alimentazione

Nel mondo quasi tre miliardi di persone usano legna o carbone per cucinare. L’impatto sull’ambiente è devastante: il 14% delle emissioni di CO2 è attribuibile a questa pratica. Perciò nasce BioLite, piccolo fornello per biomasse che grazie alla tecnologia consente di consumare il 50% di legna in meno e di abbassare del 90% le emissioni di CO2. Integrate anche porte USB che forniscono energia per ricaricare i diversi device elettronici.

L’idea è stata poi estesa a una versione più leggera che ha preso il nome di BioLite Campstove, da usare in campeggio o comunque all’aria aperta al prezzo di 129 dollari. L’idea di base è sì fornire calore e fuoco per un piccolo fornello ma sopratutto di convertirli in elettricità per ricaricare telefonini, luci LED e Gps.

Via | MarcelGreen, BioStove

Nuove specie preistoriche, scoperto l'antenato del coccodrillo

pubblicato da AlterEco in: Animali Scienza Foto & video Africa

antenato coccodrillo

Scoperto oggi, ma estinto ormai da secoli l’antenato del coccodrillo. Accade grazie alle moderne e sofisticate analisi e strumentazioni, capaci di esplorare la biodiversità andando indietro di millenni. A scoprire la nuova antica specie un ricercatore della School of Medicine dell’Università del Missouri, Casey Holliday, che espone le sue ricerche in un recente studio apparso sulla rivista PLoS ONE.

Il coccodrillo preistorico scoperto è stato denominato Aegisuchus witmeri, per gli amici Shieldcroc per via dello spesso scudo che ha sulla testa, una sorta di casco. Questa specie di coccodrillo viveva nell’Era Mesozoica, 95 milioni di anni fa, quando la terra era ancora abitata dai dinosauri.

Holliday lo ha identificato studiando un cranio fossilizzato ritrovato in Marocco anni fa e conservato al Royal Ontario Museum di Toronto.

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Videotrappola per il lupo che torna in Alta Val di Non

pubblicato da Marina in: Animali Foto & video EcoComunicazione Sviluppo sostenibile

Il video che vedete in alto è stato girato dalla fototrappola del Corpo Forestale Trentino (Stazione Forestale di Fondo) lo scorso 23 gennaio. Ne dà notizia la Provincia Autonoma di Trento.

Il lupo è solitario e non si appoggia a alcun branco. Spiegano alla Provincia:

Dove il lupo è insediato con popolazioni vitali esso vive invece aggregandosi in branchi, costituiti solitamente da una coppia e dai figli della stessa (4-6 animali in media in Italia). E’ così ad esempio in Piemonte dove il numero di branchi varia tra i 15 ed i 20 e nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, dove i branchi presenti sono 8.

Il lupo del filmato arriva con tutta probabilità dalla Svizzera avendo attraversato il nord del Brenta e poi il gruppo delle Maddalene. E’ certamente uno degli esemplari dei 250 presenti tra le Alpi occidentali, dal Piemonte alla Svizzera, e la sua tutela è resa possibile grazie anche al sostegno dei cacciatori della zona che lo seguono e lo segnalano senza interferire con le sue attività.

Precisano alla Provincia:

Il fenomeno del ritorno del lupo sulle Alpi, dalle quali è scomparso circa un secolo fa, è in atto orami da più di vent’anni e si è originato dall’espansione naturale della popolazione presente sugli Appennini settentrionali negli anni ’80 e ‘90, attraverso i monti della Liguria. Va da ultimo ricordato che la specie ha un importante ruolo di carnivoro al vertice della piramide alimentare nell’ecosistema alpino, è particolarmente protetta dalla normativa europea e nazionale e non rappresenta alcun pericolo per l’uomo.

Mobilità sostenibile, in Lombardia gli abbonamenti Io viaggio ovunque

pubblicato da AlterEco in: Italia Foto & video Treni Bus, Tram, Taxi

ioviaggio

Io viaggio e non faccio mai benzina. Questo il claim, con i prezzi che corrono fa ancora più effetto, scelto dalla Regione Lombardia per lanciare una nuova campagna di mobilità sostenibile su tutto il territorio regionale.

Io viaggio propone diversi abbonamenti integrati per il trasporto pubblico, suddivisi per province per soddisfare le esigenze specifiche dei viaggiatori pendolari. C’è anche la possibilità di viaggiare su tram, metro, bus urbani ed extraurbani, treni regionali e treni Malpensa Express di 2a classe, battelli e funicolari in tutta la Regione con l’offerta Io viaggio ovunque in Lombardia, a 99 euro al mese.

Per usufruire anche degli InterCity, degli EuroStarCity e degli EuroCity bisogna invece acquistare la Carta Plus Lombardia che costa 20 euro al mese per i tragitti sotto i 50 km e 30 euro al mese per quelli superiori. Il risparmio, secondo i dati diffusi dall’amministrazione comunale, può arrivare a sfiorare i 45 euro al mese per i pendolari. I ragazzi sotto i 14 anni, inoltre, viaggiano gratis se accompagnati da un adulto e ci sono tariffe scontate per gli abbonamenti famiglia.

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Da Santoro l'Italia Repubblica fondata sul petrolio

pubblicato da Marina in: Carburanti Foto & video Agricoltura Politica

Siamo una Repubblica fondata sul petrolio. Nel caso avevate dubbi provate a riguardare la puntata di ieri di Servizio pubblico: in alto il video con la legittima incazzatura dell’operaio sardo indirizzata al Senatore Castelli (Lega) nonché ex ministro ai Trasporti, che per tutta risposta alza e se ne va.

Ma questo è solo uno dei tanti dettagli di questa vicenda. Il petrolio, con il suo costo e la sua necessità, sta strozzando l’Italia. Anzi, posso dire che sembra che il nostro Paese subisca una vera e propria crisi di astinenza da petrolio. Ma che inizia qui da noi perché siamo quelli che ne hanno più bisogno; siamo quelli che usiamo maggiormente trasportare merci su gomma; siamo quelli che lo usiamo maggiormente per produrre energia. Ma l’emergenza arriverà anche altrove: in Francia, Germania, Austria, Svezia. Cosa credete? Anche loro muovono merci su gomma e usano petrolio, un po’ meno di noi ma lo usano.

Ieri da Santoro un distantissimo Enrico Letta (Pd) faceva fatica a capire le ragioni della protesta del Movimento dei Forconi, confondendola più volte con le richieste degli autotrasportatori. I Signori della Terra e del Mare sono stati affamati dai signori del petrolio. E l’Italia che ha deciso di fondare la sua Repubblica sul petrolio e non sul lavoro paga alto il prezzo di questa scelta. Non ci vuole molto a capire che così non va.

La cattiva fama del Nucleare? Colpa di James Bond

pubblicato da Nestor Carnevali in: Foto & video EcoComunicazione Nucleare


David Phillips, presidente della Royal Society of Chemistry, dovrebbe essere un uomo di scienza, eppure non teme di avventurarsi in dichiarazioni quantomeno bizzarre. Secondo lui i film di James Bond, il riferimento è a pellicole come Agente 007 - Licenza di uccidere, hanno contribuito alla cattiva reputazione del nucleare da parte dell’opinione pubblica in Gran Bretagna e all’estero visto il successo planetario dei film tratti dai romanzi di Ian Fleming.

Gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima? Poca roba. Certo, sono responsabili, ma fra i detrattori dell’energia ricavata dall’atomo bisogna aggiungere l’involontario lavoro svolto dal perfido Dr. No e dal suo reattore segreto, proprio quello che James Bond fa saltare in aria nel finale del film (non preoccupandosi eccessivamente delle radiazioni emesse) mentre scappa via sfruttando il proverbiale “ultimo istante”.

La risposta più azzeccata alla balzana teoria del signor Phillips arriva da Richard George di Greenpeace:

Una manciata di film di James Bond non ha certamente danneggiato la reputazione dell’industria nucleare, non è stato necessario, hanno fatto tutto da soli. Non credo che loro avessero mai pensato di realizzare un’isola top secret con un finto vulcano come il Dr. No, se l’avessero fatto gli sarebbe costato comunque meno rispetto a quanto si spende per una singola centrale nucleare

Via | BBC

Naufragio Costa Concordia, Isola del Giglio a rischio disastro ambientale

pubblicato da AlterEco in: Inquinamento Italia Foto & video Navi

foto naufragio nave concordia

Il naufragio della Costa Concordia, la scorsa notte, al largo dell’Isola del Giglio, ha causato tre vittime, probabilmente per ipotermia, insorgenza di un malore o annegamento, e numerosi feriti e dispersi. Restano ancora da accertare le cause dell’incidente. Di certo c’è che la nave, con oltre quattromila passeggeri a bordo, era fuori rotta e che il comandante ora rischia fino a dieci anni di carcere.

Mentre i sommozzatori cercano ancora i dispersi, cresce la preoccupazione per l’impatto ambientale del naufragio della nave da crociera Costa. Si teme per la fuoriuscita di carburante. La nave, che ora appare pericolosamente inclinata da un lato, ha infatti un carico di 2380 tonnellate di gasolio a bordo. Spiega il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi:

Se non si provvede si può rischiare il disastro ambientale. Si stanno attivando esperti per risolvere il problema. Bisogna anche tenere presente che se i serbatoi si svuotano questo potrebbe incidere sulla stabilità della nave.

Dopo il salto il video con la ricostruzione del naufragio del Tg La7.

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Orto casalingo: la rivoluzione ambientale

pubblicato da Marina in: Foto & video Agricoltura Alimentazione Orti e giardini

Ho seguito la conferenza di Roger Doiron tenuta per TED con grande e profonda ammirazione. Come non condividere le sue parole? Ho sempre pensato che in futuro a sopravvivere alla crisi dei consumi e dell’energia saranno le piccole comunità, di 1000-1500 anime che sapranno organizzarsi in borghi autosufficienti.

Il video è stato rilanciato in rete da Beppe Grillo, ma poco importa. Le parole e i pensieri espressi da Doiron sono di una tale forza che giustamente e con grande autoironia, lui stesso definisce sovversivi. Però, di sovversivo non c’è proprio nulla se in passato era normale avere un orto per l’autoproduzione. L’invito, dunque, è di riappropriarsi della nostra umanità e capacità di sussistenza piuttosto che delegarla.

Per inciso Doiron ha messo in piedi una community virtuale Kitchen gardners molto attiva e consistente. In Italia abbiamo in scala più piccola la community di Coltivare l’orto.

Guarire senza ferire, nuova campagna contro le fattorie della bile in Cina

pubblicato da AlterEco in: Animali Associazioni Foto & video Asia

fattorie della bile Cina

Fattorie della bile in Cina: per chi non è ancora a conoscenza di questo orrore, sono degli allevamenti intensivi di orsi tibetani a cui viene ficcato un catetere di metallo nella cistifellea per circa vent’anni (ammesso poi che resistano tanto a lungo). Un escamotage per ricavare bile, utilizzata nella medicina tradizionale cinese, dopo che è stato vietato di uccidere gli orsi al medesimo scopo, dal momento che rischiano l’estinzione.

Sicuramente le fattorie della bile sono eticamente discutibili ma non finisce qui. Secondo quanto afferma Jill Robinson, fondatrice di Animals Asia, l’estratto utilizzato per produrre medicinali sarebbe anche rischioso per la salute umana.

Perché lo ha spiegato Gao Yimin, docente della Capital Medical University, nel suo intervento a Pechino, nell’ambito della campagna Healing without harm:

Il modo in cui viene estratta la bile dagli orsi favorisce la proliferazione di batteri e lo sviluppo di infezioni, riducendo di fatto l’efficacia della bile. È una tecnica dannosa per la salute umana.

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