Piano energetico Sicilia. Lombardo prepara il regolamento anti-Tar

Raffaele Lombardo, governatore della Regione Sicilia, torna alla carica sulla questione energia e, in particolare, sull'energia eolica. Dopo aver visto sonoramente bocciato dal Tar il "suo" (aggettivo generoso) Piano energetico e ambientale regionale siciliano (Pears) ora studia le contromosse. Per evitare che l'esperienza si ripeta, visto che ci sono attualmente pendenti altri 70 ricorsi al Tar Sicilia su quel piano (forse incautamente benedetto da Jeremy Rifkin che, assai probabilmente, neanche lo ha letto), annuncia che il Pears si farà, ma attraverso un regolamento e non, come avvenuto con il piano bocciato, tramite delibera di Giunta Regionale.

La notizia è stata data dallo stesso governatore siciliano in apertura del convegno "Quale energia in quale futuro", inaugurato a Palermo ieri nei locali della splendida Villa Malfitano. Un convegno, è giusto il caso di accennarlo, che ha avuto "il contributo di Enel", società che, però, è attualmente sotto esame dell'Anti Trust che crede che Enel (ma anche Edipower) abbia messo in atto una serie di comportamenti commerciali scorretti per mantenere altissimo il costo dell'energia in Sicilia. Forse un po' di prudenza in più, da parte di chi rappresenta il popolo siciliano, sarebbe stata opportuna.

Ma torniamo al "nuovo" Pears che, dice Lombardo, sarà fondato sui concetti di convenienza e sicurezza. Giova ricordare che "convenienza" e "sicurezza" sono gli stessi termini utilizzati in occasione della presentazione del vecchio piano. Lombardo, quindi, ribadisce quanto già affermato mesi e mesi fa: no all'eolico, no al fotovoltaico su terra, sì al fotovoltaico sui tetti. Visto che il governatore ribadisce cose già dette, e sulle quali abbiamo già fatto il pelo e il contro pelo, è inutile ripetersi anche su questo blog.

Di nuovo c'è che il governatore ha ribadito pubblicamente la sua vicinanza a Enel, nonostante l'inchiesta dell'Autorità per la Concorrenza, che lascia ipotizzare che il canale burocratico per il rigassificatore di Porto Empedocle sia ancora attivo a Palermo. Per quanto riguarda le grandi opere sblocca-rinnovabili, come il raddoppio dell'elettrodotto con la Calabria e la chiusura dell'anello ad altissima tensione che permetterebbero un utilizzo più razionale ed efficiente delle fonti rinnovabili non programmabili, Lombardo ha nuovamente chiesto a Terna di fare in fretta. Terna, da parte sua, ha già risposto che sono pronti 700 milioni di euro per la sola Sicilia, ma a Palermo c'è troppa burocrazia.

Quale energia in quale futuro? Parrebbe di capire la solita energia nel solito futuro...

Via | Ufficio Stampa Regione Sicilia, La Sicilia
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