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L'Ue dopo Copenaghen sogna la svolta

Pubblicato: mercoledì 10 marzo 2010 da alessandra

Dopo il flop di Copenaghen, l’Ue torna sulla questione dei cambiamenti climatici manifestando la volontà di uno sforzo più deciso per la riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Secondo una recente comunicazione della Commissione Europea, il Vecchio Continente dovrebbe prima di ogni altra cosa concentrarsi sull’assistenza finanziaria - 2,4 miliardi di euro annui per il periodo 2010 - 2012 - ai paesi in via di sviluppo al fine di implementare l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Inoltre, sarebbe opportuno che davvero, questa volta, l’Ue si faccia portavoce di quanti auspicano un più deciso impegno nei confronti della tutela dell’ambiente soprattutto in vista del vertice di fine anno sul clima che si terrà a Cancun, in Messico. Perché si raggiunga un accordo giuridicamente vincolante per tutti i paesi.

Per questo, è urgente porre in essere azioni concrete nell’ambito della strategia Europa 2020, presentata il 3 marzo, affinché l’Ue si trasformi nella regione mondiale più compatibile con il clima.

fa sapere la Commissione. Inoltre, l’Ue dimostra di voler mantenere il proprio impegno riducendo le proprie emissioni fino al 20% entro il 2020 ma, sottolinea, potrebbe arrivare anche al 30% se altre economie importanti dovessero partecipare equamente allo sforzo globale di abbattimento. Del resto, però, le possibilità che ciò accada sono veramente scarse. Ancora una volta, le parole sono tante, e le azioni concrete poche. Eppure, la Commissione ci tiene a mostrare proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici tanto da preparare un’analisi delle strategie utili a ridurre del 30% rispetto ai livelli del 1990 le emissioni di Co2 in vista del Consiglio europeo di giugno. Successivamente, verranno delineate le caratteristiche di un programma di transizione utile a edificare una nuova UE a basse emissioni di carbonio non oltre il 2050.

Foto | Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • ansimo

    10 mar 2010 - 20:49 - #1
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    Vorrei portare alla vostra attenzione anche un altro aspetto della ricerca climatica, quella per cui non ci dovremmo ossessionare per la CO2. Vi “linko” tre articoli tratti da un altro sito:
    1) http://www.astronomia.com/2010/01/01/una-notizia-bomba-che-non-ci-daranno-mai/
    2) http://www.astronomia.com/2010/01/05/chiarezza-sul-clima/
    3) http://www.astronomia.com/2010/02/05/la-difesa-del-diavolo/
    Io mi trovo d’accordo con questa visione, ma son comunque favorevole ad una riduzione DRASTICA dell’impatto umano nell’ambiente. Solo che forse sarebbe meglio occuparsi anche delle altre sostanze che spargiamo in giro. Mi riferisco ad es. al PM10 che le belle fabbriche di auto ci dicono di poter eliminare grazie ai vari “FAP”… senza dire che in natura nulla si distrugge ma anzi queste polveri, bruciando, liberano altri gas residui della combustione e i PM10 si tramutano in particelle ancor più piccole che non bisogna nemmeno più respirare, passeranno attraverso la cute!

  • Mauriziosat,9

    10 mar 2010 - 23:57 - #2
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    parole sante .
    .
    quando gli entrerà in testa alla gente ….che la CO2 non è un inquinante ?

  • @ansimo

    11 mar 2010 - 09:12 - #3
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    Ho letto fino al punto in cui dice che la percentuale di CO2 in atmosfera negli ultimi 50 anni non è cresciuta.
    …..Poi mi sono messo a ridere.
    P.S. Per il resto concordo con te: il CO2 non è l’unico problema e probabilmente non è il + grosso, ma riduzione della CO2 implica riduzione dell’uso dei combustibili e questa una strada da intraprendere (per una ragione o per l’altra)

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    11 mar 2010 - 10:48 - #4
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    Gli euroburacrati con la loro inerzia e miopia forse ci faranno caldeggiare ancora per qualche anno questa risibile idea della riduzione di emissioni del 20% o 30%, ma i singoli governi europei (Italia in primis) non possono fare altro che spernacchiare qualsiasi proposta di accordo vincolante in tal senso. Forse l’asfittica inghilterra potrebbe essere tentata dal ‘carbon market’ ma i paesi dell’euro dovrebbero tenerla a guinzaglio.
    L’Europa dovrebbe diventare un polo di produzione per eolico e fotovoltaico di nuova generazione e cercare di battere la concorrenza cinese e statunitense…. ma questo con la riduzione della CO2 ha pochissimo a che fare… ha a che fare con investimenti sensati in ricerca e sviluppo e con questo (purtroppo) l’Italia ha attualmente pochissimo a che fare.

  • Profilo di dennishobson

    dennishobson

    31 mag 2011 - 14:10 - #5
    0 punti
    Up Down

    Quando ho commentato ho cliccato il Avvisami quando un nuovo vengono aggiunti-checkbox e adesso ogni volta che un commento viene aggiunto ottengo quattro-mail con lo stesso commento. C’è qualche modo mi puoi togliere da quel servizio? Grazie!
    Madeira plastica

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