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Eolico off shore nel Golfo di Gela, nuovo stop dal Comune di Licata

Pubblicato: 13 mar 2010 da Peppe Croce

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Nuovo stop per il progetto di eolico off shore nel Canale di SiciliaIl giornale on line Agrigento Web riporta la notizia di un nuovo stop al progetto di parco eolico di fronte a Licata. Il sindaco della cittadina, Angelo Graci, ha infatti diramato alla stampa locale una nota per ribadire la sua contrapposizione al progetto, proposto dalla società Energia Rinnovabile S.r.l. di Trapani, di installare nelle acque del Canale di Sicilia 156 aerogeneratori.

Licata non è l’unico Comune interessato dal progetto delle torri eoliche che, se venissero realizzate, sarebbero visibili anche da Agrigento e Palma di Montechiaro. Non è la prima volta che questo grosso impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili riceve delle critiche: nel settembre dello scorso anno si era pronunciata in senso contrario anche la Soprintendenza ai Beni Archeologici e Culturali della limitrofa provincia di Caltanissetta.

Le opposizioni dei sindaci, però, potrebbero essere vane: la recente legge n.99/2009, infatti, prevede la competenza esclusiva dello Stato per gli impianti eolici off shore e poco o nulla potranno fare Regioni e Comuni per bloccare un progetto approvato dal Ministero dell’Ambiente.

La cosa più interessante dell’eolico nel Canale di Sicilia, però, è che di progetti ce ne sono almeno due: uno è quello appena descritto, l’altro è un progetto congiunto Enel-Moncada Energy. Quest’ultimo, tra l’altro, è un piccolo giallo perchè è stato annunciato in pompa magna da entrambe le società ma, allo stato attuale, dal sito del Ministero sembrerebbe che non sia stato depositata alcuna richiesta di autorizzazione. Eppure, in un comunicato stampa del 6 agosto scorso della Regione Sicilia, Enel affermava:

Enel si impegna ad aumentare di almeno 400 MW nei prossimi quattro anni la produzione di energia da fonti rinnovabili, anche attraverso nuovi impianti eolici “on” e “off-shore” e lo sviluppo del “minieolico”, con impianti di piccola taglia. L’investimento previsto è di circa un miliardo di euro. La Regione sosterrà anche lo sviluppo del centro di eccellenza per la sperimentazione delle tecnologie solari innovative di Enel a Catania, promuovendo inoltre la nascita della più grande industria europea per la costruzione di pannelli fotovoltaici ad alta tecnologia assieme a Sharp e St Microelectronic, seconda solo ad un impianto presente in Giappone

L’accordo per la fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania è stato firmato, quello sull’eolico off shore a quanto pare no.

Via | Agrigento Web
Foto | Flickr

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di emancar

    emancar

    13 mar 2010 - 15:52 - #1
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    se non la finiamo di pensare che l’eolico off-shore è solamente un danno al paesaggio e non pensiamo ai suoi reali benefici come pensiamo di progredire nel campo delle rinnovabili

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    13 mar 2010 - 17:54 - #2
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    Se la competenza è esclusiva dello stato si spera che decidano mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini…..non c’è altro da fare

  • Mauriziosat,9

    13 mar 2010 - 20:14 - #3
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    interesse dei cittadini sarebbe lasciar perdere queste cavolate e puntare alle cose concrete profittevoli.
    .
    L’EOLICO OFF SHORE e’ costosissimo …..e praticabile solo OVE CI SIANO DEI BASSI FONDALI ….E MOLTO ….MOLTO VENTO ….COSTANTE .
    .
    nel mediterraneo …..SCORDATEVELI.
    NON CI SONO BASSI FONDALI E NON C’è VENTO COSTANTE .

  • alessio9

    14 mar 2010 - 11:37 - #4
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    #3 maurizio sat smettila con le tue fesserie.

  • L'Eco della Terra

    14 mar 2010 - 18:27 - #5
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    L’eolico off shore è un’opportunità, ma nons empre e comunque. Se quelle zone ci guadagnano di più dal turismo e dal paesaggio che non dalle pale eoliche, forse bisognerebbe pensarci su bene prima di fare una cosa del genere.
    Per ilr esto non mi scndalizza l’off shore, in molti casi è utile, ma fatto con criterio, evitando le truffe che in Sicilia stanno aumentando, con pale sostenute da aiuti pubblici statali e regionali che poi restano immobili.

    @mauriziosat:
    ti faccio presente che di recente hanno fatto l’America’s Cup a Messina, e a volte non hanno potuto gareggiare per la forza del vento.
    In alcuni posti della Sicilia di vento ce n’è molto, non a caso ci sono tante polemiche sul ponte sullo stretto anche per il fattore vento, che potrebbe tener chiuso il ponte per una bella fetta di giorni dell’anno.
    Ma ovviamente immagino che avrai da ridire pure su questo, ahimè.

  • Mauriziosat,9

    14 mar 2010 - 19:35 - #6
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    @ l’eco della terra ..
    .
    SE STUDIASSI AL FISICA ….invece di berti le vaccate che senti agli spettacoli di GRILLO …….
    ai l’ignoranza…..che brutta bestia ..
    .
    ALLE NOSTRE LATITUDINI …..I VENTI SOSTENUTI …SONO VENTI DI TERMICA .
    L’AMERICAN’S CUP …….sfrutta, venti di termica vicini alla costa …..E SPESSISSIMO …SI RIMANDA PER ASSENZA DI VENTO.
    .
    studia e poi torna a chiedere scusa.

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    14 mar 2010 - 23:31 - #7
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    L’unica cosa utile di tipo off-shore sono i conti all’estero!!(Silvio insegna..)ahahahahah ahahahahahahaah

  • marcoragu

    16 mar 2010 - 01:07 - #8
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