Rifiuti in Campania: 2 inceneritori a Napoli e Salerno, il nuovo piano del ministro Orlando?

Da un lato il ministro per l'Ambiente Andrea Orlando che con il Governatore Caldoro pensano a 2 nuovi inceneritori in Campania; dall'altro i sindaci De Magistris e De Luca che non ne vogliono sentir parlare di bruciare i rifiuti: ma non si era detto che la strada giusta fosse quella dei rifiuti zero?

Chissà perché le volontà dei politici non coincidono mai verso l'interesse o bene comune. Il caso della gestione dei rifiuti in Campania è forse un caso emblematico anche se molti esempi ci arrivano dal Lazio con la gestione in proroga infinita della discarica di Malagrotta o dalla Calabria o anche dalla Sicilia.

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris dopo il deferimento dell'Italia da parte della Corte europea per la gestione dell'emergenza rifiuti in Campania, fa sulla sua pagina Fb questa considerazione:

E' paradossale che la multa europea per la gestione dei rifiuti possa arrivare proprio ora che siamo considerati virtuosi, perché abbiamo evitato, per ben due anni, il verificarsi di emergenze, investendo sulla differenziata e il porta a porta, creando isole ecologiche ed un sito di trasferenza, inviando i rifiuti via nave nei paesi del Nord, con conseguente vantaggio anche economico. Ci auguriamo che ci sia attenzione da parte di Bruxelles, soprattutto perché esiste una positiva interlocuzione con il ministero dell'Ambiente e con la Regione, visto che tutte le istituzioni stanno lavorando per evitare la multa che riguarda condizioni del passato. Noi siamo convinti che la sfida dei rifiuti possa essere vinta, percorrendo una strada alternativa. Finché sarò sindaco di Napoli non si faranno discariche e inceneritori in città. Napoli accetta infatti la prova dell'impiantistica alternativa, fondata sulla creazione degli impianti di compostaggio, e non farà passi indietro sulla differenziata e il porta a porta, avendo il Comune anche aderito al protocollo zero waste e avendo sposato quella linea ambientale della riduzione e dei riciclo dei rifiuti.

Insomma parole piuttosto in linea con quanto ha detto il ministro Orlando:

Io sono stato accusato di volere gli inceneritori. Non è vero. Io voglio che la Campania faccia ciò che ha scritto nel proprio piano. Se si può ridurre l’ipotesi dei termovalorizzatori io non sono contrario ma non si può dire all’Europa una cosa e poi trovarsi in una situazione in cui se ne fa un’altra, perché questa è la causa delle sanzioni di decine di milioni di euro che potrebbero essere spesi per la differenziata, il trattamento dei rifiuti, l’impiantistica invece di essere buttati in mare per un’inadempienza degli enti competenti.

Insomma, il punto è cosa saprà fare la politica in Campania considerando che il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca di inceneritore non ne vuol sentir parlare tant'è che sulla sua pagina Fb scrive:

Salerno non ha bisogno di un termovalorizzatore perché è all’avanguardia in Italia nella raccolta differenziata e nella gestione del ciclo dei rifiuti. Quando ci chiamano da Roma è, fondamentalmente, per avere un aiuto sul piano regionale e nazionale, perché da nessuna parte si riesce a realizzare niente. Quando da Roma si accorgono che l’unico impianto di compostaggio è stato realizzato a Salerno, è chiaro che tendono a venire a chiederci una mano per non avere 200 milioni di penalità.

Ma Stefano Caldoro Governatore della Campania in merito ha idee molto chiare e precise che ha presentato a Il Mattino dichiarando che:

Consiglio che rivolgo a tutti è di fare la scelta più giusta senza posizioni ideologiche. Il problema va risolto come si fa in tutto il mondo e, come ci dice l’Europa, il ciclo dei rifiuti è uguale ovunque. Ora ragioniamo sul tipo di impianto che vogliamo fare e dove è più giusto farlo. Per esempio, se la provincia di Napoli ha già un termovalorizzatore ad Acerra, l’altro potrebbe essere fatto in un’altra provincia, che può essere quella di Salerno ma anche un’altra ancora.

Quindi ancora una volta sul tavolo della politica soluzioni antiquate, vecchie e neanche in linea con quanto richiesto oggi in Europa: ma Caldoro lo sa?

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