Droni, l’Europa insegue gli Stati Uniti: in gioco un mercato da 8,7 miliardi di euro

Fra dieci anni il settore dei droni sarà il mercato più dinamico dell’industria aeronautica. E L’Europa lancia la sfida ai Reaper statunitensi 

 

Per sdoganarli e renderli familiari, i droni ce li stanno proponendo in tutte le salse: come mezzi per le riprese televisive, come strumenti per l’emergenza o come eccezionali supporti per il cinema. Purtroppo, però, è un altro l’ambito che permetterà ai droni di diventare un business e quest’ambito sarà la guerra. 

Perché si passi dal futuro al presente non manca molto. Al salone di Bourget, nei pressi di Parigi, la tendenza trova conferma nell’onnipresenza di questi strumenti che permetteranno di effettuare missioni di sorveglianza e spionaggio e di sganciare missili. 

I francesi rimpiangono di non avere investito nella ricerca e hanno già ordinato una dozzina di droni d’osservazione Reaper alla “modica” cifra di 670 milioni di euro.  

L’Europa insegue i droni statunitensi la francese Dassault Aviation, la continentale EADS e l’italiana Finmeccanica hanno chiesto ai loro governi di lanciare un programma di droni di sorveglianza che consenta loro di raggiungere i loro concorrenti nel 2020. I tre gruppi si sono detti disponibili a lavorare a un drone che permetta di sorvegliare per 24 ore un vasto teatro di operazioni. 

Un passaggio che dovrebbe eliminare i caccia da combattimento già nel 2030. Peccato che, come spesso accade, un mezzo che sarebbe utilissimo nelle emergenze ambientali ed ecologiche (vedi l’utilizzo fatto lo scorso anno nel terremoto in Emilia) venga invece utilizzato a scopo bellico.

Secondo uno studio di Teal il mercato dei droni raddoppierà nei prossimi dieci anni, raggiungendo gli 8,7 miliardi di euro all’anno e diventando il settore più dinamico dell’industria aeronautica.

Via | Le Parisien 

Foto © Getty Images

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