
Qualche giorno fa il sito web Energia Spiegata, edito dall’Agenzia di Ricerche Informazione e Società (Aris) assai nota per il suo rapporto annuale sul fenomeno Nimby, ha pubblicato un’intervista di Agnese Bertelli a Fabio Fineschi, professore ordinario di Impianti Nucleari all’Università di Pisa. L’intervista, fatta molto bene, è incentrata sul grosso deficit di comunicazione che c’è in Italia tra l’industria, specialmente quella dell’energia, e la popolazione. Un deficit dal quale deriva buona parte dell’effetto Nimby.
Il prof. Fineschi, rispondendo alle domande della Bertelli, tocca vari argomenti. Uno, però, è molto interessante anche per i lettori di Ecoblog: il nucleare. Fineschi, con il lavoro che fa, di certo al nucleare è favorevole. Tuttavia è anche incredibilmente lucido e onesto nell’affermare che, in Italia, lo sviluppo di tale tecnologia potrebbe dare più problemi che altrove. Il problema, secondo Fineschi, non sta nella tecnologia nucleare in sè, bensì nella società italiana:
I problemi tecnici ed economici del nucleare possono essere risolti da bravi, coscienziosi e cauti esperti (che ci sono), ma il nucleare richiede anche una società (che non c’è) che sia capace di accoglierlo e gestirlo con rigorosità politica ed etica, una società che si impegni a bonificare il territorio dalle mafie e dalla corruzione. È questo l’aspetto drammaticamente più urgente della questione nucleare (e non solo), che interroga tutte le istituzioni del nostro Paese, per la soluzione del quale è necessario creare competenze scientifiche e professionali, mobilitazione politica e sociale, tensione morale. Sono questi gli interrogativi a cui si deve dare una risposta vera e significativa, chiamando a giudici tutti i cittadini
In un’epoca come quella del ritorno italiano al nucleare, in cui il governo nazionale ha già annunciato di voler fare tutto da solo, con procedure straordinarie e senza curarsi del parere degli enti locali, dichiarazioni come quelle del Prof. Fineschi dovrebbero far riflettere. Si dirà: se il nucleare lo si fa dall’alto, senza passare dalla bassa politica locale, mafia e corruzione dovrebbero essere tenute a bada. Non è mica garantito: è lo stesso Fineschi a dichiararsi assai poco fiducioso nel sistema politico italiano:
Quando poi scoppiò lo scandalo Tangentopoli, mi domandai se il nucleare era stato affossato proprio da quelli che pensavano di non poterci speculare sopra perché tecnicamente troppo “protetto”, ma soprattutto mi chiesi: la tecnologia nucleare, la rigorosità con cui deve essere gestita la sua sicurezza, sono compatibili con fenomeni quali Tangentopoli?
Aggiungiamo noi: siamo sicuri che l’Italia sia totalmente fuori da fenomeni come Tangentopoli?
Via | Energia Spiegata
Foto | Flickr
filippo-riccio
16 mar 2010 - 15:11 - #1Cioé in sostanza:
1) abbiamo bisogno delle centrali nucleari;
2) la propaganda martellante ha fatto sì che la popolazione non le volesse contro i suoi stessi interessi;
3) farlo in queste condizioni spianerebbe la strada a mafie varie.
Forse i responsabili del punto 2 dovrebbero farsi un esame di coscienza?
_Giacomo_
16 mar 2010 - 15:21 - #2@filippo-riccio
perfetto :-)
marcopagni73
16 mar 2010 - 15:31 - #3@Filippo riccio
Bisognerebbe aggiungere al punto 3:….perché l’incompetenza e la mentalità della classe politica italiana non è in grado di emarginarle.
I motivi sono molteplici tra cui,quello più grave,quello citato dal prof. Fineschi:la dilagante corruzione.Mi permetto di fare una battuta:se per un G8 sono riusciti a spendere 500 mln di euro per 4 centrali quanto spenderanno…1 fantastiliardo!!(si aprono scommesse….)
guagnelz
16 mar 2010 - 15:34 - #4@1
Sei sicuro di aver letto bene l’articolo?
Si parla di speculazione e sicurezza. Si parla di accogliere e gestire il nucleare e di bonificare le aree dalle mafie e dalla corruzione. Si propone una crescita della tecnologia e del consenso dal basso, non l’imposizione dall’alto.
Propaganda o altri sinonimi o anche accezioni di questo genere non ci sono.
L’intervista è in italiano, non mi sembra difficile.
giudus85
16 mar 2010 - 15:40 - #5Quindi secondo questo fineschi, le cui parole saranno state dosate ad arte da questi qua di ecoblog, si dovrebbe lasciar perdere perchè la popolazione non è ancora pronta? allora campa cavallo! le centrali vanno assolutamente fatte ed allo stesso tempo va squarciata la nebbia di falsità che circondano la tecnologia elettronucleare. Qualche giorno fa ho partecipato ad una conferenza tenuta per l’appunto da una ricercatrice dell’università di pisa… che è stata illuminante in questo senso.
E concludo dando un consiglio agli amici di ecoblog: state tranquilli e sereni che questa volta il nucleare si fa e pure più velocemente di quanto si immagini… quindi mettetevi l’anima in pace.
marcopagni73
16 mar 2010 - 15:48 - #6@giudus85
Il prof. Fineschi non sostiene che non si devono fare le centrali…..ha sollevato un problema che in Italia oggi la fa da padrona:la corruzione in tutti i settori e a tutti i livelli.Trattandosi di nucleare…..guarda col terremoto i bertoladri che casini hanno combinato,ora a gente così mettigli in mano la costruzione di 4 centrali…la speculazione selvaggia è dietro l’angolo!!Altro che mafia……
marcopagni73
16 mar 2010 - 15:50 - #7Premetto che non sono iscritto a nessun partito….
marcopagni73
16 mar 2010 - 16:33 - #8Quotone per guagnelz
amlet 2
16 mar 2010 - 17:48 - #9si comunque
1) in Italia c’ERANO le centrali nucleari…
2) in altri paesi che hanno centrali nucleari (USA? Giappone? ) esiste la mafia e la corruzione
3) evitiamo allora di fare in Italia anche altre cose che possono essere pericolose se fatte male tipo centrali a gas,carbone,dighe,svincoli dell’ autostrada…qualsiasi cosa
filippo-riccio
16 mar 2010 - 18:49 - #10@guagnelz
Il punto 2 del mio commento #1 non è nell’intervista, è una mia deduzione.
Nell’intervista, come riportato correttamente nell’articolo, si dice chiaramente che il nucleare non viene accettato dalla popolazione non perché sia intrinsecamente sbagliato, ma perché la popolazione non lo capisce, e perché viene imposto dall’alto, dando luogo all’effetto “nimby”.
A questo punto la logica mi fa dedurre che, secondo l’intervistato, se la popolazione lo capisse, e se la questione venisse gestita in modo trasparente (coinvolgendo gli enti locali), non ci sarebbe opposizione; questo a sua volta è in contraddizione con l’idea che capire il nucleare significa opporsi ad esso, idea che è il caposaldo della propaganda anti-nuclearista.
Quindi l’intervista non espone una posizione anti-nuclearista, ma la constatazione che (secondo l’autore) non si possono fare centrali nucleari in Italia per come funziona l’Italia stessa.
marcopagni73
16 mar 2010 - 19:01 - #11@per tutti
Più chiaro di così…..
marcopagni73
16 mar 2010 - 19:02 - #12@Filippo-riccio
Ottima deduzione ….il ragazzo è vispo!
inscape
16 mar 2010 - 19:24 - #13Essendo io all’ultimo anno di ingegneria nucleare proprio alla facoltà di pisa conosco il corso tenuto dal professore in questione. Devo dire che (è una mia impressione) qui a Pisa c’è un ottimo gruppo di specializzati e professori che tengono i corsi di ing. nucleare, la mia attuale cultura in materia la devo a loro pertanto mi fido delle parole degli specializzati. Gradirei tuttavia poter leggere tale intervista perchè come si sa spesso le parole vengono alterate in malomodo…
marcopagni73
16 mar 2010 - 19:41 - #14@inscape
Studi a Pisa?Se ti dico da dove scrivo ti pieghi in due dalle risate!!
inscape
16 mar 2010 - 19:42 - #15Sisi sto a pisa io lei da dove scrive?
marcopagni73
16 mar 2010 - 19:45 - #16Dammi del tu…scrivo dal Monte Serra!!
inscape
16 mar 2010 - 19:48 - #17Ma tu pensa che coincidenza…. Bhe quando vedro un gigantesca turbina eolica all’orizzonte, sapro a chi appartiene… LOL
Bugeo
16 mar 2010 - 19:48 - #18Il nucleare non è sicuro.
Chi dice che non ci sono rischi sta raccontando frottole.
marcopagni73
16 mar 2010 - 19:51 - #19@inscape
Se mi vieni a trovare un’pò di cinghiale in salmì con la polenta fritta non te la toglie nessuno……www.ristoranteicristalli.it
inscape
16 mar 2010 - 19:54 - #20@ Bugeo
Mah lei dice una cosa non vera, l’industria nucleare è fra quelle che vanta i piu alti standard di sicurezza al mondo non è nemmeno lontanamente paragonabile agli altri settori…
inscape
16 mar 2010 - 19:55 - #21@ Guarda che vengo davvero eh??? anzi porto con me tutti i nuclearisti!!!
marcopagni73
16 mar 2010 - 20:00 - #22@inscape
Ti aspetto…dico sul serio!Facciamo un bel seminario…
inscape
16 mar 2010 - 20:01 - #23Scusa una cosa marco, ma vorresti piazzarla li vicino al ristorante la turbina eolica?
marcopagni73
16 mar 2010 - 20:08 - #24Si, dietro al locale..ho anche la cabina dell’enel vicino,perché?
inscape
16 mar 2010 - 20:17 - #25Nono solo per curiosità mia, bhe li sopra dovrebbe essercene parecchio di vento…
marcopagni73
16 mar 2010 - 20:20 - #26Ce n’è ce n’è…….ho misurato medie di 9.3 m/s (medie calcolate ogni 5 minuti) a 8 mt di altezza e con gli alberi che ostruivano…vieni a trovarmi che ne parliamo!
inscape
16 mar 2010 - 20:25 - #27Volentieri dai, anche se di eolico a dirti la verità so poco e nulla… hai msn?
marcopagni73
16 mar 2010 - 20:25 - #28Così quando hai visitato il mio ” sito” glielo dici te a gbettanini che il mio impianto non è come una banconota da 28 €…ahahahahahahahahah
marcopagni73
16 mar 2010 - 20:30 - #29No, mandami una mail c’è sul sito…e poi ti voglio conoscere di persona ci facciamo due risate
noee
16 mar 2010 - 23:03 - #30@marcopagni73
Ehi secondo me l’eolico è ultile per far funzionare lo stereo di casa, ma il cinghiale e la polenta li voglio anche io…credo che potremmo anche organizzare un ring post seminario…
marcopagni73
16 mar 2010 - 23:07 - #31@noee
Chissà perché ma me lo sentivo che andava a finire così…ahahahahahaha ahahahahahahaha….con certi “argomenti” andiamo tutti d’accordo!!!
Agnese Bertello
19 mar 2010 - 15:12 - #32Ciao a tutti, sono Agnese Bertello, autrice dell’intervista. Mi fa molto piacere che intorno a questo tema si sia sviluppato un botta e risposta vivace e rispettoso delle opinioni altrui (ed è cosa rara). Mi sembra che la cosa che emerge in maniera netta dall’intervista (ci terrei a sottolineare che le parole di Fineschi non sono in nessun modo state travisate nè cambiate, anzi l’intervista è stata rivista da lui stesso) è la necessità di istituire una prassi diversa di dialogo tra le comunità locali e il Governo o le amministrazioni locali in merito alla realizzazione di infrastrutture di vario tipo. Il nucleare ovviamente è il caso più attuale, ma il tema è generale. In merito al nucleare, poi, noi siamo indietro di venti anni proprio a livello di cultura e di condivisione delle informazioni. Su energiaspiegata.it ci sono molti altri articoli in merito, sono presentate opinioni e situazioni diversissime: per esempio si parla di quelle cittadine svedesi che si sono contese il deposito di scorie nucleare e - si badi bene - non per le compensazioni (dato che anzi era stato stabilito che queste sarebbero andate in gran parte all’amministrazione che NON si aggiudicava il deposito); oppure si parla del caso Gran Bretagna dove è stata fatta una campagna di consultazione e di informazione (”have your say”), molto lunga, approfondita, seria. Il nucleare si può fare e si può non fare, quello che conta è sempre come si giunge alla scelta. Personalmente, non sono francamente contro il nucleare, neanche particolarmente a favore, sarei disposta ad accettare la scelta, in un caso come nell’altro, che emergesse da una consultazione ampia, civile, moderna, come volontà di un Paese unito che si sente tale. Il problema è che non lo siamo. Questa mi sembrerebbe una bella prova di civiltà per il nostro Paese.
marcopagni73
20 mar 2010 - 00:26 - #33Signora Bertelli quello che lei dice è sacrosanto…….purtroppo l’italiano medio ha una mentalità e una visione che non arriva al cancello di casa.Fanno una legge?Nessuno si preoccupa di valutarla su scala nazionale e capire se è una buona legge oppure no…..manca il senso dello stato, siamo egoisti e agiamo solo per interesse personale.Riuscire a fare quello che dice lei presuppone l’esistenza di una coscenza collettiva che ha a cuore il bene del nostro paese,che ci spinga a interessarsi dei problemi….conoscerli per saper decidere al meglio.Qualcuno disse:”abbiamo fatto l’Italia,adesso dobbiamo fare gli italiani”……non ci siamo ancora riusciti e francamente non ho idea di come sia possibile realizzare tutto ciò……o meglio,un idea ce l’avrei….ma io sono un’idealista e un sognatore.