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Clima

Clima, Obama presenta il Piano contro il riscaldamento globale capolavoro di interessi americani

Il discorso politico di Barack Obama presidente degli Stati Uniti in cui presenta il piano per la lotta al riscaldamento globale e dunque ai cambiamenti climatici è un capolavoro di sintesi tra mediazione politica e interessi americani

Il discorso che ha tenuto ieri il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel presentare il Piano proprio intitolato The President’s climate action plan messo a punto per contrastare il riscaldamento globale è un capolavoro di sintesi tra mediazione politica e interessi americani (il video). Capolavoro di mediazione, poiché tutte le azioni proposte saranno intraprese direttamente da Presidente senza passare per l’approvazione del Congresso; capolavoro politico perché le azioni proposte non vanno a intaccare in sostanza quelle che sono le grandi lobby petrolifere e industriali del Paese. Due esempi: l’oleodotto Keystone XL che porterà le sabbie bituminose dal Canada al Texas e il controllo delle emissioni di CO2 delle centrali per la produzione di energia elettrica.

Tre gli assi individuati: taglio dell’inquinamento da CO2; preparare gli Stati Uniti agli impatti ambientali causati dai cambiamenti climatici; condurre sforzi internazionali per contrastare i cambiamenti climatici e prepararsi ai possibili impatti globali.

Obama ha chiesto:

La domanda ora è se avremo il coraggio di agire prima che sia troppo tardi

Però poi con un colpo al cerchio e uno alla botte a proposito dell’oleodotto Keystone XL ha detto:

L’effetto netto dell’impatto del cantiere sul nostro clima sarà assolutamente fondamentale per determinare se questo progetto possa andare avanti.

Ma il Dipartimento di Stato ha già bocciato le istanze degli ambientalisti in merito al carico di emissioni di CO2 che sarebbe rilasciato dall’intero impianto.

Di fatto il Piano per il Clima non è un vero e proprio piano così come ci si aspettava, (per quello ci sarebbe Kyoto, in effetti e mai sottoscritto dagli Stati Uniti) e come rileva Damon Moglen climate director of Friends of the Earth:

Questo non è un piano per il clima, ma una selezione di azioni, alcune molto gradite, come quelle proposte per la riduzione delle emissioni provenienti dalle centrali elettriche , ma non è il vasto, ambizioso piano necessario per combattere i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi.

Di fatto una carbon tax non è stata proposta, ad esempio. Ma Obama punta a lavorare dal basso e dunque propone facilitazioni con il leasing per la costruzione di siti che producano energia da rinnovabili su terreni pubblici; installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle abitazioni private; standard di efficienza più severi per il trasporto pesante, elettrodomestici, edifici e incentivi a progetti per la cattura della CO2. Un discorso a parte merita la scelta, assieme alla Cina, dicontenere le emissioni di HFC.

Ma la sostanza di tutto il provvedimento comunque resta debole seppur di buona volontà: l’occasione non è persa ma probabilmente, se proprio vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, la dichiarazione di azione di un Presidente che si scontra per sulle questioni più importanti con il suo Congresso. E’ l’America bellezza!

Via | Inside Climate

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