Scoperta una nuova varietà di fungo nel Parco delle Foreste Casentinesi

Ultimamente capita spesso di sentir parlare di nuove specie animali o vegetali scoperte in alcuni tra i luoghi più remoti del nostro pianeta. Molto più raro, invece, è che accada nel nostro paese, in cui le aree vergini sono poche e di cui, spesso, riteniamo di conoscere tutto.

E' di questi giorni la notizia di una nuova varietà di fungo, non commestibile e mai osservata in precedenza in nessuna parte del mondo, individuata proprio nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi all'interno della Riserva Integrale di Sasso Fratino. Si tratta del Botryobasidium sassofratinoense, un fungo che cresce sui legni secchi e che costituisce una curiosa particolarità biologica tanto da attirare l'interesse di numerosi studiosi a livello internazionale. L'esemplare, frattanto, deve la sua attuale fama all'equipe tutta europea formata dalla micologa italiana Annarosa Bernicchia, e dai professori, rispettivamente un tedesco e uno spagnolo, Langer e Perez coordinata dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversita' di Pratovecchio (AR) del Corpo forestale dello Stato.

La Riserva Integrale di Sasso Fratino grazie alla naturale inaccessibilità che nel tempo ha permesso il proliferare di specie vegetali e animali in totale autonomia rispetto alle intrusioni antropiche - se si eccettuano i meravigliosi esamplari di Abete bianco e alcuni antichi muri in pietra - è una delle zone naturali più interessanti della nostra penisola grazie alle oltre 540 specie di funghi censite, alla popolazione del raro e protetto gambero di fiume, l'Austropotamobius pallipes, all’eccezionale diversità di insetti xilofagi nonché alla profluvie di animali selvatici - tra cui il lupo - che qui riescono a vivere indisturbati grazie all'elevatissimo grado di tutela. La riserva, infatti, è l'emblema dell'importanza che acquisisce, all'interno di aree di forte interesse naturalistico, la protezione integrale dove l'unica attività consentità è la ricerca scientifica sotto l'egida del corpo forestale dello stato.

Via | Mycobank
Foto | Flickr

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