Fotovoltaico, Conto energia 2011: se ne riparlerà dopo le elezioni?

Conto energia 2011: tutto bloccato

L'Italia ha sempre creduto nel fotovoltaico, complice evidentemente il sistema di incentivazione. Il punto è che non basta e che siamo costretti a importare energia dall'estero, il che ci costa tanto e non ci aiuta nello sviluppo. Tra l'altro entro il 2020 il 17% dell'energia totale dovrà provenire da fonti rinnovabili e non sembra ci siano grandi prospettive, nonostante le rassicurazioni del Ministro Scajola.

Il Conto energia 2011 è bloccato il che vuol dire che non ci sono incentivi e che il settore è fermo (qui trovate la bozza con le osservazioni di intellienergia). Fino a quando? Probabilmente fin dopo le elezioni, il tempo di capire chi ha vinto e chi ha perso e di far ripartire la macchina politica tarandola su eventuali rimpasti. Il punto è che l'energia è sì un affare politico ma è sopratutto una filiera produttiva.

Spiega Pmi.it:

Come noto, poi, vista la bozza si preannuncia un Conto Energia più povero dei precedenti, a fronte dei previsti tagli agli incentivi - che si chiedeva non fossero superiori al 4% - e che saranno modulati in base a determinati scaglioni di potenza e temporali. Le ricadute negative per gli imprenditori che intendevano investire nel settore si sommano a quelle per migliaia di posti di lavoro, tra addetti già impiegati e nuove risorse che rischiano di non essere mai assunte. Le Associazioni del Fotovoltaico come Aper, Assosolare e Gifi-Anie stanno cercando di far sentire la propria voce, anche per combattere contro le difficoltà burocratiche per l'ottenimento delle autorizzazioni e dell'immissione in rete dell'energia prodotta, che stanno stroncando sul nascere un settore dal grande potenziale come la Green Industry italiana.

Foto | Flickr

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