
L’Italia ha sempre creduto nel fotovoltaico, complice evidentemente il sistema di incentivazione. Il punto è che non basta e che siamo costretti a importare energia dall’estero, il che ci costa tanto e non ci aiuta nello sviluppo. Tra l’altro entro il 2020 il 17% dell’energia totale dovrà provenire da fonti rinnovabili e non sembra ci siano grandi prospettive, nonostante le rassicurazioni del Ministro Scajola.
Il Conto energia 2011 è bloccato il che vuol dire che non ci sono incentivi e che il settore è fermo (qui trovate la bozza con le osservazioni di intellienergia). Fino a quando? Probabilmente fin dopo le elezioni, il tempo di capire chi ha vinto e chi ha perso e di far ripartire la macchina politica tarandola su eventuali rimpasti. Il punto è che l’energia è sì un affare politico ma è sopratutto una filiera produttiva.
Spiega Pmi.it:
Come noto, poi, vista la bozza si preannuncia un Conto Energia più povero dei precedenti, a fronte dei previsti tagli agli incentivi - che si chiedeva non fossero superiori al 4% - e che saranno modulati in base a determinati scaglioni di potenza e temporali. Le ricadute negative per gli imprenditori che intendevano investire nel settore si sommano a quelle per migliaia di posti di lavoro, tra addetti già impiegati e nuove risorse che rischiano di non essere mai assunte. Le Associazioni del Fotovoltaico come Aper, Assosolare e Gifi-Anie stanno cercando di far sentire la propria voce, anche per combattere contro le difficoltà burocratiche per l’ottenimento delle autorizzazioni e dell’immissione in rete dell’energia prodotta, che stanno stroncando sul nascere un settore dal grande potenziale come la Green Industry italiana.
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_GhostRider_
23 mar 2010 - 12:07 - #1Il Conto energia puo’ essere tagliato anche del 30/40%. Che gli installatori la piantino di avere un margine del 40% sui prodotti e tornino ad avere un rincarico “decente”. L’informatica e l’elettronica di consumo viaggiano su un MOL dell’8% lordo.
gbettanini
23 mar 2010 - 12:31 - #2A mio parere bisognerebbe intervenire con proposte serie per evitare che il
Conto energia 2011 ricalchi la vecchia impostazione con tariffa fissa per 5 anni con una riduzione annuale del (2-4%).
Quindi aggiungo la mia proposta concreta: una tariffa incentivante variabile per ogni impianto in base alla latitudine del sito in cui è installato ed in base al costo d’installazione (con fattori premianti e penalizzanti in base a prezzi d’installazione MIN-MAX di marcato indicati annualmente dal GSE) che permetta agli impianti di
ripagarsi in circa 10 anni evitando ad esempio le sperequazioni nord-sud che avvengono nel nostro paese e permettendo a chi installa e chi produce impianti di guadagnare il giusto. Un impianto a Milano ad esempio sarebbe incentivato con circa 0,35€/kWh, lo stesso impianto a Palermo con circa 0,28 €/kWh.
In questo modo si eviterebbe anche che i produttori debbano passare ogni 5 anni per una revisione degli incentivi vedendosi ‘costretti’ a rapaci azioni lobbystiche in quanto non vedono un orizzonte temporale sufficientemente ampio che garantisca ricavi certi. Un orizzonte tariffario più ampio di cinque anni permetterebbe ai produttori di investire relamente in ricerca e sviluppo magari in collaborazione con le università.
zero1
23 mar 2010 - 12:59 - #3@gbettarini: insomma incentivare la produzione in modo da garantire un ritorno in tot anni diciamo 7 magari, da lì in avanti vendita alla rete a prezzo di mercato
comunque rimane il conto energia ma lo tagliano un bel po’, chissà che facciano grosse installazioni su ospedali e scuole
gbettanini
23 mar 2010 - 13:26 - #4@ zero1
No, tariffa incentivante sempre per 20 anni…. altrimenti di Fv nel 2011 installerebbero zero kWp. Il problema è che sta arrivando il thin film a basso costo e rischiamo di dare incentivi assolutamente spropositati per 5 anni.
@GBettanini
23 mar 2010 - 13:38 - #5Ti hanno già detto che incentivare il FV al nord + che al SUD è una stupidaggine che interessa solo ad egoisti come te.
Sappiamo bene che a te non interessa néprodurre energia ne’ ridurre la dipendenza da fonti esauribili.
A te interessano solo i $$$
Procurati un cappello e vai a mendicare altrove
Voler incentivare il fotovoltaico di più dove c’è poco sole è un idiozia al top della classifica.
Se il FV non rende non va fatto.
L’incentivo doveva servire a far nascere/progredire la tecnologia; ora l’incentivo va gradualmente ridotto; per tutti.
gbettanini
23 mar 2010 - 14:14 - #6@ @me
“Voler incentivare il fotovoltaico di più dove c’è poco sole è un idiozia al top della classifica.”
Io voglio incentivare in maniera uguale gli impianti al nord ed al sud…. quelli al sud producono più kWh e quindi le cose si bilanciano.
Altro spunto di riflessione:
In Germania sono installati 9 GWp di fotovoltaico, da noi circa 1 GWp.
L’insolazione in Germania è mediamente del 30%-40% inferiore rispetto all’Italia.
Ragionaci su, se poi le cose non ti sono ancora chiare ne parliamo.
emancar
23 mar 2010 - 15:10 - #7Ma con i pannelli fv in tellururo di cadmio a basso costo della Arendi non si potrebbero ridurre gli incentivi senza danneggiare quest’industria?
FedericoV
23 mar 2010 - 15:31 - #8La giusta calibrazione degli incentivi è il punto cardine, per cui sono d’accordo con gbettatini. Aldilà delle fazioni pro-contro incentivi che trovo patetiche.
La difficoltà sarà calibrare il sistema in armonia con le nuove tecnologie in arrivo, che si spera abbasseranno i costi notevolemente. Mi auguro che le giuste decisioni politiche vengano prese e ci si affidi a degli esperti qualificati.
gioti
24 mar 2010 - 00:30 - #9Zero incentivi a questa tecnologia morta; si incentivino SOLO ed esclusivamente quelle tecnologie che davvero possono beneficiare di un fattore di scala in quanto attualmente ancora sperimentali; il resto sono soldi buttati, a Milano come a Palermo
_GhostRider_
24 mar 2010 - 01:08 - #10sara’ anche morta ma in crucconia produce quanto gli inceneritori.
alter_ego
24 mar 2010 - 08:54 - #11@quello che nel nome scrive @gbettanini
“Voler incentivare il fotovoltaico di più dove c’è poco sole è un idiozia al top della classifica”
L’incentivo dovrebbe essere dato di piu’ proprio dove non c’e’ convenienza cosi’ da, appunto, incentivare. Da qui il nome.
E da qui la mia avversione ad ogni tipo di incentivo, dalla “rottamazione” (che poi e’ un’incentivo all’acquisto, non alla rottamazione) al conto energia.
Incentivi
24 mar 2010 - 09:23 - #12@Alterego e @Gbettanini
Il fotovoltaico serve a produrre energia elettrica.
L’incentivo serve (dovrebbe servire) per dare una spinta INIZIALE ad una tecnologia.
L’incentivo NON SERVE a distribuire soldi.
Il fotovoltaico deve essere fatto dove rende!
A GBettanini forse non interessa il fatto che per costruire un impianto FV si rischia di consumare + energia di quella che questo produce nella sua vita.
…Ma incentivare troppo il FV porta proprio a questo.
(EROEI…. Questo sconosciuto.)
gbettanini
24 mar 2010 - 09:46 - #13@ Incentivi
“Il fotovoltaico serve a produrre energia elettrica.”
“Il fotovoltaico deve essere fatto dove rende!”
Analisi molto superficiale.