Presto partirà il mercato elettrico europeo comune. Scenari positivi anche per le rinnovabili?

Banconote di diversi PaesiÈ di questi giorni la notizia di come le principali Borse elettriche europee abbiano un piano per mettere su una piattaforma comune entro il prossimo anno. Si tratta in sostanza di un meccanismo coordinato di formazione del prezzo dell’energia nei mercati delle regioni nordiche, centro-occidentali e meridionali dell’Europa che coinvolgerà alcune fra le più importanti città europee: Amsterdam, Bruxelles, Madrid, Oslo, Parigi, Lipsia e anche la nostra Roma.

Il progetto è chiamato “Price Coupling of Region” (PCR), ed è finalizzato a porre le basi per la creazione di un vero mercato europeo dell’energia. L'iniziativa, per quanto sperimentale, a mio modo di vedere nasconde un aspetto interessantissimo in ottica di sviluppo della rete elettrica e quindi di regolamentazione delle fonti rinnovabili.

Attraverso l'attuazione di tale proposta si potrebbero finalmente creare le basi affinché i gestori di rete e gli operatori di mercato possano attuare in tempi rapidi una soluzione comune per il processo di formazione dei prezzi (price coupling) nel mercato del giorno prima in tutta Europa. Di questo modo sarà possibile organizzare un mercato più globale, strumento necessario non solo da un punto di vista economico, quanto, e tengo a sottolinearlo, per dare maggiori possibilità di sviluppo alle fonti rinnovabili e alla loro immissione in rete.

Di questo modo alcuni problemi, quali per esempio quello trattato su Ecoblog qualche tempo fa e relativo al caso spagnolo dell'energia invenduta prodotta da fonte eolica, potrebbero essere risolti. Al momento nei vari mix energetici degli Stati europei le fonti rinnovabili, per quanto lo sviluppo vada molto rapido soprattutto in alcuni Paesi, sono ad uno stadio di immaturità. Tuttavia non possiamo dimenticare che, considerati gli obiettivi della Comunità Europea al 2020, questo dell'immissione in rete dell'energia in un mercato più ampio rimane uno snodo fondamentale per le sviluppo delle fonti di energia pulita.

Il progetto PCR, nello specifico, ha come obiettivo quello dell'attuazione di un meccanismo comune di “price coupling”, attraverso il quale la formazione del prezzo dell’energia elettrica sarà coordinata in un area che potenzialmente coprirà il Portogallo, Spagna, Italia, Belgio, Olanda, Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Baltico.

Quest’area presenta consumi annuali di energia elettrica di circa 2.900 TWh, corrispondenti a oltre l’80% dei consumi complessivi europei. Con questo progetto addirittura più di 1.000 TWh verranno negoziati nei mercati del giorno prima dalle sei Borse elettriche europee coinvolte nel progetto. In caso di successo è probabile che negli anni a seguire altre borse si uniranno all'iniziativa. Il concetto di un singolo mercato europeo in tutta Europa è una sfida senza precedenti.

L'approccio presenterà non pochi problemi in avvio, su questo c’è da scommetterci, tuttavia fanno sapere gli ideatori, dovrà sin da subito essere in grado di definire prezzi di riferimento dell'energia elettrica affidabili per tutti i mercati europei, indipendentemente dalle loro modalità operative basandosi sulle strutture esistenti, compresi ovviamente i quadri normativi e contrattuali, in modo da minimizzare le modifiche necessarie ed accelerare la velocità di realizzazione. La questione, stiamone certi, si presenta particolarmente interessante e da seguire nel suo sviluppo.

Via | Epexspot.com
Foto | Flickr

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