
La Corte Costituzionale ferma gli impianti delle rinnovabili in Puglia. La sentenza è arrivata qualche giorno fa e riconosce l’incostituzionalità della Legge regionale 31/08.
In pratica in Puglia era possibile grazie alle deroghe contenute nella L. 31/08 costruire impianti fotovoltaici, eolici e biomasse ricorrendo alla sola DIA. In origine la legge regionale prevedeva che la semplificazione delle richieste fosse adottabile solo per quegli impianti che rientravano entro certi limiti: 60 kW per l’eolico, 20kW per il fotovoltaico, 200 kW per la biomassa. Dopo le deroghe i limiti furono spostati a 1 MW per tutti gli impianti.
Spiega Italia Nostra, una delle associazioni che ha condotto sia il ricorso al TAR sia alla Corte Costituzionale:
La L. R. 31/08 le aveva innalzate tutte addirittura a ben 1000 kW(kilowatt), equivalenti ad un 1MegaWatt, permettendo, nei fatti, di costruire senza alcuna garanzia di sicurezza per i cittadini ed il territorio, veri e propri impianti industriali, (con tutto il grave impatto ambientale che ciò comporta), con semplice autocertificazione, ed il tutto persino in zona agricola! Le basse soglie della legge dello Stato rientravano nella logica di favorire, con iter autorizzativi semplificati, gli impianti di piccola taglia, a basso impatto ambientale pertanto e per autoproduzioni d’energia per famiglie, imprese, aziende agricole, edifici pubblici.
La Corte Costituzionale riconosce che sono legittime le compensazioni economiche mentre sono da tenere sotto debita attenzione tutti i vincoli ambientali e paesaggistici. Rileva la Corte che l’assenza delle Linee Guida crea, perciò, notevoli problemi:
Va affermata, peraltro, la necessità, al fine del perseguimento della esigenza di contemperare la diffusione degli impianti da energie rinnovabili con la conservazione delle aree di pregio ambientale, che lo Stato assuma l’iniziativa di attivare la procedura di cooperazione prevista per l’elaborazione delle linee guida.
Non solo. Spiega la Corte, che la DIA non è da ritenersi, nel caso di impianti di grosse dimensioni, una procedura valida, poiché:
La norma regionale è allora illegittima, in quanto maggiori soglie di capacità di generazione e caratteristiche dei siti di installazione per i quali si procede con la disciplina della DIA possono essere individuate solo con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata, senza che la Regione possa provvedervi autonomamente.
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Mauriiosat,9
29 mar 2010 - 16:24 - #1ma guarda …..UNO SCANDALO GIUDIZIARIO che metterebbe in ginocchio VENDOLA …..
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SOLO CHE ARRIVA IL GIORNO DOPO LE ELEZIONI …..E NON IL GIORNO PRIMA
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ma che strana cosa …………..
riccr
29 mar 2010 - 17:43 - #2le elezioni sono state ieri e oggi…
Mauriiosat,9
29 mar 2010 - 17:55 - #3si ma oggi non ne potevi parlare, PER LEGGE, sino alla chiusura dei seggi .
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MA CHE STRANO CASO ………..
alessio9
29 mar 2010 - 18:07 - #4questi di italia nostra fanno ribrezzo.
davix89
29 mar 2010 - 20:17 - #5Vi prego. Cancellate la foto dei giudici della Corte Costituzionale: la caricatura di Stalin sullo sfondo è davvero di brutto gusto.
marcopagni73
30 mar 2010 - 22:17 - #6Sennò che magistratura a orologeria è …….I COMUNISTIIIII!!
Sì sì, come no.
A.T.
31 mar 2010 - 12:47 - #7Ma per impianti superiori ai 20 kWp necessita sempre l’AU o si può andare in permesso di costruire?
Pugliese
12 apr 2010 - 22:00 - #8é davvero uno scandalo, milioni e milioni di euro investiti su fonti di energia….buttati!
Investitori di tutto il mondo che finalmente sono entrati in puglia … nei loro contronti abbiamo fatto solo figuracce, anche loro andranno via…e poi perchè non se ne parla in tv? Che schifo…