
TrasportoUnito, associazione di categoria degli autotrasportatori con una cinquantina di sedi sparse soprattutto nel centro-nord Italia, chiede che si blocchi l’applicazione delle nuove norme sulla tracciabilità dei rifiuti previste dal sistema Sistri. Il Sistri, cioè il Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, è stato messo a punto dal Ministero dell’Ambiente nel 2009 per porre freno allo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi.
Il sistema, a detta del Ministero, dovrebbe semplificare le procedure burocratiche e, di conseguenza, i costi per le aziende che si occupano di smaltimento. Il tutto per aumentare i livelli di trasparenza e legalità della filiera dei rifiuti. Per ottenere questo risultato è stato deciso che a gestire il nuovo sistema sia il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente.
Negli ultimi mesi, un po’ in tutta Italia, numerose associazioni di categoria come Cna e Confartigianato hanno organizzato seminari per i propri iscritti per diffondere le nozioni basilari del nuovo sistema e far sì che venga applicato al meglio. TrasportoUnito, al contrario, è assai critica con il nuovo sistema che, a dire dei trasportatori, peggiorerebbe persino la situazione attuale, già non buona. In una nota diffusa dall’associazione, infatti, si ipotizza che il Sistri possa addirittura favorire l’illegalità, invece che farla diminuire:
Il sistema Sistri non è ancora sincronizzato con il Registro delle Imprese e l’Albo Gestori Ambientali, non evidenzia sistematicamente le targhe dei veicoli adibiti al trasporto rifiuti, non garantisce uniformità fra le imprese ed che è ancora confusionario rispetto alle numerose tipologie dei rifiuti. L’utilità del sistema Sistri, che dovrebbe garantire la sorveglianza di oltre 150 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno, in un vortice di scadenze e procedure, rischia di appensantire le imprese e favorire le attività illegali
Un sistema, quindi, che secondo l’associazione dei trasportatori sarebbe ancora fondamentalmente immaturo. Di certo, ad oggi, c’è che l’entrata in vigore del Sistri è stata prorogata proprio per permettere alle aziende di informarsi meglio e di mettersi in regola. La proroga, però, scade oggi.
Via | TrasportoUnito, Sistri
Foto | Flickr
cannobina
31 mar 2010 - 14:46 - #1Senza dubbio il SISTRI nasce con molti difetti, e senza dubbio per i trasportatori si prospettano costi non indifferenti, ma da qui a dire che favorirà le attività illegali ce ne passa. Credo che i controlli (non tanto su chi, diligentemente si è iscritto, quanto su che cerca di rimanere nell’ombra per far sparire rifiuti) faranno la differenza.
Per la cronaca, non è stata prorogata l’entrata in vigore del SISTRI, ma la scadenza per l’iscrizione, cosa ben diversa.
Maurizio rbn
29 apr 2010 - 00:50 - #2Purtroppo concordo sul fatto che almeno perora il sistri aggiunge spese a chi si iscrive e non garantisce la tanto voluta trcciabilità dei rifiuti speciali ma eventualmente solo quella dei mezzi e dei suoi conducenti. Poi manca una definizione sul conetto di “prodduttore iniziale ” e detentore se, come prevede l’art. 183 lett. a del dlg 152/2006, è facoltà del produttore decidere di disfarsi di un bene. Può anche decidere di non disfarsi, qundi non c’è conseguente produzione di rifiuto. o sbaglio ?
E poi ancora ce ne sarebbero altri argomenti contraddittori ma ora non ho tempo saluti.