ActionAid contro i biocarburanti: affamano il mondo. Presentata la benzina "Fame"

ActionAid contro i biocarburanti: per fare 50 litri si usa il mais che sfama un bimbo per un anno

ActionAid, organizzazione internazionale no profit che si batte contro la fame nel mondo, l'Aids e per le adozioni a distanza, ha presentato ieri in piazza Cadorna a Milano la benzina "Fame". Con il provocatorio slogan "Il pieno a stomaco vuoto" l'associazione ha sensibilizzato i passanti sul consumo di risorse alimentari dovuto alla produzione di biocarburanti.

Lo sviluppo dei carburanti ecologici, etanolo in primis, metterebbe secondo ActionAid a rischio il diritto al cibo dei popoli più poveri dove la fame è tutt'oggi una realtà quotidiana

Un pieno di carburante rischia di costare un prezzo altissimo, perché i prodotti agricoli destinati a diventare biocarburanti competono con quelli per il consumo alimentare, togliendo letteralmente il cibo alle persone del sud del mondo, che vedono le proprie terre espropriate dalle multinazionali.

Secondo gli attivisti di ActionAid ci sarebbe una netta sproporzione tra il vantaggio ecologico di produrre energia pulita e lo svantaggio di consumare prodotti alimentari che, potenzialmente, potrebbero sfamare milioni di persone

I benefici per l’ambiente che possono derivare dall’uso di carburanti bio risultano marginali, mentre il costo in vite umane diventa sempre più alto. Per produrre 50 litri di etanolo sono necessari 134,5 chili di mais, l’equivalente necessario a sfamare un bambino per un intero anno…

ActionAid, per questo, punta il dito sulle politiche europee in fatto di biocarburanti che imporranno, in maniera sempre più massiccia nei prossimi anni, di addizionare a benzina e gasolio prodotti di origine vegetale. In un rapporto espressamente dedicato ai biocarburanti l'associazione cita alcuni progetti specifici che prevedono ingenti quantità di carburanti verdi prodotti in mezzo mondo e poi trasportati in Europa. Tra le aziende criticate ci sono molte italiane: Eni, Agroils, Sfir, Moncada Energy e altre ancora.

Le preoccupazioni di ActionAid e di altre associazioni sembrano già aver sortito i primi effetti a livello europeo.

Via | ActionAid

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