Caro benzina: i carburanti tornano a salire. In Sicilia piange il portafoglio e soffre l'ambiente

Carbo benzina in Sicilia, regione piena di raffinerieSicilia, terra di raffinerie e di automobilisti inferociti. Il caro benzina non risparmia neanche la regione che ospita i poli petrolchimici di Gela, Augusta-Priolo-Melilli e Milazzo dai quali, litro più o litro meno, esce un buon terzo dei carburanti che girano in Italia. Un tempo si arrivava a superare il 40% ma, ultimamente, con la crisi e con le delocalizzazioni anche questo settore sta abbandonando la Sicilia.

Restano, però, le imponenti raffinerie e il loro impatto ambientale non solo sull'aria ma anche sulle falde acquifere e sui terreni, pesantemente colpiti dall'inquinamento da idrocarburi. Resta anche il fatto che, posti di lavoro a parte, alla Sicilia su benzina e diesel non è mai stato concesso un solo centesimo di sconto e, in questi giorni, si registra persino un aumento rispetto alla media nazionale e ad altre regioni italiane.

Ha fatto due conti il Quotidiano di Sicilia, che riporta qualche prezzo. Ad esempio quello della benzina verde:

Prezzo medio nazionale censito il sei aprile scorso dal Quotidiano Energia 1,373 €. I listini registrati nell’Isola all’inizio di aprile sono stati tutti limati verso l’alto, ad eccezione del listino Agip (1,350 €). Tutte le altre compagnie hanno superato abbondantemente l’euro e quaranta centesimi al litro. Il salasso settimanale l’ha fatto registrare la Q8 (1,422 €) seguita da Esso (1,406 €) e ed Erg (1,404 €). Il più conveniente, per questa settimana il listino degli indipendenti (1,401 €). Peccato però che questi, sia stato superiore di 92 millesimi rispetto a quello degli indipendenti lombardi (1,309 €) e di più di un centesimo a confronto con quelli veneti (1,302 €)

Divari simili anche per diesel e gpl. A questo si aggiunge un altro problema per la Sicilia, spuntato da qualche mese: il 17 gennaio scorso, infatti, si è rotto l'oleodotto Ragusa-Priolo con conseguente sversamento di migliaia di litri di greggio in aperta campagna nel territorio di Noto. Oltre al danno ambientale, ingente, c'è anche la conseguente beffa: oleodotto chiuso e ancora non riparato. Il petrolio, ora, viaggia su gomma: ogni giorno, da lunedì a venerdì, una decina di autocisterne partono da Gela, vengono caricate di idrocarburi a Ragusa, e proseguono in direzione di Priolo. Nella speranza che, mentre i siciliani continuano a pagare la benzina come l'oro, uno di questi camion non sbagli a prendere una curva...

Via | Quotidiano di Sicilia, Telenova, Ragusa News
Foto | Flickr

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