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Coldiretti Torino: "Il fotovoltaico danneggia l'agricoltura"

Pubblicato: 09 apr 2010 da Marina

Commenti dei lettori

il fotovoltaico distrugge l'agricoltura

Riccardo Chiabrando presidente di Coldiretti Torino denuncia:

I coltivatori chiedono a Provincia e Regione di riempire il vuoto normativo che causa un uso improprio del terreno fertile. Anche in provincia si sta diffondendo il fenomeno dell’affitto di terreni agricoli per realizzarvi grandi impianti fotovoltaici che finiscono per danneggiare l’esercizio dell’attività agricola e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Insomma, a fronte delle crisi che si vive pesantemente in agricoltura che nel 2009 ha portato una delle annate peggiori per l’intera filiera, si sta preferendo dirottare i campi verso l’installazione di centrali fotovoltaiche.

Chiabrando invita dunque, il neo Governatore Roberto Cota a ripensare le autorizzazioni a impianti fotovoltaici su fondi agricoli. Spiega il Presidente di Coldiretti Torino:

Coldiretti ritiene corretto l’utilizzo di queste tecnologie, se localizzate sui tetti di stalle e di capannoni agricoli, ma è contraria al proliferare indiscriminato di progetti di impianti e parchi fotovoltaici che rischiano di minare irrimediabilmente l’integrità del paesaggio agricolo. Gli impianti fotovoltaici di ridotte dimensioni possono invece rappresentare una opportunità energetica per le imprese agricole. Coldiretti Torino lavora e opera per promuovere anche altre forme di energia pulita -come le piccole centrali a biomasse o le centrali a biogas, sorte nell’ambito di aziende con bovini-; esperienze che stanno sviluppandosi anche in provincia.

Via | Pagina , Diario del web
Foto | Flickr

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di andx78

    andx78

    09 apr 2010 - 12:13 - #1
    1 punto
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    assolutamente d’accordo!
    vietare qualsiasi centrale fotovoltaica su terreni agricoli!
    bisogna coprire i tetti, non i campi!

  • Profilo di luca-m

    luca-m

    09 apr 2010 - 14:07 - #2
    1 punto
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    Ovvio che l’ottimo è quello proposto da Coldiretti, anche per ridurre il rischio di furto dei pannelli, però, visto l’andazzo e vista la spinta economica (più o meno presunta) fornita dai “prenditori” edili, meglio dare ad un terreno in pasto ad un impianto solare piuttosto che ai signori del cemento.
    E comunque il punto non è questo: qui si parla di difficoltà economiche del settore agricolo. Ora, se il settore è in difficoltà e cerca di venirne fuori cambiando di fatto lavoro, quelli di Coldiretti credono sul serio che imponendo il non utilizzo dei terreni “liberi” risolva la questione? Oppure tali terreni verranno occupati da altro (di cui sopra)?
    È il mercato: domanda e offerta. Purtroppo è così e non si può chiedere agli agricoltori di non sottostare a queste regole dopo anni di bocconi amari e di paghe ridicole.
    Saluti

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    09 apr 2010 - 14:16 - #3
    0 punti
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    Vicino a casa mia c’è un impianto FV “a terra”
    Da lontano sembrano pannelli appoggiati su un prato…. Sotto ci sono tonnellate di cemento!

  • Simondel

    09 apr 2010 - 15:09 - #4
    1 punto
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    Impianti a terra da vietare su tutto il territorio nazionale.

  • Profilo di chuck85schuldiner

    chuck85schuldiner

    10 apr 2010 - 10:28 - #5
    1 punto
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    Per quanto sia concorde anche io “fotovoltaico sì sui tetti, fotovoltaico no sui campi”, mi pongo un altro quesito, anche a fronte di un’interessante programma visto stanotte su rai(tre mi pare) verso 1:00 riguardo alle coltivazioni di pomodori… ma non è che ai proprietari di campi convenga, da un punto di vista economico, piantare celle fotovoltaiche piuttosto che pomodori (o checchèssia)??
    Piuttosto che essere pagati una miseria (da quel che ho capito 8 eurocent al kg per quanto riguarda i pomodori, e vogliono arrivare a 7 eurocent), dover assumere lavoratori in nero per poter essere competitivi e quindi mandare avanti un’impresa nell’illegalità e nel guadagno misero, preferiscono non spaccarsi la schiena e realizzare una fonte di guadagno tranquilla e legale. Sotto questo punto di vista, chi potrebbe biasimarli??

  • Kiwi10

    10 apr 2010 - 14:18 - #6
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    probabilmente la coldiretti non è a conoscenza della forte crisi che sta investendo l’agricoltura….e coldiretti cosa fà? vuole bloccare l’installazione di impianti a energia pulita…mah! penso che ovviamente ci debbano essere dei vincoli e limitazioni ma così perderà la maggior parte delle aziende agricole che saranno costrette a lasciare i campi incolti o peggio ancora a vendere…Scusate la voce fuori coro ma sono figlio di genitori che campano con l’agricoltura…

  • Profilo di emancar

    emancar

    10 apr 2010 - 14:38 - #7
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    Io non sono d’accordo ai pannelli fv a terra ma comunque ricoprirebbero una minima porzione del territorio italiano coltivabile e, data la convenienza, così come ha già detto chuck, non possiamo biasimarli

  • AlessandraPerFotovoltaico

    11 apr 2010 - 10:17 - #8
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    sono favorevole al fotovoltaico sui tetti; ho investito in tal senso, per non pagare più la bolletta dell’Enel, ma così non è, ed è davvero contro ogni logica, dato che hanno cambiato la normativa. per me la terra va coltivata, non usata per produrre energia. visitate il mio blog e se volete ditemi come la pensate. vi ringrazio

  • Mario R

    18 mag 2010 - 17:36 - #9
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    Ci vuole del coraggio a dire che un impianto che brucia biomasse ci da enerrgia pulita.

    E’ vero che i pannelli stanno meglio sui tetti, ma chi ha la terra dovrà pur campare! Cosa vuole la Coldiretti???

  • Profilo di disalmediazioni

    disalmediazioni

    25 mag 2010 - 12:14 - #10
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    Non sono d’accordo all’installazione incondizionata di centrali fotovoltaiche nei terreni agricoli, ma tuttavia con dei piani ben precisi, da parte delle regioni e dei comuni, si potrebbe controllare la costruzione di queste centrali e quindi razionalizzarla. Certo gli interessi economici delle volte, anzi molto spesso, prevaricano l’interesse collettivo. Ma il fotovoltaico potrebbe risolvere molti problemi energetici e soprattutto di inquinamento.