
Si è conclusa ieri a Ginevra la trentesima edizione dell’incontro annuale delle Nazioni Unite, International Association for Impact Asessment, incentrata quest’anno sulla transizione verso la Green Economy e sulle conseguenze per la Società e l’Ambiente.
L’economia mondiale è in crisi sotto molti punti di vista e l’obiettivo della conferenza di Ginevra è stato proprio quello di trovare e discutere alternative possibili dello sviluppo economico futuro, miranti alla crescita economica in un’ottica di sostenibilità e tutela dell’ambiente. Il programma della conferenza internazionale è stato incentrato sulla definizione dei principi della Green Economy per aiutare i governi a ripensare politiche ed investimenti da un punto di vista ecologico.
Gli esperti di 75 paesi hanno discusso dell’impatto sociale della transizione all’economia verde, mentre 600 delegati di tutto il mondo hanno esaminato le possibilità di investimento nei 5 settori cardine dell’economia: Industria, Agricoltura, Turismo, Città e Trasporti.
Per la conferenza mondiale questo è il momento di agire e di muoversi verso la Green Economy, vista come soluzione possibile alla risoluzione della crisi mondiale, ma affinché le società si possano muovere in questa direzione di sviluppo, ci dovrà essere l’intesa tra operatori privati e governi. Riusciranno realmente i Paesi e muoversi verso uno sviluppo economico sostenibile? Riuscirà la Green Economy a salvarci dalla crisi?
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gbettanini
12 apr 2010 - 08:38 - #1No,
la green economy è una bolla speculativa come tante altre.
L’economia mondiale si sta aprendo a 2 miliardi di nuovi consumatori (Cina + India), a 2 miliardi di nuove teste in grado di portare nuove idee, nuove tecnologie e nuovi prodotti…. per il benessere di tutti, anche di chi vive oggi in paesi dove si muore di fame e per il bene dell’ambiente stesso.
L’importante è arrivare ad integrare nel nostro sistema questa incredibile marea di persone in maniera ’smooth’ senza creare conflitti politici (soprattutto in Cina) e sociali.
Nicola Lozito
12 apr 2010 - 09:21 - #2Di sicuro e’ una grande opportunita’, ma se alla fine gli attori nel teatro son sempre gli stessi e’ ovvio che puzzera’ di deja-vu lo spettacolo.
Sarebbe una grande opportunita’ specie per i paesi ora “schiavi” delle economie basate sul petrolio, da cui possono almeno parzialmente liberarsi. Ma dubito che alcune classi politiche, sempre le stesse, vedano la faccenda in questo modo. Ahime’.
chaz
12 apr 2010 - 10:37 - #3@gbettanini: non è materialmente possibile. Non è sostenibile dal punto di vista sia energetico sia delle risorse che questa massa di nuovi potenziali consumatori possano arrivare a livelli di benessere simili ai nostri. Ci saranno confitti, eccome.
Probabilmente noi occidentali avremo un livello di benessere inferiore all’attuale in futuro.
Zuzzo
12 apr 2010 - 11:05 - #4Sarebbe anche ora che si svegliassero.
Tanto il mondo del consumuismo e del benessere è un morto che cammina, prima la gente aprirà gli occhi, meglio sarà
toscaniacci
12 apr 2010 - 12:56 - #5ahahahaha
BELLINE LE TRE …..PUNKABESTIA …COI CARTELLI VERDI.
di risata in risata …..hanno un futuro come comici.
Attilone1
12 apr 2010 - 16:30 - #6La green economy e l’adozione in massa delle rinnovabili sono la copertura per il declino della produzione petrolifera.
Per soddisfare la domanda di 118 milioni di barili del 2030 al giorno dovremmo trovare 1.4 miliardi di barili ogni anno per vent’anni, cosa decisamente improbabile vista l’eseguita’ delle nuove scoperte, benvenuti nell’era del picco del petrolio. Gia dal 2012 la produzione in eccesso (la sparing capacity) sparira’ del tutto e nel 2015 ci sara’ un deficit del 10%, cioe’ ci sara’ meno petrolio di quanto necessario, e’ abbastanza intuibile che il prezzo del barile schizzera’ alle stelle.
Le considerazioni sopra sulle risorse petrolifere non sono mie ma del dipartimento della difesa degli Stati Uniti, il report originale si trova qui:
http://www.fas.org/man/eprint/joe2010.pdf
Ergo dobbiamo trovare un rimpiazzo sia all’aumento di richiesta energetica sia agli ammanchi che si verificheranno tra qualche anno, abbiamo troppo poco tempo e quasi sicuramente non ce la faremo, comunque e’ interessante che il governo americano che fino a pochi anni fa proclamava abbondanza oggi abbia assunto questa posizione che e’ in linea con le posizioni che i “catastrofisti” hanno da decenni, anche il governo inglese sta iniziando a preparare la popolazione alle sfide future.
Mauriziosat,9
12 apr 2010 - 17:36 - #7non per niente OBAMA …..PUNTA AL NUCLEARE…….
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spiegatelo un pochino agli ecotonti …………………..
gioti
12 apr 2010 - 23:07 - #8Che Obama si converta, e che subito dopo il Pentagono se ne esca fuori col picco… mi fa un po’ sorridere.
In ogni caso, bene così…
filippo-riccio
12 apr 2010 - 23:25 - #9@chaz:
“Non è sostenibile dal punto di vista sia energetico sia delle risorse che questa massa di nuovi potenziali consumatori possano arrivare a livelli di benessere simili ai nostri. Ci saranno confitti, eccome.”
Invece è sostenibile eccome, la tecnologia ci permette di mantenere e addirittura migliorare il tenore di vita di tutti sfruttando meglio le risorse che ci sono. A cosa serve l’ecologia se non a questo? A prepararci spiritualmente all’autodistruzione?
Certo non si può fare esclusivamente con i pannelli fotovoltaici: ci vogliono le centrali nucleari e anche le nazioni che alloggiano la “masse di potenziali consumatori” lo hanno capito.