Petrolio off shore: continuano le esplorazioni a largo di Pantelleria

Audax cerca idrocarburi in Sicilia

Non c'è solo la britannica Northern Petroleum tra le aziende che stanno scandagliando il Canale di Sicilia in cerca di petrolio e gas naturale. In queste settimane anche l'australiana AuDax sta effettuando esplorazioni sismiche tridimensionali per capire se c'è, e quanto, petrolio sotto i fondali a largo di Pantelleria.

E, a quanto pare, di petrolio ce n'è abbastanza da far gola anche ad altre società internazionali: la stessa AuDax, infatti, comunica che ha appena ceduto il 10% dei diritti di estrazione che possiede nell'area del permesso G.R15.PU a Bombora Energy Pty Ltd. Bombora, in cambio, pagherà il 15% dei costi di esplorazione e cederà ad AuDax le sue quote di un altro pozzo petrolifero.

Sembrerebbe, quindi, che dalle esplorazioni si debba passare a breve alle perforazioni vere e proprie. Sembrerebbe anche, di conseguenza, che le preoccupazioni già espresse in occasione delle esplorazioni di Northern Petroleum da parte del sindaco di Favignana e del senatore D'Alì siano fondate.

Nel frattempo, tra l'altro, le trivelle proseguono la propria marcia in Sicilia anche in terra ferma, come dimostra il recente caso di Eni che, nel bel mezzo della campagna ragusana, sta costruendo delle cisterne e, molto probabilmente, si prepara a perforare un nuovo pozzo.

In Sicilia, negli ultimi dieci anni, sono state estratte milioni di tonnellate di petrolio: secondo i dati forniti dalla Regione il picco si è avuto nel 2003 con 735.907 tonnellate, per poi scendere fino alle 531.094 del 2008. Il gas naturale estratto, invece, si è sempre aggirato, nello stesso periodo, sulle 330.000 migliaia di metri cubi l'anno. Tutti numeri che, da qui a poco, potrebbero tornare a salire.

Via | Renewable Energy, Regione Sicilia
Foto | Unmig

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE MOTORI DI BLOGO