Fotovoltaico a rischio, per l'Anie, dopo la sentenza della Corte Costituzionale

Su Ecoblog abbiamo già parlato delle sentenze 119, 120 e 124 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di alcune leggi delle Regioni Puglia e Calabria sulle procedure di autorizzazione, costruzione ed esercizio di impianti di produzione elettrica da fonti rinnovabili.

Oggi, a poche settimane dalla sentenza della Consulta, l'Anie - l’associazione dei produttori di rinnovabili aderente a Confindustria - denuncia la possibilità di una crisi del settore nelle regioni interessate. Desta preoccupazione, in particolare, il caso della Puglia dove le banche non hanno esitato a sospendere il finanziamento a quei progetti per i quali era prevista solamente la denuncia di inizio attività (DIA).

In questo modo si rischia di perdere un'opportunità di sviluppo economico che porterebbe, secondo le statistiche, nella sola industria fotovoltaica ad oltre 2,5 miliardi di euro di investimenti con la conseguente creazione di almeno 3.000 nuovi posti di lavoro lungo tutta la filiera nel solo 2010. Oggi, però, tutto questo rischia di rimanere bloccato.

La colpa, secondo l'Anie, è dovuta essenzialmente alla mancanza di normative centrali adeguate. In particolare, l'indice è puntato sulla mancata approvazione - prevista inizialmente per la fine di marzo 2010 - delle Linee Guida Nazionali, finalizzate a uniformare l’iter autorizzativo degli impianti a fonti rinnovabili su tutto il territorio, e sulla mancata pubblicazione del Conto Energia 2011. In effetti, tutto questo pare dar ragione alle previsioni scoraggianti effettuate qualche mese fa dalla Deutsche Bank che definiva l'investimento estero nella green economy italiana come roba da magnati particolarmente irresponsabili e coraggiosi...

Foto | Flickr

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