Approvato il rigassificatore di Priolo-Melilli? Forse sì, ma con infinite prescrizioni

Dopo circa quattro anni di braccio di ferro e di tira e molla, ieri a Palermo in Conferenza dei servizi è stato approvato il progetto del rigassificatore all'interno del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusa, in provincia di Siracusa, uno dei territori più inquinati d'Italia. O meglio, questa è la notizia che la stampa regionale siciliana ha diffuso. In realtà la cosa non è affatto chiara e persino l'avvocato Mario Giarrusso, legale del Comitato Melillese "No rigassificatore", presente all'incontro decisorio (o istruttorio?), non ha ben capito quale sia la decisione presa, come spiega perfettamente nell'intervista che potete vedere, pubblicata da Priolo News.

Il discorso, in estrema sintesi è questo: la Regione Sicilia ha affermato che il rigassificatore si può fare solo seguendo una sfilza infinita di prescrizioni che, se venissero tutte rispettate, porterebbero alla neutralizzazione del pericolo per l'ambiente e per i cittadini residenti nei pressi dell'impianto. Cioè i cittadini dei comuni di Augusta, Priolo e Melilli ma anche quelli di mezza provincia di Siracusa e una parte della provincia di Catania.

I rischi, infatti, sono enormi: quelli ambientali consistono nello stato di enorme inquinamento della rada di Augusta, oggetto di una recentissima sentenza della Corte europea di giustizia che ha ribadito che le aziende che per anni hanno sversato idrocarburi e metalli pesanti in mare devono ora pagare la bonifica.

La prescrizione approvata dalla Conferenza dei servizi di ieri consiste proprio nella bonifica: dragare il fondo e aspirare gli inquinanti. Se così non fosse muovendo il fondale per costruire alcune parti del rigassificatore si metterebbero in circolo i veleni, con un danno ambientale incalcolabile.

I rischi per i cittadini, invece, derivano dal polo petrolchimico limitrofo all'area dove dovrebbe sorgere l'impianto. In pratica è il classico effetto domino: nel petrolchimico gli "incidenti" e i "fuori servizio" piccoli e grandi sono frequentissimi e se uno di questi incidenti si dovesse propagare al rigassificatore si rischierebbe l'ecatombe.

Ecco, quindi, che l'autorizzazione promessa dalla Regione alla Ionio Gas (50% Erg, 50% Shell) per la costruzione del rigassificatore potrebbe diventare carta straccia: prima di iniziare il cantiere, infatti, si dovrebbe avviare e concludere la bonifica della rada e mettere in sicurezza tutta l'area del petrolchimico. Domanda: che si fa, si spostano le raffinerie e le centrali elettriche?

Mentre tutta la stampa siciliana gioisce per l'approvazione del rigassificatore e per le migliaia di posti di lavoro che porterà, con i suoi 800 milioni di investimenti, la triste realtà è che la Regione guidata dal governatore Raffaele Lombardo ha deciso, per l'ennesima volta, di non decidere proprio niente...

Via | Priolo News
Video | Priolo News

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