Venti anni dopo la tragedia della Exxon Valdez il petrolio intossica ancora gli animali

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Sono passati più di 20 anni dal giorno in cui la Exxon Valdez, petroliera della Exxon Mobil, si incagliò nello stretto di Prince Williams, in Alaska, riversando in mare 38 milioni di litri di petrolio. Il disastro, noto come uno degli 8 disastri più gravi al mondo causati dall'uomo, fa sentire ancora le sue conseguenze per quanto riguarda lo stato di salute degli animali dell'Alaska, che 20 anni dopo, continuano ad ingerire residui tossici.

Un nuovo studio dell'Università della British Columbia, pubblicato su Environmental Toxicology and Chemistry, ha analizzato l'esposizione degli animali al petrolio attraverso un nuovo indice, il biomarker CYP1A.

Dalle analisi è risultato che il tempo di esposizione degli animali ai residui del petrolio è molto lungo e che i residui continuano ad essere ingeriti dagli animali. La ricerca è stata condotta sugli esemplari di Moretta Arlecchino dell'area dello stretto di Prince Williams in Alaska, stimati in circa 14.500 unità tra il 1990 e il 2005.

Dalle analisi condotte sugli esemplari di Moretta Arlecchino dell'area è risultato che i livelli del marcatore CYP1A in questi esemplari è molto più alto rispetto a quello degli stessi esemplari in altre aree. Il che significa che gli animali della zona dello stretto sono stati esposti ai residui del petrolio almeno fino al 2009, ovvero che i residui permangono a lungo. Lo studio dimostra come gli effetti negativi della fuoriuscita del petrolio in mare non siano circoscritti ai pochi anni dopo la tragedia e ai milioni di animali morti nel quinquennio successivo al disastro, perché dopo più di 20 anni dall'episodio di Exxon Valdez i segni del disastro e dell'inquinamento del petrolio continuano ad essere presenti nei corpi degli animali della zona.

via | sciencedaily

Foto | Flickr

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