Arrestati 22 imprenditori nel casertano: da anni avvelenavano le falde acquifere

Questa mattina, 22 titolari di aziende bufaline nel casertano sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza per i reati di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, scempio paesaggistico e avvelenamento delle acque. Inoltre, è stato reso esecutivo il sequestro di 25 aziende zootecniche e di 4 impianti di depurazione ( a Villa Literno, Orta di Atella, Marcianise e Nola) in cui l'acqua in uscita, trattata e rimmessa nella rete è risultata, paradossalmente, di qualità peggiore rispetto a quella in entrata.

L'inquinamento esasperato del bacino idrico dei Regi Lagni, il reticolo di canali che si allunga tra le province di Napoli e Caserta, e quello di larga parte della costa domiziana - a causa di carcasse di animali, liquami, reflui industriali, scorie di altiforni ecc. - aveva già da tempo messo alcuni funzionari dell'Arpac, dell'Enea e, ovviamente, delle Fiamme Gialle in allarme. Il mese scorso, poi, le indagini hanno subito un'accellerazione insperata a seguito del rinvenimento da parte del Corpo Forestale dello Stato di 15 piccoli bufali morti in un laghetto nelle campagne di Castevolturno.

Nella fattispecie, gli imprenditori arrestati hanno versato per anni i liquami provenienti dalle loro attività direttamente nei canali, producendo gravissimi danni alle falde acquifere e ai fiumi che poi, evidentemente, sfociando al mare hanno indotto i medesimi disastri ambientali lungo la costa e il tratto di mare prospicente.

Via | il nolano, barimia
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail