Berlusconi e Sarkozy chiedono il protezionismo contro i killer del clima. L'Europa risponde: regaliamo le quote...

Berlusconi e Sarkozy chiedono compensazioni finanziarie per chi non rispetta gli accordi sul climaUn paio di giorni fa Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Commissione europea Juan Manuel Barroso. Oggetto della missiva le politiche economiche da intraprendere nei confronti di quei paesi che non rispettano gli accordi internazionali sul clima.

Nella lettera, pubblicata integralmente dal giornale on line Clandestino Web, si chiede di istituire una "compensazione finanziaria" nei confronti dei prodotti provenienti da paesi che continuano a produrre i propri beni senza curarsi più di tanto delle emissioni di CO2:

Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra' ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali

I due leader politici, qundi, parlano di misure non protezionistiche anche se è difficile trovare un'altra definizione a misure compensative del genere. Parlano anche di "fuga di carbonio", o come la chiamano gli inglesi "carbon leakage", che consiste nella prassi di delocalizzare la produzione in quei paesi che sono più tolleranti dal punto di vista climatico e ambientale.

L'Europa ha risposto dopo poche ore tramite una dichiarazione di Maria Kokkonen, portavoce della commissaria europea al Clima Connie Hedegaard, che ha ribadito quale sia la posizione europea in fatto di fuga di carbonio:

La Commissione Ue ritiene che la soluzione piu' efficace per evitare ''fughe di carbonio'' sia il sistema di free allocation, cioe' l'assegnazione gratuita dei diritti di emissioni di Co2, nell'ambito del sistema di scambio delle quote Ets

Tuttavia la stessa portavoce nega che l'Europa sia "ostile" ad usare la leva fiscale. Quindi in un futuro non troppo lontano si potrebbe mettere in pratica un mix di politiche che prevedano carezze per i produttori europei che sforano le quote e pugno duro per chi fa esattamente la stessa cosa al di fuori dell'Europa.

Nel frattempo, tornando in Italia, è giunta anche la dichiarazione della senatrice del Pd Albertina Soliani, componente della Commissione politiche dell'Unione Europea:

Voglio ricordare che la mozione approvata ieri dalla maggioranza in Senato chiede al governo di non tenere conto degli obiettivi dell'Ue per il taglio delle emissioni. E, dunque, Berlusconi di cosa parla

Il riferimento è alla mozione anti Kyoto presentata dal senatore del Pdl D'Alì e approvata il 14 aprile dall'aula del Senato.

Via | Clandestino Web, Ansa, Partito Democratico

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