Centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, la Prestigiacomo: bruciamo rifiuti. Il sindaco: non se ne parla

Il ministro Prestigiacomo vorrebbe bruciare cdr nella centrale dove è morto Sergio Capitani, ma il sindaco di Civitavecchia insorge

La centrale elettrica a carbone di Torre Valdaliga Nord, tristemente nota per il recente incidente che ha causato la morte dell'operaio trentatreenne Sergio Capitani, è al centro di un braccio di ferro tra il ministro Stefania Prestigiacomo e il sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini.

Oggetto dello scontro istituzionale la possibilità, ben vista dalla Prestigiacomo e del tutto esclusa da Moscherini, di bruciare combustibile da rifiuti (Cdr) all'interno della centrale Enel. La notizia è riportata dal quotidiano on line New Tuscia, che cita anche le motivazioni del no espresse dal sindaco di Civitavecchia:

Quella espressa dal Ministro è un’ipotesi irrealizzabile innanzitutto perché la città ha già scelto per il trattamento dei rifiuti suoi e dei Comuni viciniori un sistema senza combustione, di brevetto israeliano, per il quale il Consiglio Comunale mi ha già autorizzato a procedere alla realizzazione. I tecnici di cui si avvale il Ministro peraltro avrebbero dovuto spiegarle la situazione del nostro territorio e l’impossibilità per esso di ospitare altre combustioni, aggravandone la situazione ambientale

Il sindaco Moscherini, quindi, rifiuta ogni ipotesi di utilizzare la già inquinante centrale a carbone come un termovalorizzatore. Oltre a questi motivi, però, c'è anche l'ormai classico scontro tra istituzioni centrali e locali in fatto di energia. Sempre Moscherini, infatti, ha commentato:

In senso più generale, infine, mi avrebbe comunque fatto piacere essere consultato, per non dare dei territori la solita immagine di luoghi che servono solo a prendere voti senza poi rispondere alle esigenze dei cittadini che li abitano

La centrale di Torre Valdaliga Nord ha ripreso a funzionare da pochi giorni, in seguito allo stop imposto dallo stesso sindaco per permettere l'avvio dell'inchiesta sulla morte del giovane operaio. La centrale Sud, invece, si è vista da poco bocciare l'ipotesi di riconversione di un gruppo produttivo dormiente da olio combustibile a carbone: la Commissione Aia, infatti, non ha infatti concesso l'autorizzazione per la conversione.

Via | New Tuscia
Foto | Nocoke Tarquinia

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