
La tecnica dell’estrazione idraulica dello “shale gas” è sotto accusa negli Stati Uniti: l’agenzia per la sicurezza ambientale (Epa) ritiene che possa inquinare le falde acquifere e ha messo sotto indagine le attività del colosso Exxon Mobil.
Lo shale gas, in italiano gas degli scisti, è un gas “non convenzionale”. Né più né meno del petrolio non convenzionale, si tratta di idrocarburi contenuti nelle rocce (in questo caso) o in altre formazioni geologiche che non si possono definire propriamente un giacimento.
Ma è sempre gas e fa gola alle compagnie che ritengono che, nella sola Europa, ci siano almeno 1.200 trilioni di piedi cubi di metano da tirar fuori dagli scisti. E, per farlo, iniettano acqua, sabbia e una piccola quantità di agenti chimici nelle rocce per far salire a galla il gas.
Da questa procedura deriva l’allarme dell’Epa, anche se Exxon Mobil si dichiara assolutamente in regola e tranquilla:
Sono 60 anni che viene utilizzata la frattura idraulica: si tratta di un meccanismo molto ben conosciuto che comporta dei rischi molto bassi. Ben venga questa nuova indagine: è la terza e non è stata rilevata alcuna forma di inquinamento. Non consideriamo questa indagine come un pericolo per lo sviluppo di queste enormi riserve
Via | Affari Italiani, Oil on line
Foto | Flickr
Mauriziosat,9
20 apr 2010 - 13:39 - #1……tralasciando il pressapochismo del signor peppe croce…….farei notare che scisti è solo un tipo di formazioni rocciose facilmente sfaldabili per piani paralleli …..
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e che un giagimento NON E’ UN BUCO PIENO DI PETROLIO O GAS .
ma rocce porose impregnate di idrocarburi.