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United colors of Enel: Benetton compra un pezzo di Enel Green Power?

Pubblicato: 20 apr 2010 da Peppe Croce

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Benetton entra in Enel Green Power?

Il gruppo imprenditoriale che fa capo alla famiglia Benetton sarebbe interessato ad acquistare una quota di Enel Green Power, società controllata dalla big italiana semipubblica dell’energia elettrica, tramite la holding Sintonia. La notizia è stata diffusa poco fa dall’agenzia Reuters, che riporta anche una possibile quota del 10%.

Sintonia è la società finanziaria di Benetton dedicata agli investimenti nelle infrastrutture tramite le partecipazioni in Atlantia-Autostrade per l’Italia, Investimenti Infrastrutture (Gemina-Aeroporti di Roma) e SAGAT. Ora, però, Benetton potrebbe fare il grande salto anche nel ricco settore delle rinnovabili.

Enel Green Power, d’altronde, fa gola a molti perchè la forza industriale di Enel è in un certo senso una garanzia in un settore nel quale, mancando ancora le linee guida nazionali, le incertezze sono parecchie. Per non parlare, poi, della recente entrata di Enel GP nel progetto Desertec che è una delle sfide verdi più grandi per l’economia dei prossimi vent’anni.

Tuttavia, come precisa la stessa Benetton all’agenzia Reuters, tra Enel e Benetton siamo ancora al corteggiamento:

Potremmo essere interessati all’energia. Siamo in una fase molto primordiale, la stiamo guardando, ipotizzando, ma è prematuro parlare di un interesse, siamo nella fase in cui stiamo cercando di capire. Non ci sono stati ancora incontri ufficiali

In un futuro non troppo lontano, quindi, potrebbe arrivare una bella campagna fotografica con le pale eoliche a strisce colorate. Per ora, invece, l’unica cosa che accomuna Benetton ai temi dell’ambiente è la guerra legale tra l’azienda e i Mapuche in Patagonia.

Via | Reuters Italia
Foto | Benetton

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    20 apr 2010 - 16:17 - #1
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    Quello che stanno valutando alla Benetton è se Enel Green Power che guardandola appare una bellissima mela verde non covi all’interno qualche spiacevole sorpresa.
    In effetti bisogna essere molto competenti dal punto di vista tecnico oltre che finanziaro per valutare l’acquisto.
    I dati cosa dicono? Che l’azienda EGP vale circa 12 miliardi di €, ha impianti per 5,7 GW (2,5 GW idro; 1 GW eolico; pare poco FV e pare parecchia biomassa) che producono 20,7 TWh di energia…. e il fatturato si attesta tra 1 e 2 miliardi di €.
    Bolla o non bolla? E se è bolla si può gonfiare ancora per qualche anno?
    Insomma Enel Green Power e’ un affarone od un qualcosa da non toccare neppure con un bastone lungo 2 metri?
    Bisogna poter leggere attentamente le carte (e saperlo fare)….. ma molte cose tra cui la partecipazione in Desertec fanno pensare che ci si debba procurare un lungo bastone.

  • Profilo di zero1

    zero1

    20 apr 2010 - 19:48 - #2
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    Enel non è “semipubblica” è una società privata in cui solo il 30% è in mano allo Stato e neanche direttamente nel totale della sua quota. La quota nel progetto Desertec rimane in enel e non passa nella quotazione di EGP

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    20 apr 2010 - 20:24 - #3
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    Secondo me ha ragione bettanini.
    Prima di prendercelo bene bene,vogliono capirci qualcosa……
    Non sono mica fessi sti Benetton .

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    20 apr 2010 - 20:28 - #4
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    EGP prepara per fine anno un IPO. LA società è stata quotata 12 miliardi…. ma questa è una quotazione corretta? I famosi 5,7 GW di impianti sono tutti di EGP? Sono stati finanziati? Quanti sono i PF? Qui sta il ‘busillo’.
    E’ corretto valutare EGP circa 2000€/kW di impianti controllati?
    Siamo sicuri che Enel stia vendendo i gioielli di famiglia?
    Domande a cui non è così difficile rispondere.

  • Peppe Croce

    21 apr 2010 - 00:43 - #5
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    @zero 1
    definire enel “semipubblica” è persino generoso: il 31% del capitale è diviso tra ministero dell’economia e cassa depositi e prestiti e nessun altro azionista (eccetto BlackRock Inc, che ha una quota del 3%) possiede più del 2% della società. I vertici societari vengono eletti tramite “voto di lista” e sia l’attuale presidente Gnudi che l’attuale AD Conti, come tutti i precedenti, sono stati eletti dalla lista presentata dal ministero. Tutte informazioni che puoi leggere nel bilancio consolidato della società.

    Per quanto riguarda la questione desertec, dal sito web di enel leggo: “Enel Green Power, la società di Enel specializzata nelle fonti rinnovabili, è infatti entrata in qualità di socio fondatore nella joint venture Desertec”. Non ho informazioni certe sul fatto che quando si farà la quotazione in borsa di EGP il progetto desertec venga tenuto fuori dal “pacchetto”. Se le hai tu mandami un link ma il fatto che a livello societario EGP sia tra i soci fondatori di Desertec, ad occhio, ma fa pensare che l’informazione che mi porti sia da verificare bene prima di prenderla per buona.

    Resta, in ogni caso, il fatto che l’affare benetton-egp è grosso e, se verrà fatto, verrà ovviamente ponderato molto bene. Questa gente non sgancia un centesimo se non ha la certezza che gli torna in tasca con gli interessi.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    21 apr 2010 - 09:15 - #6
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    Tratto da Affari e Finanza:

    “[…] ma l’ operazione avviata da Enel sulle rinnovabili non è solo destinata a ridurre il debito. Così come è confermato dagli analisti delle principali banche d’ affari, soltanto procedendo alla creazione di una divisione dedicata alle attività delle rinnovabili sarà possibile far emergere il loro esatto valore, mentre al momento vengono valutate secondo i multipli della normale attività di produzione di energia termica. Secondo un report di Jp Morgan, i multipli applicati dal mercato nel valutare le società che operano nel settore delle rinnovabili sono nettamente superiori. Soprattutto perché si tratta di un settore in forte crescita nei prossimi anni. E che potrebbe portare fino a un ritorno fino al 1520% del capitale investito nei prossimi anni.”
    .
    A dimostrazione che anche gli analisti non capiscono un tubo di energie rinnovabili.

  • Zuzzo

    21 apr 2010 - 10:00 - #7
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    Sono anni che non metto piede in un negozio Benetton, visto che sono costretto a pagargli il pizzo del pedaggio autostradale (lo Stato invece che abolire o perlomeno abbassare il costo dei pedaggi una volta coperte le spese di costruzione della rete autostradale, ha ben pensato di svenderla al signor Benetton invece che comportarsi come Inghilterra e Germania, ad esempio).
    Ergo, se questi cialtroni si comprano anche Enel Green, passo a Sorgenia o qualche altra società e tanti saluti.
    Che campino con la manciata di spiccioli che gli lascio con l’autostrada, altro che United Colors!