Il Governo recepisce la direttiva sugli imballaggi e sulle soglie minime di recupero

Raccolta differenziata“L’Italia che non ti aspetti”; potrebbe essere questo uno slogan di ciò che il nostro Governo ha messo a punto la scorsa settimana. È stato infatti approvato dal Consiglio dei Ministri, insieme a tante altre scelte discutibili, il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 98 del 2009, con sei mesi di anticipo rispetto alla naturale scadenza, in materia di rifiuti e nel particolare su vetro, carta, plastica e metalli.

La direttiva europea imponeva agli Stati membri di fissare al 2020 una soglia tassativa minima di recupero al 50% in modo da diffondere la raccolta differenziata, orientando stili di vita e meccanismi di produzione sempre più indirizzata al virtuosismo ed all recupero. Il provvedimento, cita la nota, consentirà risparmi individuali e collettivi creando le condizioni per un sistema basato sul recupero e riutilizzo di importanti materie prime.

La norma in sostanza stabilisce dunque un quadro giuridico per il trattamento dei rifiuti, definendo alcuni punti importanti come la definizione di materia seconda e di sottoprodotto e stabilendo quindi regole più semplici e più concrete per il loro riuso.

Fra le altre cose viene reintrodotta la nozione corretta di Combustibile da Rifiuti (CDR), per aprire la strada alla produzione di energia da ciò che non va più considerato uno scarto, ma al pari di risorsa economica.

Al di là delle ovvie autocelebrazioni della parte politica in questione e del fatto che si tratti soltanto di una legge scritta ancora da convertire in realtà, rimane comunque la soddisfazione per un Italia che una volta tanto riesce ad arrivare prima degli altri. Basterà questo per poter affermare il classico principio di chi ben comincia è a metà dell’opera?

Via | Rinnovabili.it
Foto | Flickr

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