Rinnovabili: il Governo emani subito le linee guida nazionali. Intervista esclusiva a Flavio Morini, presidente Ambiente-Anci


Ecoblog Intervista a Flavio Morini Pres Comm Ambiente Anci

In occasione della recente assemblea nazionale delle Agende 21 locali italiane abbiamo intervistato Flavio Morini, presidente della Commissione Ambiente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Presidente Morini, incontri come quelli di Agenda 21 servono anche per fare il punto su obbiettivi e risultati dei singoli Comuni, visto che ci sono realtà molto diverse in Italia...

E' vero, ma i Comuni hanno fatto dei grandi progressi. Basta guardare i rapporti per capirlo: nel 2005 erano 120 i Comuni che avevano fatto investimenti nelle fonti rinnovabili mentre oggi sono 7.000, su 8.100 totali.

Quindi nei Comuni c'è la consapevolezza che dobbiamo andare in questa direzione. E questo perchè per i Comuni diventa economia: tutti questi investimenti mettono in moto una serie di green job e una green economy che sostanzialmente, oltre a far bene all'ambiente, producono reddito.

Quindi credo che sia questo il futuro dei Comuni italiani. Chiaramente ci sono problemi, che vanno risolti, e le Agende 21 servono anche a questo perché insieme all'Anci e all'Upi (Unione Province Italiane, ndr) possono fare una grande attività di promozione e di animazione sui territori che lasciata ai soli Comuni non sarebbe possibile. Tant'è che nella Carta delle Città e dei Territori ci sono circa 60 punti che vanno in questa direzione.

Noi crediamo che la cosa più importante oggi sia sbloccare i finanziamenti e permettere di uscire dal Patto di Stabilità per gli investimenti verdi. E questo sarebbe già un primo passo, che come Anci abbiamo chiesto al Governo. Speriamo che anche dalle Agende 21 emerga la stessa richiesta perché più siamo uniti nel chiederlo questo e più sono le risorse che vanno in questa direzione.

Altra richiesta dell'Anci, di recente reiterata, è quella delle famose linee guida per le rinnovabili perchè ormai un po' ogni comune inizia a fare come vuole

Più che ogni Comune, ogni Regione: in carenza delle linee guida nazionali che dal 2003 ancora non sono uscite, anche se sono pronte (abbiamo partecipato come Anci alla loro stesura e dovrebbero uscire tra pochissimi giorni), le Regioni hanno fatto le proprie leggi.

E non tutte rispettano le stesse linee e questo crea una disfunzione sia a livello autorizzativo che a livello di possibilità di investimento (lo stesso parere, di recente, lo ha espresso anche l'Antitrust, ndr).

E questa è una cosa che non va bene: proprio la facilitazione burocratica, e l'omogeneizzazione di ciò che si può fare o non si può fare su tutto il territorio nazionale, passando attraverso i piani energetici nazionale e regionali, deve essere un punto fisso dal quale partire.

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