
Uno dei giochi più conosciuti di Facebook è Mafia Wars, sviluppato da Zynga Game Network, che vanta quasi 26 milioni di giocatori attivi nel mondo. Nel gioco il miglior amico dell’uomo, nelle vesti di un Pitbull, combatte accanto al giocatore per la conquista virtuale del mondo. E la Peta non ci sta alla rappresentazione dei Pitbull come macchine da guerra, così come riportano i cugini di Petsblog.
Per la Peta il fatto che il videogame rappresenti gli animali com armi, seppur virtualemente, può portare a comportamenti scorretti, a sottovalutare i bisogni degli animali e a trattarli come oggetti anche nella realtà. Così la Peta ha scritto una lettera a Mark Pincus, fondatore e CEO di Zynga Game Network, azienda che porta proprio il nome del Pitbull di Pincus.
Peta chiede che gli animali rimangano fuori da Mafia Wars, che Zynga Game riconsideri la posizione dei cani e degli altri animali nel gioco, affinché non si induca a credere che i combattimenti con i Pitbull possano portare guadagni, che gli animali possano essere trasformati in armi di difesa o di attacco, che li possa tenere legati o li si possa privare di qualsiasi cosa.
Siete d’accordo con la richiesta di Peta di eliminare i cani dai combattimenti di Mafia Wars o ritenete che in un gioco virtuale su Facebook le lotte tra animali - vietate per legge - si possano tollerare, schermate dalla virtualità?
danilo-freiles
27 apr 2010 - 08:33 - #1Se si eliminano i cani combattenti da un gioco allora bisognerebbe eliminare anche tutti quei giochi che trattano argomenti da debellare come la guerra, la fame o la mafia stessa.
Ricordo, però, che un mio amico, dopo aver giocato a Driver (dove il protagonista era il pilota di una banda di delinquenti) ha avuto l’impulso di tamponare (nella realtà) un’auto che precedeva la sua (per fortuna non l’ha fatto). Se certi giochi possono influenzare fino a tal punto la psiche (di alcune persone) soddisfiamo la richiesta della PETA o almeno facciamo fare un test psicologico a chi ci vorrà giocare.
Bisogna pur cominciare da qualcosa.
Io, ad esempio, non giocherò più e non comprerò mai più un prodotto come questo.
hai già visitato il mio blog?
27 apr 2010 - 08:49 - #2però la PETA ha delle fantastiche modelle fantasticamente fotografate per le campagne!
alter_ego
27 apr 2010 - 09:12 - #3@ danilo
Beh il tuo amico non ha tamponato nessuno pero’!
Mi pare la solita crociata dei (vecchi) conservatori che se la prendono con i costumi immorali dei giovinastri (che non capiscono).
Succede ad ogni nuovo videogioco (Postal, Grand Theft Auto), e a seguito dell’uscita non si registra nessun incremento di violenza. Certo qualche pazzo puo’ usare il videogioco come scusa ma, appunto, e’ solo la scusa usata da un pazzo (e poi dovremmo vietare anche i giochi da tavolo come Risiko).
kk3
27 apr 2010 - 11:53 - #4E’ colpa dei rompiscatole come Danilo, i Peta e i suoi amici che oggi non possiamo più giocare a giochi epici come Carmageddon!
Valentina Venturi
27 apr 2010 - 12:09 - #5Io credo che la differenza rispetto a giochi anche violentissimi che hanno come protagonisti solo umani sia, semplicemente, che gli animali sono indifesi e, in particolare per i cani, eseguono gli ordini dei padroni. L’uomo nel videogioco, come me che lo comando, è un essere senziente con una morale. Il cane mi potrebbe ubbidire nella realtà come nel videogioco. Non so se mi sono spiegata.
Detto questo, la PETA potrebbe trovare un modo migliore per promuovere i diritti degli animali rispetto a quelle campagne francamente un po’ sessiste.
zero1
27 apr 2010 - 12:27 - #6poi Mafia wars è un gioco legato al crimine, il fatto che vi siano i combattimenti di animali rimarca l’aspetto criminoso e immorale su cui fa perno il gioco
o vogliamo mettere su mafia wars il business delle palline di gelato all’angolo della strada perchè non fa male a nessuno?
Mr. Plow
28 apr 2010 - 13:39 - #7E iPokemon, che si basano proprio sul combattimento tra animali?
alter_ego
28 apr 2010 - 14:46 - #8Grande Mr. Plow! :)
danilo-freiles
28 apr 2010 - 19:15 - #9Ovviamente tutto sta nel capire se questi giochi hanno abbastanza influenza sulla vita reale delle persone.
Lo so che la realtà è una cosa e che il gioco è un altro, ma più si va avanti e più i giochi diventano realistici (quindi diventano maggiormente capaci di alterare la psiche).
I Pokemon dovrebbero essere dei cartoni che, tra l’altro, poco somigliano ai veri animali. Immagino però che quello indicato nell’articolo sia molto realistico.
A me Driver piace e continuerò a giocarci sapendo di non correre alcun rischio per me o per gli altri. Però ci sono persone che emulano i lottatori sul ring che vedono in TV. Se poi questi lottatori diventano un gioco e questo gioco viene fatto talmente bene da sembrare vero?
Io provo digusto, anche se è un gioco, nel sapere di poter vedere un animale che lotta per il puro piacere degli uomini. Comunque non propongo di censurare a tutti i costi la violenza. Propongo solo di assicurarci che chi ci gioca riesca ancora a distinguere la vita reale dalla finzione.
marcopagni73
29 apr 2010 - 18:59 - #10Questi sono problemi……….
Un argomento più serio,no eh??
filippo-riccio
03 mag 2010 - 09:35 - #11“Peta chiede che gli animali rimangano fuori da Mafia Wars, che Zynga Game riconsideri la posizione dei cani e degli altri animali nel gioco, affinché non si induca a credere che i combattimenti con i Pitbull possano portare guadagni, che gli animali possano essere trasformati in armi di difesa o di attacco, che li possa tenere legati o li si possa privare di qualsiasi cosa.”
E basta, non si può più neanche giocare adesso senza che vengano fuori ’ste cose? Adesso anche per giocare dobbiamo passare dalla censura? Lasciateci in pace, non facciamo male a nessuno e neanche a nessun animale. Si è sempre giocato alla guerra pur senza volerla combattere!
In definitiva, ritengo la richiesta della Peta un’aberrazione del comportamento molto pericolosa, per cui chiedo che essa riconsideri la sua posizione, affinché non si induca a credere che chi gioca possa essere considerato alla pari di commette realmente un atto illecito o possa costituire, alla pari di un delinquente, un pericolo per la società.