Biancospini e tigli per contrastare lo smog e cipressi come barriere antincendio

Cipressi come barriere antifiamme Arrivano dal Cnr una serie di preziose indicazioni sulla mitigazione ambientale e contrasto degli incendi boschivi, almeno per il bacino del Mediterraneo. Sarebbero biancospini e tigli gli alberi più indicati a contrastare smog e emissioni di CO2. Mentre i cipressi si sarebbero rivelati delle perfette barriere anti-incendio Ma procediamo con ordine. La ricerca sulle alberature in gradi di contrastare l'inquinamento atmosferico sono partite nel 2007.

Spiega Rita Baraldi dell'Ibimet- Cnr di Bologna:

Durante la fotosintesi, le piante non solo accumulano CO2 dall'atmosfera e liberano ossigeno in modo direttamente proporzionale alla superficie fogliare ma rilasciano anche nell'aria i Voc (Volatile Organic Compounds), che impartiscono il caratteristico profumo alla pianta e l'aiutano a sopravvivere, attraendo gli insetti impollinatori e proteggendola da condizioni ambientali sfavorevoli, quali temperature e intensità luminose eccessive. I Voc hanno un ruolo determinante nella chimica dell'atmosfera, contribuendo alla formazione e/o alla rimozione di ozono troposferico, presente negli strati più bassi dell'atmosfera in funzione della concentrazione di sostanze inquinanti antropogeniche (traffico veicolare, processi industriali, riscaldamento degli edifici), in particolare degli ossidi di azoto (NOx). Una corretta progettazione delle coperture verdi in città richiede dunque un'opportuna scelta delle essenze vegetali da impiantare.

Tra le specie maggiormente adatte a contrastare le emissioni di CO2 appunto il biancospino (Crataegus monogyna), il tiglio selvatico (Tilia cordata) e l'orno (Fraxinus ornus).

Diversa funzione ha, invece, il cipresso, che si sarebbe dimostrato una efficace barriera frangifiamme. Secondo le ricerche condotte dall'Istituto per la protezione delle piante (Ipp-Cnr) barriere verdi di cipresso contrasterebbero efficacemente incendi fino a quelli di media intensità.

Spiega paolo Raddi ricercatore Cnr:

Prevediamo la realizzazione di fasce verdi costituite con 50 cloni di cipresso della varietà a chioma espansa, resistenti al cancro, disposti su 17 file con un sesto d'impianto di 3mx3m. Il cipresso ha una bassa infiammabilità rispetto ad altre specie mediterranee e l'aspetto largo della varietà horizontalis, insieme all'elevata acidità della lettiera (le sostanze organiche morte che si raccolgono alla base) ostacolano la germinazione dei semi e quindi lo sviluppo delle piante di sottobosco. La stessa lettiera si mantiene umida e compatta grazie alla sua capacità di ritenzione idrica e il tronco liscio ostacola la progressione dell'incendio. Il cipresso, poi, si ‘autopota' negli anni, allontanando da terra la massa infiammabile.

Via | Almanacco della scienza
Foto | Flickr

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