Documento dei vescovi abruzzesi e molisani contro il petrolio e in difesa dell'acqua

Vescovi abruzesi e molisani contro il petrolio e lo sfruttamento dell'acqua I Vescovi di Abruzzo e Molise si schierano apertamente contro l'inquinamento nelle loro terre, contro l'emergenza rifiuti e lo sfruttamento ignobile di risorse come l'acqua. E lo fanno attraverso una nota che riprende il documento del luglio 2008, Una nuova sobrietà per abitare l'Abruzzo e il Molise, dalla forza politica imponente che denuncia in quattro paragrafi lo scempio ambientale che si sta perpetrando ai danni di molisani e abruzzesi.

L'invito è quello sia di ripensare agli attuali stili di vita e a rivolgersi a modelli più sobri e sostenibili, sia di sollecitare i politici a interventi strutturali consistenti in difesa dell'ecosistema. Un appello in tal senso è rivolto al Governo a proposito della costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona. Punto di riferimento per i cattolici che vogliono essere fedeli alla tutela del Creato è il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.

I Vescovi, perciò esortano i fedeli a consumare meno e a produrre meno rifiuti ma chiedono alle autorità competenti e agli amministratori locali di fare la loro parte nella tutela dell'ambiente e del benessere dei cittadini. Infine un importante passaggio è destinato alle energie da fonti rinnovabili, eolico e fotovoltaico, riconosciute come vera alternativa al petrolio il cui uso massivo ha ridotto l'umanità in schiavitù. Dopo il salto il documento completo.

“Come pastori della Conferenza Episcopale Abruzzese-Molisana sentiamo di non poter restare indifferenti rispetto ai problemi che riguardano il fazzoletto di terra che ci è stato affidato. Negli ultimi anni infatti, il territorio locale è stato teatro di pericolose emergenze ambientali che mettono a grave rischio ecologico le nostre regioni, da sempre considerate un polmone verde”. Così scrivevamo, noi Vescovi dell’Abruzzo e del Molise, due anni fa, il 25 luglio 2008. Se oggi interveniamo nuovamente in
materia è sempre per amore del nostro popolo, per promuovere il rispetto dell’ambiente attraverso una spiritualità tanto vigile verso il prossimo, quanto impegnata nell’adorazione del Creatore, nella consapevolezza che le preoccupazioni riguardo alla salvaguardia del creato allora segnalate sono ancora attuali e in alcuni casi perfino maggiori.

1. Una prima minaccia cui facevamo riferimento riguarda la costruzione del cosiddetto Centro Oli di Ortona. Il nostro allarme non è restato inascoltato, al punto che lo stesso Governo regionale ha varato una legge a tutela del territorio, nei confronti di un’attività considerata tra le più inquinanti per le risorse naturali, con conseguenze anche gravi sulla salute degli abitanti. Purtroppo, questa legge è stata impugnata a livello nazionale perché si occupa anche di ciò che riguarda il mare, materia che non è di competenza regionale. Auspichiamo che si attivi una collaborazione efficace fra Governo nazionale e Regione al fine di mantenere gli impegni assunti e tutelare tanto il nostro territorio, quanto il nostro mare, risorsa e patrimonio prezioso della nostra gente.

2. Un’ulteriore preoccupazione riguarda l’acqua, bene comune la cui fruizione è un diritto fondamentale e inalienabile di tutti. Ribadiamo la nostra preoccupazione riguardo a progetti di privatizzazione della gestione di questo bene, mentre richiamiamo l’urgenza di una costante ed efficace vigilanza da parte delle Autorità responsabili sulla qualità dell’acqua che beviamo. Esprimiamo inoltre il nostro convinto appoggio all’impiego di fonti energetiche “pulite”, quali l’eolico e il fotovoltaico, a condizione che ciò avvenga in modo rispettoso dell’impatto ambientale e a norma di legge. In tal senso sta intervenendo anche il Governo regionale.

3. L’emergenza rifiuti sembra sempre più preoccupante. Se ribadiamo la nostra volontà a cooperare attraverso la rete delle parrocchie all’educazione alla raccolta differenziata, oltre che ad adottare stili di vita ispirati alla sobrietà, chiediamo tempestività, organicità, legalità e chiarezza di interventi in questo campo da parte delle Autorità competenti. Ci viene segnalata in particolare la minaccia costituita in alcune zone da un inadeguato smaltimento di materiali tossici come l’amianto. Invitiamo tutti ad una mobilitazione morale e spirituale per tenere alta la vigilanza e la corresponsabilità per la diagnosi dei
rischi e le terapie da adottare in questo campo.

4. La crisi economica ed occupazionale ci preoccupa in modo grave: se si intravedono segnali di ripresa a livello globale e nazionale, la ricaduta dei processi critici sulla vita quotidiana della nostra gente ci sembra oggi più che mai negativa. Molte famiglie non ce la fanno ad arrivare a fine mese e la mancanza di lavoro suscita timore e sconforto quanto mai fondati. Ai responsabili della cosa pubblica e agli imprenditori chiediamo uno slancio di coraggio e di generosità a tutto campo: è tempo di sacrifici per tutti, ma è giusto che un prezzo maggiore sia pagato non dai più deboli, ma da chi più ha e più deve investire per il bene comune. Preghiamo affinché questo nostro grido non resti inascoltato e ciascuno misuri le proprie scelte davanti al giudizio di Dio, che ci chiama a rispondere ai bisogni dei più poveri. Possa lo Spirito del Risorto illuminare tutti, governanti e cittadini, e aiutare in particolare la comunità cristiana ad essere testimone di stili di vita ispirati alla sobrietà, alla solidarietà verso i più deboli e a scelte responsabili davanti a Dio e nei confronti del prossimo e delle generazioni a venire. Vi siamo vicini e Vi benediciamo nella fiducia del Signore risorto.
I Vescovi della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana

Via | CityRumors
Foto | LapoPistilli

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