Da qualunque parte la si guardi, questa bruttissima storia si rivela per quella che è: un disastro ambientale di proporzioni immani. Il petrolio che sgorga libero nelle acque del Golfo del Messico è pari a 5000 barili al giorno. Le stime ora sono più precise, dopo che il NOAA ha scoperto che un nuovo pozzo si è aperto e che lascia fuoriuscire altro carburante. La soluzione paventata, quella cioè di bruciare in acqua il greggio, con tutti i fumi di combustione che si produrebbero, si potrebbe rivelare ancora più inquinante dell’arrivo della marea nera sulle coste della Louisiana.
E’ davvero complessa la situazione nel Golfo del Messico dopo che lo scorso 22 aprile, (Giornata della Terra) la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della Bp ha preso fuoco e si è inabissata. La chiazza di greggio, ad oggi, è lunga oltre i 20 Km.
La chiazza di petrolio nel Golfo del Messico, le foto della NASA

La soluzione paventata è quella di dare fuoco, secondo procedure controllate al petrolio, perché sia le barriere, sia i sistemi di pulitura delle acque si stanno rivelando soluzioni non sufficienti rispetto all’estensione del disastro.
Ad alimentare le preoccupazioni degli ingegneri e dei tecnici della Guardia Costiera il nuovo fronte dell’emorragia di greggio troppo vicino agli estuari e alle paludi a sud della Louisiana. Ieri le prime prove di incendio controllato del petrolio. Nessuno però ha proposto soluzioni ai fumi dei fuochi controllati che andranno a inquinare l’atmosfera.
Attilone1
29 apr 2010 - 13:38 - #1Ma va i fumi sono l’ultima cosa di cui preoccuparsi, devono assolutamente minimizzare la quantita’ di petrolio che arriva sulla costa senno’ saranno uccelli per diabetici, i fumi degli incendi controllati sono una bazzeccola al confronto.
marcopagni73
29 apr 2010 - 15:03 - #2Una bella chiazza grande come l’austria…..
Quando si parla di convenienza del petrolio ricordiamoci di disastri come questo.
Quantifichiamo in soldoni un disastro come questo e carichiamolo su ogni litro di combustibile……e poi parliamo di convenienza.
marcopagni73
29 apr 2010 - 15:52 - #35000 litri al giorno…….non 1000.
marcopagni73
29 apr 2010 - 15:53 - #4Scusate barili,non litri
awful
29 apr 2010 - 18:29 - #5Qui si parla di PIATTAFORMA PETROLIFERA, non di petroliera.
marcopagni73
29 apr 2010 - 20:46 - #6Il satellite non ti funziona…..
970 km di diametro
È la guardia costiera americana che lo dice,non io.
E sono 5000 barili al giorno…..
alessio9
29 apr 2010 - 21:12 - #7per maurizio sat nulla è una catastrofe, per il governo degli stati uniti e una catastrofe saranno degli ecotonti pure loro?
marcopagni73
29 apr 2010 - 22:16 - #8Michael abendhoff ,dirigente BP,ha dichiarato che la perdita è di 5000 barili L giorno…………..
E che un’altra falla si è aperta a 1350 mt di profondità ….
È una catastrofe ambientale con i controcazzi.
axe
30 apr 2010 - 07:31 - #9fatto sta che se io recuperassi i barili persi di 2 giorni e li rivendo, vivrei di rendita per il resto della vita.
nekomonogatari
30 apr 2010 - 08:55 - #10Tempo fa avevo sentito parlare dei batteri mangia-petrolio, era solo una bufala?
lapo
30 apr 2010 - 09:21 - #11i fumi vanno verso l’alto, il petrolio verso la costa…
cmq a sta società devono far pagare tutto, non solo i costi di bonifica, devono togliergli pure le mutande.
il petrolio dovrebbe costare 10 volte di più per i danni che fa tra ambiente e politica.
e pensare che il petrolio è tutta roba naturale -_-
alessio9
30 apr 2010 - 09:26 - #12”il petrolio dovrebbe costare 10 volte di più per i danni che fa tra ambiente e politica.”
cosi l’ economa crolla di nuovo.
lapo
30 apr 2010 - 09:37 - #13appunto “dovrebbe”
ci arrivasse diciamo in 20-30 anni magari inizieremmo a sviluppare serie alternative e si potrebbero evitare certe situazioni
marcopagni73
30 apr 2010 - 10:01 - #14Per valutare la convenienza mettiamoci tutto nel conto
Mauriziosa,9
30 apr 2010 - 12:30 - #15@ NOKOMONOGARI
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certo che esistono i batteri che si nutrono di idrocarburi
vengono usati quotidianamente dalle industrie per depurare le acque piovane e le acque di processo .
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MA …….NON SONO LA SOLUZIONE ADATTA per dispersioni di questa entità e non puoi disperderli in ambiente aperto così alla leggera.
dex85
30 apr 2010 - 14:07 - #16io credo che bruciarlo sia comunque meglio che farlo arrivare sulle coste…però mi sembra di aver capito che non è così efficace e semplice come dirlo…no?
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di certo ora obama dovrà ripensare se autorizzare altre trivellazioni nel golfo….
marcopagni73
30 apr 2010 - 22:11 - #17Intanto se n’è arrovesciata un’altra di piattaforme…….
.Mauriziosat,9
01 mag 2010 - 12:45 - #18non una piattaforma di estrazione ….ma una di trivellazione ….per sondaggi.
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ma anche se fosse ….non è un problema la piattaforma che affonda.
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il problema è che affondando …..questa ha danneggiato i sistemi di chiusura del pozzo .
E’ UNA EVENTUALITA’ REMOTISSIMA
INFATTI NON ERA MAI SUCCESSO. che affondasse proprio sulla base del pozzo.
marcopagni73
01 mag 2010 - 21:50 - #19Legge di Murphy :
Se una cosa può andar male,lo farà.
Postilla alla legge di Murphy :
E nel peggior modo possibile. ;)
Mauriziosat,9
02 mag 2010 - 13:41 - #20legge di gaia …..tutti moriamo , prima o poi …….
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ed allora ?….che si fa , ci si suicida tutti a 5 anni?
direi di no ….e direi che il rischio fa parte della vita e che le cose si fanno comunque , cercando di minimizzare il rischio .
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la gente muore + per incidenti domestici che per l’industria …..ma non è che chiudiamo tutte le cucine casalinghe.
marcopagni73
02 mag 2010 - 16:13 - #21La mia era una battuta sulla sfortuna di cui parli nel tuo precedente commento……..
Trovi da polemizzare anche sulla formidabile legge di Murphy ….
Sei da ricovero.