Il CNR dichiara: " Primi" contro lo sversamento di idrocarburi in mare

Il CNR, in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italiana ha dato ufficilamente il via a PRIMI, acronimo per "Progetto pilota inquinamento marino da idrocarburi".

Dopo anni di ricerche sperimentali, è finalmente pronto questo sistema estremamente sofisticato per il monitoraggio dell'oil spill nel Mediterraneo a pochi giorni dal disastro ecologico provocato dalla piattaforma Deepwater. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche, grazie a PRIMI, avrà modo di tracciare una mappa delle aree marine che più risentono di questo devastante fenomeno così da porre le premesse per successive strategie risolutive.

Al di là delle ovvie considerazioni sulla necessità di impedire impianti off shore specie in prossimità di aree marine protette - come ha comunicato lo stesso Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al WWF e che, speriamo, possa definitivamente scongiurare l'ipotesi di future trivellazioni nel Gargano - è pur vero che l'Italia non è estranea a fenomeni, spesso illegali, di sversamento in mare di idrocarburi: vero e proprio rischio per l'ecosistema acquatico. Enrico Saggese, presidente dell’ASI (l'Agenzia Spaziale Italiana che sta portando avanti altri 6 progetti per la gestione del rischio ambientale) specifica che PRIMI:

è un sistema composto da 4 moduli: osservazione, previsione, archivio e interfaccia utente. Rispetto ad altri sistemi osservativi, il "modulo osservazione" utilizza più piattaforme, SAR (Synthetic Aperture Radar) e ottiche, che garantiscono la massima copertura possibile dei mari italiani. Le informazioni su eventuali oil spill rilevati vengono poi trasmesse al "modulo previsione" che, mediante modelli matematici di circolazione marina, produce una previsione a 72 ore sulle future posizioni degli sversamenti osservati, nonché sulle loro caratteristiche...

Foto | Flickr

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