Renault Maubeuge, nella fabbrica attenzione all'ambiente. E per le auto elettriche...

La fabbrica Renault a Maubeuge

Vi avevo parlato l'altro ieri della mia partenza per Parigi e della visita che avrei fatto alla fabbrica di Renault Maubeuge. Ebbene, ieri l'incontro è stato a dir poco interessante. Accanto ai noti sistemi di produzione di un automobile, sono stati sviluppati, in loco dei sistemi per il recupero delle acque piovane e il filtraggio delle acque di lavorazione, abbinati a procedure per il risparmio energetico, sopratutto nel settore della logistica. Chiariamo subito che non siamo del tutto nel greenwashing poiché i sistemi che ci sono stati presentati sono stati progettati, costruiti e certificati ISO 14001 già dal 2000 e dunque vantano un attività decennale legata allo sviluppo sostenibile scelto in Renault.

Semmai è la comunicazione a svoltare verso il greenwashing poiché comunque vi parlo di un'azienda che costruisce automobili in cui entrano 340 tonnellate di lamiera d'acciaio che stampate, modellate, montate, verniciate, controllate a fine giornata sono divenute 640 Kangoo. Per ora, sebbene si parli di auto elettriche che entreranno in produzione nel 2011, non è stata reso noto né il periodo effettivo in cui partirà la catena di montaggio, né quanti veicoli saranno prodotti per giornata. Di fatto resta in piedi l'accordo siglato tra Renault-Nisssan, il Commissariat à l’Energie Atomique (CEA) e il Fonds Stratégique d’Investissement (FSI) per la produzione nello stabilimento di Flins a partire dalla metà del 2012 di batterie al litio la cui capacità stimata di produzione è di 100mila pezzi l'anno, per un investimento stimato di 600 milioni di euro. Un secondo stabilimento, sarà collocato a nord di Lisbona nel complesso industriale CACIA- Renault (Companhia Aveirense de Componentes para a Indústria Automóvel) già in costruzione e che sarà terminato nel 2012: sfornerà 50mila batterie al litio all'anno.

A guidarci nella visita della fabbrica i i responsabili della comunicazione aziendale che ci fanno da ciceroni a cui chiedo informazioni circa le previsioni di produzione della Kangoo elettriche. Mi rispondono, appunto che sanno solo che la casa madre ha dato, per ora, generiche indicazioni.

Secondo Renault (che alla mobilità sostenibile ha dedicato un sito, mobilité durable) le auto elettriche rappresenteranno il 10% del mercato nel 2020. Per ora ci sono stati incontri con le principali aziende che usano flotte aziendali per concludere accordi di fornitura: secondo quanto riferisce Le Figaro (che oggi dedica alla casa automobilistica francese ben due articoli!) ci sono sul piatto, da qui al 2011, la fornitura di 50mila auto elettriche. La sola Le Poste, assicura che ne avrà bisogno di almeno 10mila. Spiega Patrick Pélata a Le Figaro di oggi (pag.22) che dal 2011 partirà nella fabbrica di Flins la produzione della Zoé ZE che si va ad aggiungere alla Kangoo express elettrica di Maubeurge.

Comunque ecco alcuni dati forniti dai responsabili della comunicazione aziendale: dal 1997 al 2009 sono stati ridotti del 30% i consumi di energia; del 65% i consumi d'acqua e del 40% le emissioni di CO2; il 25% dell'acqua è recuperata dalla pioggia. L'azienda tiene a far sapere di avere, dunque investito, pesantemente, e precisa in tempi non sospetti, nel risparmio energetico, così come nella formazione dei dipendenti al fine di renderli partecipi dei processi di riduzione degli sprechi. Il 95% del materiale con cui è realizzata Kangoo è riciclabile; si sono consumati nel 2009 per produrre 113488 Kangoo 94 milioni di kWh e 219.000 m3 di acqua.

Il vero punto critico e inquinante è il processo della verniciatura. Nel tunnel che ci fanno percorrere e che solitamente è interdetto alla maggior parte dei visitatori, la puzza dei solventi trapassa comunque le barriere messe a protezione. Sotto le griglie su cui poggiano le auto che sono verniciate in parte da robot e in parte da personale protetto in ogni maniera, hanno al di sotto vasche ricolme di acqua sporchissima e inquinata dalla particelle di vernice. Altri filtri recuperano invece le particelle volatili.

Il vanto di Maubeurge però è il sistema di recupero delle acque piovane, nato in loco e gestito abilmente. Infatti, ci fanno visitare un locale che ospita una serie di silos dentro cui arriva l'acqua piovana raccolta dal tetto della fabbrica e filtrata e messa in circolo; mentre in un altro locale viene raccolta l'acqua dalle vasche di verniciatura e dopo essere stata filtrata attraverso un procedimento chimico che porta a separare le particelle in sospensione aggregandole in fiocchi viene ulteriormente ripulita in vasche con carbone attivo e sabbia. Il processo di recupero acque piovane e filtraggio acque esauste mi dicono sia piuttosto costoso, ma mi viene da pensare come mai non possa diventare una prassi presso altre aziende che hanno a che fare con uso elevato d'acqua.

Infine, capitolo batterie, peraltro già affrontato qui. Non posso far altro che confermare che al momento non esiste una batteria in grado di reggere un'autonomia che vada oltre i 160 Km. Ma è pur vero che le utilitarie, anzi meglio le city-car, su cui queste batterie al litio saranno montate, non percorreranno oltre i 5Km al giorno, tanta sembra .

La fabbrica Renault a Maubeuge

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Note a margine.
C'erano con me Bonnie Alter di TreeHugger, Christophe Nicolardot di Buzzecolo, Baptiste Rabourdin di eco-sapiens, Roxane Grioche di Agir pour la planète e Pauline Raul di Conso Globe.

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