L’aragosta, a causa della prelibatezza delle proprie carni, ha visto ridurre inesorabilmente il proprio numero nelle acque del Mediterraneo eppure, nonostante l’inserimento nell’appendice III della convenzione di berna, ben poche sono state le attività della penisola volte alla sua tutela. E’ senz’altro innegabile, però, che un mare sempre più depauperato delle proprie risorse ittiche comporti perdite anche economiche estremamente gravi. Per questo motivo, la Regione Sardegna avvalendosi dell’importante collaborazione dei pescatori intende adottare un piano di ripopolamento dell’aragosta rossa, ad oggi unico nel suo genere in Italia, e che trova il pieno appoggio dell’Unione Europea.
Così, con la firma del decreto di individuazione delle aree di tutela biologica e uno stanziamento di fondi pari a 1,250 milioni di euro, in Sardegna le aragoste avranno una chance in più di sopravvivere alle reti… I pescatori, consci dell’importanza del progetto, lavoreranno attivamnet nelle 5 aree marine e nelle 14 sotto-zone individuate affinché non si verifichino intoppi o incidenti di percorso. Grazie anche ad un team di biologi e veterinari, le giovani aragoste destinate al ripopolamento verranno marchiate e classifcate e per un tempo non inferiore ai 30 mesi - periodo necessario al raggiungimento dell’età riproduttiva - potranno crescere indisturbate… Inoltre, per agevolare la raccolta di fondi per il progetto e, contestualemnte, garantire agli stessi pescatori ulteriori entrate attività di multifunzionalità (come ristorazione, itti-turismo, pesca-turismo e visite subacquee) potranno essere avviate .
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13 mag 2010 - 23:03 - #1@ Mauriziosat: i tuoi commenti sono molto offensivi e spesso non sono in linea con la nostra netiquette quindi, se non vuoi che i tuoi interventi vengano eliminati, cerca di rispettare le linee guida per la moderazione.
Grazie e buona serata
stever
14 mag 2010 - 08:45 - #2ehm ! si potrebbe avere una mappa di queste 5 aree marine e delle 14 sotto-zone tanto per non sbagliare e finire a pescare dove ti multano. Sicuramente tra le aeree protette c’è il Capo Carbonara, Maddalena, Tavolara ed Asinara…forse Orosei… ma poi ?