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Polveri sottili: la Commissione Europea punta il dito contro l'Italia

Pubblicato: 14 mag 2010 da Simone Muscas

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Smog da città Brutte notizie per quel che riguarda il tema delle Polveri sottili; se l’Italia, avverte l’esecutivo Ue, non prenderà le misure necessarie per conformarsi alla normativa europea sulla qualità dell’aria, verranno applicate multe particolarmente severe. L’ultimatum lanciato della Commissione non è comunque un fulmine a ciel sereno dato che la questione va avanti dal 2008 quando, dopo l’attuazione della nuova direttiva europea del 2005 europea sulla qualità dell’aria, alcuni Paesi (fra cui l’Italia) chiesero ed ottennero una proroga di durata limitata per l’adeguamento alle norme in materia di PM10.

Ebbene, pensate che in questi due anni il Governo italiano abbia lavorato per non trovarsi sprovvisto alla scadenza dell’accordo con l’Europa? Manco a parlarne ovviamente, tanto che prima nel gennaio 2009 la Commissione aveva inviato all’Italia una lettera di messa in mora, mentre nel settembre dello stesso anno il Commissario europeo Dimas aveva firmato una prima decisione con la quale informava l’Italia che per valutare una deroga serviva un impegno a livello nazionale.

Purtroppo, come un po’ troppo spesso accade alle nostre latitudini, la cosa è stata totalmente disattesa. Arriviamo poi al febbraio 2010, quando la Commissione respinge una seconda richiesta di deroga al nostro Paese da cui l’ultimo avvertimento con il quale la Commissione ha quindi concesso all’Italia 60 giorni per dimostrare di essere in grado di far rispettare i valori limite per il PM10 a partire dal 2011, grazie all’attuazione di un Piano nazionale connesso ai Piani regionali.

L’Italia a tal proposito si è quindi adoperata presentando due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. Come è andata a finire? La proposta è stata puntualmente bocciata dalla Commissione che ha respinto gran parte delle richieste, in quanto le zone non soddisfavano tutte le condizioni previste dalla direttiva.

E siamo finalmente ai giorni nostri; è notizia recente del fatto che dall’Italia non siano arrivate nuove notifiche e che la Commissione abbia quindi deciso di inviare l’ultimo avvertimento scritto, dopo di che, se non prenderanno le misure necessarie per conformarsi alla direttiva si rivolgerà alla Corte di Giustizia.

Una spinta in più a far qualcosa di meglio rispetto alle classiche domeniche a piedi? Chissà, di certo bisognerà lavorare in maniera più coesa fra le amministrazioni comunali più popolate per mettere a punto un Piano nazionale di riferimento che possa essere esteso a tutto il territorio italiano. Attendiamoci novità, sperando ovviamente siano di quelle positive.

Via | Lanuovaecologia.it
Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Zuzzo

    14 mag 2010 - 11:29 - #1
    1 punto
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    Ormai il nostro è un paese del terzo mondo.. sotto la patina di lustrini televisi non ci vedo veramente niente che possa farmi sentire “a livelli europei”.
    Basta paragonare Roma e Milano con Parigi e Berlino: la differenza si nota anche solo dall’inciviltà delle persone nel trattare la res pubblica e la maleducazione arrogante di quando l’incivile si mette al volante.
    Piste ciclabili percorse da motorini, auto sui marciapiedi, nei posteggi degli invalidi, gente che se non ha il c.lo in macchina non si muove più di 100 metri, sporco per terra, beni pubblici decadenti per vandalismo e scarsa manutenzione e che se non fossero inchiodati a terra se li porterebbero via in nel giro di una notte.. e in un paese così cosa vogliamo che ce ne freghi di una lettera di mora per le polveri sottili?
    L’Europa potrebbe fare busta unica con la mora che stiamo pagando per Rete 4 abusiva, già che c’è, tanto facciamo gli gnorri.
    Questo paese non è l’Europa, e chiunque abbia viaggiato oltre lo stadio dietro casa non può che convenirne.
    Siamo seri.. il nostro futuro con la classe politica attuale è un procedere impettiti verso il degrado ed il collasso.. che altro ci si può aspettare quando si è governati da chi svende le aziende nazionali (il baffetto), chi governa con le televisioni, chi si trova case intestate e fa finta di non sapere chi gliel’ha comprate, chi ha 90 anni e fa il senatore anzichè mangiare il brodino nella casa di riposo, chi del futuro ha la stessa idea cristallizata dal 1970 fatta di cemento ed inceneritori?

    Il futuro italiano è una “civiltà” tenuta insieme con lo sputo oppure un collasso in stile greco (PIIGS, anyone?).. altro che 2050 e carbon-free

  • Profilo di zero1

    zero1

    14 mag 2010 - 11:36 - #2
    0 punti
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    purtroppo c’è una percezione di impunità diffusa (frutto anche di fenomeni di reale impunità) e questo danneggia tutti
    sembrava che i comuni organizzassero un programma serio di convergenza con le politiche locali almeno nella pianura padana e invece non si è saputo più nulla.
    io sono sempre dell’idea che basta rigirare una piccola percentuale delle accise sui carburanti e magari delle tasse sui guadagni delle autostrade per costruire un fondo destinato interamente a progetti di mobilità sostenibile, sostituzione autobus, installazione sovvenzionata di impianti a gas e metano sia in auto che nei distributori

  • awful

    14 mag 2010 - 20:04 - #3
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    Prepariamoci a pagare per gli errori dei nostri dominatori.

  • assocosma

    09 apr 2011 - 09:15 - #4
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    PM 10

    Presso il laboratorio energetico dell’I.PSIA G. Ceconi di Udine nella mattinata di venerdì scorso si è tecnico un incontro tecnico sulle emissioni delle polveri sottili su impianti di riscaldamento domestico delle stufe a legna e pellet alla presenza dell’Assessore Comunale all’Ambiente Sig. Lorenzo Croattini, del Presidente di Assocosma Sig. Dante Bozzetto e per l’IPSIA G. Ceconi il Prof. Luigino Guerra e Dino Musso, con la partecipazione di ARPA e UCIT di Udine

    L’accodo d’intesa già attivo dal luglio dell’anno scorso tra IPSIA G. Ceconi di Udine e Assocosma, che raggruppa in Italia gli operatori del settore della combustione a biomassa, fumisti-spazzacamini e tecnici installatori-manutentori, con la finalità comune di ampliare le conoscenze negli impianti di riscaldamento delle energie alternative e delle fonti rinnovabili e sostenibili ed alla riduzione dell’emissione delle polveri sottili

    La Scuola di Assocosma, formata da tecnici esperti nel settore della biomassa, è impegnata nella divulgazione la corretta gestione del generatore di calore, in particolar modo quello domestico, per migliorare il rendimento della combustione a legna e pellet e ridurre le emissioni delle polveri in atmosfera.

    Il laboratorio energetico dell’Istituto è dotato di macchine termiche funzionanti a legna e pellet per impianti termici civili attuali, di media potenzialità e di tipo domestico, dove si possono ricreare le diverse situazioni reali che avvengono negli impianti. La possibilità di eseguire prove e misure ed analisi energetiche sul campo, con le moderne strumentazioni in dotazione all’Istituto e Assocosma, permetto a studenti, docenti ed addetti al settore di toccare con mano e sperimentare le migliorie che si posso apportare nella realtà quotidiana nelle nostre case usando le semplici accorgimenti e tecnologie.

    La dimostrazione è stata eseguita dal Tecnico German Puntscher, responsabile della Scuola di Assocosma con strumentazione Woehler su una stufa a legna di moderna concezione.

    La presa visione della pezzatura della legna ed il controllo dell’umidità, misurata con una semplice strumentazione, è la base di partenza che ogni qualificato fornitore dovrebbe garantire affinché l’utente sia tutelato sulla qualità del prodotto usato per la combustione.

    La corretta sequenza del posizionamento della legna all’intermo del focolaio e l’accensione del fuoco mette l’avvio per una buona combustione.

    Nella gestione del fuoco durante la fase di avvio e nel normale funzionamento deve essere assicurato il giusto apporto dell’aria comburente proveniente dall’esterno senza mettere in depressione l’ambiente riscaldato, pertanto particolare attenzione alle prese d’aria esterne ed al controllo della ventilazione locale. Le norme attuali precedono tale verifica strumentale della ventilazione locale di 4 Pa eseguita dal tecnico installatore o manutentore.

    Nel normale funzionamento, i fumi evacuati dalla canna fumaria riscaldati a temperature elevate da 200 a 400°C, e per effetto del maggiore tiraggio del camino viene aumentata la quantità di emissione. E’ stato dimostrato in pratica dai tecnici di Assocosma, che per migliorare il rendimento di una semplice stufa domestica del 15÷20% necessita inserire alla base del camino un regolatore di tiraggio, il quale provvede automaticamente a stabilizzare la quantità corretta per ottimizzare l’aria di combustione e quindi le minori entrate di aria fredda nell’ambiente riscaldato.

    Il controllo e la taratura del tiraggio assicura una corretta combustione, riduce la quantità di legna o pellet bruciato ed emette pochissimo inquinamento atmosferico, inoltre riduce la temperatura dei fumi all’uscita ed evita il surriscaldamento della canna fumaria che è la maggior imputato degli incendi nei tetti in legno.

    Generatori e canne fumarie fanno parte dell’impianto termico e pertanto va regolarmente eseguita la manutenzione, almeno ogni due anni va pulito il camino (in funzione alla quantità bruciata ed alla qualità del legno).

    La verifica della canna fumaria, alla ricerca di eventuali crepe che possono far uscire i fumi prodotti dalla combustione, assicura l’utente dal pericolo dell’ossido di carbonio in ambiente, causa di molte persone umane morte in questo periodo. I tecnici di Assocosma Fumista. Teccolo e Spazzacamino Chighine hanno dimostrato la corretta esecuzione della prova di tenuta di una canna fumaria e la videoispezione per la ricerca di avarie interne al camino.

    Si è proseguito all’analisi di combustione con le moderne strumentazioni elettroniche, in dotazione all’IPSIA le quali sono d’uso comune anche ai tecnici manutentori professionali esterni, ed alla presenza dei Tecnici dell’UCIT Sig. Belluzzo e dell’ARPA Sig. Giorgiutti, si sono riscontrati decisi miglioramenti delle rese termiche di combustione nelle diverse situazioni di corretto funzionamento ed il peggioramento in assenza dei dispositivi di regolazione del tiraggio. Le misure dell’ossido di carbonio si sono ridotte da 3.242 a 542 ppm (il limite regolamentato dalla Regione Lombardia è di 5.000 ppm)

    I generatori di calore sono stati sottoposti all’Analisi delle polveri totali emesse in atmosfera con eccellenti risultati, la misura è stata di 32 ppm, il limite massimo previsto dalla normativa vigente è di 200 ppm per tali stufe.

    Ciò dimostrato dai tecnici di Assocosma che la corretta pulizia del generatore e del camino e dei dispositivi di controllo nelle correnti stufe e che si possono installare anche nelle stufe esistenti contribuiscono a bruciare bene per vivere meglio senza inquinamento atmosferico da combustione.

    Le conclusioni dell’Assessore all’Ambiente Lorenzo Croattini e dal presidente dell’Ufficio Controllo Impianti Termici della provincia di Udine Sig. Paolo Piccini sono state positive e convergono nel proporre un convegno che si terrà perso l’aula magna dell’IPSIA G. Ceconi di Udine il 23 febbraio 2011 su “Biomassa, fonte rinnovabile nel rispetto dell’ambiente per la corretta gestione dell’impianto termico domestico”.

    Tale convegno sarà patrocinato dal Comune di Udine, IPSIA ed Assocosma, UCIT, ARPA e dalle Associazioni di Categoria, si svolgerà in due fasi, la mattina con il convegno ed il pomeriggio ed il pomeriggio le dimostrazioni pratiche da parte di Scuola Assocosma. La partecipazione sarà gratuita ed aperta a tutti.

    Fumista Cesare Teccolo