Si può a un cittadino impedire di illuminare le luci votive nella propria cappella grazie a un mini pannello fotovoltaico? Sì, si può per l’intricata legge della burocrazia.
La storia di Vincenzo Cordella di Nardò merita di essere raccontata. Nel 2008 Cordella decide di installare un piccolo pannello fotovoltaico sulla sua cappella gentilizia nel cimitero di Nardò per alimentare i lumini elettrici e risparmiare anche un po’ di energia e bolletta elettrica. Il suo esempio presto è stato seguito da altre persone.
Nel frattempo Antonio Vaglio sindaco di Nardò sindaco di Nardò, dopo essere stato sollecitato da Cordella produce una ordinanza in cui autorizza l’uso del pannello fotovoltaico che risulta pertanto regolarmente autorizzato.
A districare la questione interviene il TAR di Lecce, presso cui la ditta Borgia, che ha l’esclusiva dell’erogazione del servizio elettrico per le tombe al cimitero di Nardò fa ricorso, sostenendo che i suoi legittimi diritti sanciti da un contratto trentennale firmato con l’ente comunale nel 1990 siano stati traditi. Ebbene il TAR conferma che nessun pannello solare può essere usato per alimentare i lumini delle tombe. Almeno fino alla scadenza del contratto di fornitura esclusiva.
Ha detto Vincenzo Cordella:
Sono molto contrariato perché ovunque sento dire che ci sono incentivi e finanziamenti per passare alle energie rinnovabili e a me fanno questo. Attenderò che il Comune mi notifichi il provvedimento per la rimozione del pannello ma risponderò andando in tribunale. Quel pannello da lì non si muove.
Via | Porta di Mare
Foto | Flickr
alfag
15 mag 2010 - 23:29 - #1Diciamo che i pannelli su un cimitero sono un po antiestetici..
Luigi B.
16 mag 2010 - 11:35 - #2Pazienza se sono antiestetici, almeno sono ecologci. Tu guarda se per uno stupido contratto addirittura trentennale uno non può utilizzare un pannello fotovoltaico sulla sua tomba o di un familiare.
Anonimo codardo
16 mag 2010 - 17:12 - #3Personalmente preferisco un pannello solare ad un croce o, peggio, ad angeli della morte ed allogorie da ‘memento mori’.
alfag
16 mag 2010 - 17:31 - #4Ma non e` vero che sono ecologici, sono costruiti con materiali che vanno trattati come speciali al momento dello smaltimento.
Poi la burocrazia e` altra cosa ma non diciamo cacchiate.
marchino73
16 mag 2010 - 17:41 - #5@alfag
Eh si…..non s’abbia a incazzare qualche morto col vicino.
Ahaahahahahaahaahhahaahahahahah
alfag
16 mag 2010 - 17:43 - #6aggiunta:
Ovviamente sono di questa idea tenendo conto dell’attuale ridicola rendita di questi pannelli.
Il futuro sara` di sicuro solare, ma non con queste rendite, conviene aspettare.
Tra 30 anni circa tutti i pannelli montati in questo periodo saranno da buttare, mi piacerebbe vedere quanti metri cubi di pannelli verranno fuori.
Se si tiene conto che con il nucleare alimenti milano per un anno producendo solo un paio di container di scorie.. fate voi..
Artù
16 mag 2010 - 18:02 - #7Per ALFAG:
Allora i 2 container di scorie radioattive per 5.000 anni te li tieni a casa tua, ok? Allo stato attuale NON ESISTE un solo luogo in italia individuato come deposito a lungo termine per lo stoccaggio delle scorie, OK?
Per il TAR:
inutile dire che ragionano per leggi, codici e codicilli.
Per il sig. Cordella: capisco il rispetto per i defunti, ma è così importante fare stare i morti con un lumino sempre acceso? Hanno così bisogno di luce, loro? Non sarebbe meglio pensare più ai vivi che ai morti? Fate vobis!
totim
16 mag 2010 - 19:29 - #8quoto alfg:
i depositi non devono mica essere nel paese dove sono stati prodotti, la terra è grande, la densità di popolazione varia di luogo in luogo, mica devi metterteli sotto casa. basta trovare un posto non abitato con determinate caratteristiche.
I pannelli fotovoltaici di adesso non risolvono certo la situazione non trova?
a questo punto mi chiedo quale sia in italia il posto dove si collocano materiali speciali non riciclabili..
PS: non credo che il kilowatt di luce di un cimitero possa essere un problema ambientale, a questo punto potremmo anche non stirare più i vestiti, il ferro da stiro consuma un botto, e poi l’importante è essere belli dentro, la camicia stropicciata possiamo pure metterla se abbiamo dato un contributo all’ambiente
_GhostRider_
17 mag 2010 - 09:38 - #9miii.. complicatissimo smaltire un pannello FV.. Un pò di alluminio.. un pò di vetro… silicio da rifondere a gogò.. Solo i CdTe e i CdS sono da smaltire con un po di attenzione… ma nulla che richieda doti particolari..insomma.. più facili da smaltire che l’amianto.
proust
17 mag 2010 - 09:48 - #10no ma scusate un attimo, al di là della necessità di illuminare una tomba che io personalmente trovo superflua il nodo della questione è il contratto della società elettrica.
loro hanno un contratto con il comune per essere fornitori unici di energia elettrica al cimitero, che per quel che posso immaginare si traduce nel non poter attaccare la propria tomba alla rete di un concorrente di tale società.
il fatto che il pannello solare sia equiparato ad una società alternativa è di una assurdità inaudita. Questi vogliono sostenere che il sole (che essendo in un cimitero potremmo anche identificare con il Padre Eterno o in alternativa il Dio Ra se siamo nella zona per non cattolici) è concorrente commerciale della loro società?
ma per piacere!
come sono libero di non mettere il lumino sono libero di mettere un lumino a pile o di mettere un pannellino solare. Non sono invece libero di mettere un lumino che vada con la corrente dell’Enel ad esempio.
3350
17 mag 2010 - 11:46 - #11X _GhostRider_:
non metto in dubbio quanto dici, ma quando sarà ora di smaltirli vedremo…
_GhostRider_
17 mag 2010 - 11:58 - #12@3350
Ma anche fossero abbandonati, non hanno (a parte i pannelli contenenti cadmio) materiali tossici a bordo…è più pericolosa una batteria al piombo.. o le pilette al mercurio, e di quelle ne vengono abbandonate/buttate alla c@zzo una marea..
tassinarimauro
17 mag 2010 - 13:47 - #13Io riposo meglio al buio; non sprecate pannelli FV.