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Golfo del Messico, al via il secondo tentativo con il tubo collettore da 15 cm

Pubblicato: 16 mag 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Dopo il primo tentativo fallito, Bp ci riprova e insiste nel voler inserire nella falla un tubo da 15 cm di diametro che funga da collettore. Il piano è aspirare il greggio che esce e farlo salire su per un tubo di 1500 metri fino alle navi cisterne.

Secondo Bp questa al momento è l’unica soluzione possibile e che abbia un basso impatto ambientale, giusto per non complicare ulteriormente la situazione già catastrofica nel Golfo del Messico.

Il Presidente Obama, dal canto suo, ha incontrato tre esperti in ingegneria nucleare, giusto per capire se con qualche testata nucleare sia possibile fermare la perdita equivalente a circa 5000 barili di greggio al giorno.

Via | CNN,

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • ::: my blog :::

    17 mag 2010 - 00:10 - #1
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    ma è possibile che l’intera stampa mondiale sia diventata un covo di imbecilli patentati???
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    Obama si consulta con tre scienziati nucleari (molto probabilmente per la loro esperienza in incidenti in centrali civili) e tutta la stampa mondiale scrive che vuole BOMBARDARE il pozzo con delle “esplosioni nucleari controllate”!!!!!!!!!!!!!
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    e temo che nessuno di loro lo abbia detto ironicamente!!!!!!!!!!!!
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    c’è solo un tubo di 50 centimetri che perde petrolio da tappare, non attaccare la Corea del Nord, quindi, usare anche la più piccola carica nucleare, sarebbe come ammazzare una mosca con una bomba da una tonnellata lanciata da un B2!!!!
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  • ::: my blog :::

    17 mag 2010 - 00:13 - #2
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    non solo, ma, alcuni giornali hanno scritto anche che l’idea di bombardare il pozzo con un testata atomica gliela avevano suggerito i russi… :|
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  • alessio9

    17 mag 2010 - 15:37 - #3
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    #2 il consiglio è stato publicato da un giornale russo,che ha detto che l’ unione sovietica in passato ha fatto cosi,ma sotto acqua non è mai stato testata.

    Nell’ex Urss le perdite di petrolio, come sta avvenendo nel golfo del Messico, sono state risolte con esplosioni nucleari controllate. Lo dice il quotidiano russo Komsomoloskaya Pravda. ‘In passato questo metodo e’ stato usato 5 volte - scrive il giornale - la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 Km di profondita”. L’esplosione spinge le rocce che chiudono la falla.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/05/12/visualizza_new.html_1791322568.html

  • alessio9

    17 mag 2010 - 15:38 - #4
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  • ao

    17 mag 2010 - 16:30 - #5
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    O__O wow…. dopo esce godzila dalla falla… so sicuro

  • ::: my blog :::

    17 mag 2010 - 19:34 - #6
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    a parte che le notizie riguardo alla ex Unione Sovietica vanno prese con le molle… gli ignorantissimi giornalisti russi che l’hanno pubblicata e i non meno ignoranti giornalisti internazionali che l’hanno ripresa, dovrebbero sapere che le esplosioni nucleari sotterranee sono proibite da almeno vent’anni da un trattato intenazionale, per cui, probabilmente, non esite più neanche la tecnologia ed il know-how per farle oggi

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    18 mag 2010 - 11:14 - #7
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    @ ao
    HAHAHAHA!!!! =.D Sei un grande!!!

    @alessio9
    Se non erro le esplosioni nucleari sono vietate in atmosfera e permesse sotto terra/sott’acqua (ricordi Muroroa), perche’ ai bei tempi della guerra fredda c’erano molti diti su tastoni rossi, e rilevare un’esplosione nucleare avrebbe potuto innescare reazioni letali per tutti. Detto questo, non credo che un’esplosione nucleare aiuterebbe.