Greenpeace in Francia ha pubblicato una utile guida per scansare gli alimenti OGM o presunti tali. Infatti nella lista compilata dall’associazione ambientalista compaiono famosi marchi tra cui gli yogurt Actimel e Activia sospettati di contenere percentuali di OGM. Almeno in Francia. E in Italia? Ci sono nei nostri supermercati gli stessi prodotti dei francesi o c’è qualche differenza rispetto alle materie prime usate? (se ci sono conferme o smentite da parte dei produttori le accolgo e pubblico ben volentieri NdR)
Greenpeace per compilare la sua lista di prodotti ha inviato alle aziende interessate dall’indagine un questionario in cui, in una sorta di autocertificazione, chiedeva che tipo di alimentazione avessero ricevuto gli animali da cui sono derivati i prodotti in esame. Non solo: i détectives OGM hanno scandagliato tutti i supermercati e ipermercati francesi segnalando in un immenso database, quartiere per quartiere e regione per regione, chi vende e quali prodotti contaminati da OGM.
Il punto è questo: molti allevamenti nel mondo nutrono gli animali con mangimi OGM. Di conseguenza tutti i sottoprodotti, come latte, uova, carne ecc. sono perciò contaminati da OGM che entrano così nella catena alimentare umana. Il fatto che poi questa percentuale di OGM non sia dichiarata in etichetta deriva dal fatto che essa è inferiore allo 0,9% (0,9 grammi per chilo), tanto è il limite di tollerabilità negli alimenti convenzionali stabilito da una direttiva comunitaria.
Greenpeace dunque ha distinto i prodotti esaminati in tre macro-aree contraddistinte da tre smiles: in rosso, in arancione e in verde. Con lo smile rosso sono indicati tutti quegli alimenti per cui le aziende non hanno certificato che derivino da animali nutriti senza mangimi OGM; finiscono in questa categoria i prodotti di quelle aziende che non hanno risposto alla richiesta; lo smile verde contraddistingue i prodotti e sottoprodotti ottenuti da animali nutriti senza OGM; lo smile arancione, infine, indica che il produttore ha avviato una policy per l’esclusione della lavorazione di prodotti e sottoprodotti animali derivati da animali nutriti senza OGM ma che non può garantire ancora che non siano presenti del tutto.
Ecco dunque comparire nell’elenco con lo smile in rosso alla sezione yogurt Actimel, Activia, Danacol, Danao e Danette, ad esempio; tra i biscotti ci sono anche quelli della Mulino Bianco; non si salva neanche il Cornetto Unilever. La lista dei prodotti contraddistinti dallo smile verde è desolatamente scarna.
planetx
17 mag 2010 - 17:38 - #1” Di conseguenza tutti i sottoprodotti, come latte, uova, carne ecc. sono perciò contaminati da OGM che entrano così nella catena alimentare umana”
Se mangio un organismo vivente, non ho pezzi di genoma che mi entrano in circolo, nè attraverso il sangue, nè fanno parte dei miei muscoli. Le mucche non hanno geni in circolo quando si mangiano erba GM, come allo stesso modo io non ho i geni del pollo che mi mangerò stasera nel mio circolo sanguigno. I geni NON ENTRANO NELLA CATENA ALIMENTARE! Non sono molecole che si accumulano, non sono inquinanti, non sono radioattivi! Sono pezzi di DNA, e vengono digeriti come qualunque altro pezzo di DNA.
Essere anti-OGM è una posizione rispettabile. Scrivere cazzate no.
filippo-riccio
17 mag 2010 - 18:16 - #2“molti allevamenti nel mondo nutrono gli animali con mangimi OGM. Di conseguenza tutti i sottoprodotti, come latte, uova, carne ecc. sono perciò contaminati da OGM che entrano così nella catena alimentare umana.”
Direi proprio di no… a meno che non parliamo della zombizzazione dei film di Robert Rodriguez!
Galdo607
17 mag 2010 - 20:08 - #3“deriva dal fatto che essa è inferiore allo 0,9% (0,9 grammi per chilo)”
0,9 per cento.. significa 9 grammi per chilo, non 0,9 grammi per chilo..
Mah.. eppure non è molto difficile sta proporzione
bhmt
18 mag 2010 - 07:20 - #4A prescindere da tutti i discorsi, dovrebbe essere obbligatorio indicare in etichetta quali prodotti sono Ogm e quale no, per dare una concreta possibilità di scelta all’acquirente. Io non voglio mangiare ogm, punto, se gli altri vogliono possono benissimo farlo, ma io non voglio. Già ora, quando vado al supermercato e vedo i pomodori più tondi e lucidi di quelli finti in ceramica per centrotavola mi fanno veramente impressione. Comunque nessuno calcola tutti i pasti che vengono consumati fuori casa. Cosa sapete che il pizzaiolo o il ristoratore di turno non prende prodotti ogm di primo prezzo?
alter_ego
18 mag 2010 - 10:00 - #5Grazie Planetx, mi stavo preoccupando… ma chi crede che il DNA di cio’ che mangia passi nelle sue cellule (come succederebbe agli animali di allevamento), pur mangiando solo BIO e non OGM(???), non e’ nel panico?
Insomma, se mangio vegetariano comincero’ a secernere clorofilla, se mangio uova di polli free range mi cresceranno le penne… forse dovrei essere antropofago per restare 100% umano!!!
DINO5
19 mag 2010 - 14:29 - #6il pocesso digestivo distrugge il dna ……..
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MA GLI ECOTONTI SONO DEI CEREBROLESI ….CHE VUOI CHE NE CAPISCANO .
caspitina
05 ago 2010 - 13:23 - #7W gli ecotonti.
Se vi fa piacere saperlo, quasi TUTTE le vacche italiane, soprattutto del nord italia, mangiano OGM, che vi piaccia o no :D
ed io sono contenta, un ogm vuol dire meno pesticidi e meno tossine nei mangimi