Nelle isole Taiji è allarme mercurio: colpa della carne di delfino

Alcuni mesi fa il documentario "The Cove" aveva puntato i riflettori sulle isole Taiji, in Giappone, per fare luce sulla mattanza atroce dei delfini che annualmente, nell'arco di 6 mesi, qui si verifica. Oltre 23.000 cetacei vengono catturati illegalmente in queste acque per lo più a scopi alimentari o per rimpinguare gli acquari di tutto il mondo. Un giro d'affari valutato in oltre due miliardi di dollari ogni anno. Eppure, questo giro d'affari rischia di costare molto di più, in termini di salute umana oltre che di sostegno alla biodiversità....

Oggi, quest'arcipelago è di nuovo nel mirino della stampa nazionale e internazionale a seguito di uno studio condotto dal National Institute for Minimata Disease che ha effettuato prelievi su un campione di 1137 persone - su circa 3.550 abitanti - residenti nelle isole Taiji. Le analisi hanno rapidamente evidenziato nel sangue dei "protagonisti" dei livelli di mercurio estremamente alti e nettamente superiori alla media nazionale giapponese. Inutile aggiunger che, secondo il direttore dell'istituto, Koji Okamoto, esiste una connessione diretta tra i risultati ottenuti e l'alimentazione della popolazione costituita, prevalentemente, dalla carne dei cetacei, balene e delfini in primis.

I giapponesi temono moltissimo l'avvelenamento da mercurio specie dopo i devastanti effetti del prolungato incidente verificatosi a cavallo tra gli anni '50 e '60 nella baia di Minamata, ad opera dell'industria chimica Chisso Corporation... Forse, gli echi di quella tragedia e i recenti risultati dello studio del National Institute for Minimata Disease potranno rappresentare, finalmente, un valido deterrente alla pesca degli odontoceti nelle acque nipponiche...

Via | earthweek
Foto | Flickr

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