Gela, botto al petrolchimico: il presidente di Ecotec si precipita in città

Gela, botto al petrolchimico: il presidente di Ecotec si precipita in città

È atterrato in mattinata a Catania per arrivare a Gela un paio d’ore dopo il presidente dell’Ecotec, decollato da Roma per toccare con mano la situazione allo stabilimento delle acque sodiche sito all’interno della raffineria che ieri pomeriggio ha fatto il botto. Con lui, da Cagliari, è arrivato anche il responsabile del progetto dell’impianto.

Poco dopo il sopralluogo, una lunga riunione il cui esito è sconosciuto. D’altronde le cause dell’incidente sono tutte da accertare. L’esplosione, invece, è stata molto forte e si è sentita da lontano, fin dentro la città.

L’operaio è rimasto ferito, per fortuna in maniera non grave, è stato dunque assai fortunato: con la deflagrazione l’intero serbatoio è andato distrutto ed alcune parti della struttura in metallo sono state catapultate a decine di metri di distanza. Il sindacato, nel frattempo, minimizza: secondo il segretario provinciale della Uilcem di Caltanissetta, Silvano Ruggeri, si è trattato di un piccolo incidente anche se forse si tratta di una presa di posizione un po' affrettata che assomiglia molto alle classiche dichiarazioni che seguono gli incidenti nei poli petrolchimici di tutta Italia.

L’impianto di trattamento delle acque sodiche, che ha il compito di abbattere solfuri, fenoli ed altre sostanze inquinanti, presenti nelle acque sodiche provenienti da altri impianti della raffineria è quasi nuovo: è entrato in funzione nel 2008. Considerata l'entità dell'esplosione, poi, è assai difficile che l'operaio ferito si trovasse vicino al serbatoio saltato in aria: di lui sarebbe rimasto ben poco.

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