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I piccoli mammiferi sono più esposti ai rischi del riscaldamento globale

Pubblicato: mercoledì 26 maggio 2010 da missunderstanding

scoiattolo

I piccoli mammiferi sono esposti al rischio di estinzione a causa del riscaldamento globale, come ha dimostrato uno studio dell’Università di Stanford condotto in Nord America, che ha tenuto conto della capacità di sopravvivere e di adattarsi dei piccoli mammiferi e delle conseguenze della diminuzione degli esemplari sulla biodiversità.

I piccoli mammiferi sono animali molto comuni, che però giocano un ruolo fondamentale negli ecosistemi: servono a disperdere i semi, ad arieggiare il suolo, sono prede per animali più grandi. Molte delle specie, tra cui gli scoiattoli, stanno attraversando una fase di declino, che precede la fase di estinzione, mentre specie più aggressive, come il topo cervo, sopravvivono rimpiazzando le prime.

Ciò comporta degli squilibri negli ecosistemi che non possono sopravvivere senza quei piccoli animaletti che avevano un ruolo fondamentale nella catena alimentare e nella tutela della biodiversità e che oggi risentono enormemente dei cambiamenti della temperatura e delle conseguenze del riscaldamento globale.

Foto | Flickr

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Mauriziosat,9

    26 mag 2010 - 11:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    peccato ….che non c’è nessun riscaldamento globale ….e neppure locale.

  • Profilo di axe

    axe

    26 mag 2010 - 13:33 - #2
    1 punto
    Up Down

    ma sbaglio o parecchi milioni di anni fà chi ne ha risentito di + del cambiamento cliamtico sono stati i grossi rettili, chi ne ha risentito meno sono stati i piccoli mammiferi ?

  • Mauriziosat,9

    26 mag 2010 - 17:47 - #3
    0 punti
    Up Down

    infatti …..

  • Profilo di ganavion

    ganavion

    31 mag 2010 - 09:23 - #4
    0 punti
    Up Down

    I cambiamenti climatici ci sono sempre stati. E ci sono sempre state le estinzioni delle specie, come è stato per i mammuth, per i dinosauri, per le tigri a denti di sciabola.
    L’unica speranza per le specie a rischio è il progresso umano. Solo l’amore dell’uomo per gli animali può salvarle dai pericoli che il futuro le riserva.
    Supponete che arrivi un grosso asteroide (ce n’è uno, che si chiama Apophis, che dovrebbe arrivare intorno al 2036, con una probabilità minima, 1/250.000 di colpire la Terra)….cosa farebbe un mondo in cui il “cancro del pianeta” (come viene chiamato da certi ambientalisti), ovvero l’uomo si fosse estinto, come vorrebbero sempre quegli ambientalisti ?
    Il pianeta, privato del suo migliore alleato, l’uomo, si beccherebbe l’asteroide nelle reni, senza nulla poter fare, e buona notte ai suonatori, ed anche a tante specie di animali.
    Se invece l’uomo continuasse sulla via del progresso, magari non saremmo pronti per Apophis (quello del 2036, ma ci conforta la probabilità), ma forse potremmo in un futuro non tanto lontano elaborare strategie di difesa da questi assassini vaganti.
    Ma è essenziale che il progresso vada avanti.
    Le forze reazionarie e conservatrici hanno scatenato l’ambientalismo, come reazione al progresso, cercando di de-sviluppare la Società, aspirando ad una de-crescita. Il web è pieno di porposte di queste forze conservatrici e reazionarie ambientaliste, ovviamente ben rappresentate dai reali d’Inghilterra, e da gente come i Rotschild e Rockfeller, e il loro Club di Roma.
    Tutta gente che vorrebbe colpire l’Occidente più intelligente ed attivo, quello progressista, quello che ha creato i diritti (che non esistono in Natura).
    Domandate ad un leone che sta per azzannare una gazzella che diritti avrebbe quella poveraccia. Domandate ad un maschio dominante in un branco che diritti abbiano gli altri maschi.
    Allora forse capirete che i diritti sono un’invenzione della civiltà occidentale, civile e democratica, e si fondano su una certa agiatezza economica. Senza soldi i diritti rimangono sulla carta, come forse qualcuno di voi avrà già sperimentato.
    Al progresso dobbiamo una vita più lunga, una maggiore speranza di contrastare le malattie, una maggiore agiatezza, la possibilità di occuparci di cose non strettamente indispensabili alla sopravvivenza, eppure belle, come l’arte, il cinema, la canzone, il calcio e lo sport in generale, il giornalismo, il teatro e via dicendo…tutti mestieri impensabili in una società preistorica.
    E, a differenza degli antichi, abbiamo inventato le pensioni, l’assistenza agli invalidi, il sussidio ai disoccupati, la cassa integrazione (che non è “causa” della mancanza di lavoro, ma un ammortizzatore sociale per permettere al lavoratore di vivere quando il lavoro non c’è), le leggi che difendono i più deboli.
    Certo, i forti hanno sempre qualche carta in più, ma in un sistema progredito e democratico devono confrontarsi colle leggi e sono da quelle limitati, a differenza di dove latiti la democrazia, dove il potere dei forti è immenso e quello dei deboli nullo.
    Tutto questo ovviamente non fa comodo ai forti, che hanno inventato l’ambientalismo contro la democrazia, sperando che la gente si auto-rovini nel nome di principi fasulli, ma imposti colla forza dei media.
    Non è un caso che dagli ambienti ambientalisti vengano richieste di sospensione della democrazia in nome del “salvataggio del pianeta”.
    E’ come se in uno zoo un leone chiedesse l’apertura delle gabbie in nome della libertà…povere gazzelle se qualcuno fosse così pazzo da ascoltarlo.
    Quanto a queste notizie di estinzione di varie specie… cala trinchetto.
    Gli orsi bianchi nel 1950 erano circa 5000, ed ora sono tra i 20 e i 25 mila. Come vorrei che i miei soldi si estinguessero alla stessa maniera !
    Del resto gli orsi vivono a tutte le latitudini e in tutti i climi. Ricordate l’orso Balù del libro della giungla ?
    Non è il clima, ma la caccia, il vero pericolo per queste bestie pericolose.
    I mammiferi hanno dimostrato ottime capacità di adattamento.
    Stanno studiando come reagisce l’animale alle temperature. certo che reagisce ! se non lo facesse si estinguerebbe davvero. Anche l’uomo, quando fa freddo si copre e mangia di più, e quando fa caldo si veste leggero e si abbronza.
    Ma è l’adattamento la risposta giusta, non la mitigazione.
    In altre parole, se viene l’inverno o l’estate, siamo noi a doverci adattare, e ci riusciamo benissimo, e sarebbe pazzesco pretendere invece di creare un inverno tiepido e un’estate fresca.
    Pensare poi di ottenere il governo del clima agendo sulla CO2 è semplicemente ridicolo.
    Secondo me.

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