Bp mette un tappo alla perdita di petrolio, ma la marea nera non si arresta

il piano della Bp per recuperare il greggio

Mancano solo gli interventi di Bugs Bunny o Superman. Gli ingegneri di Bp per chiudere la falla a 1500 metri di profondità nel Golfo del Messico, stanno letteralmente provando ogni soluzione. Il maledetto buco non si riesce a chiudere, nonostante l'ira del presidente Obama che così tenta di dare voce e corpo alla frustrazione degli americani.

Per ora è stata posizionata una specie di campana che non ferma del tutto la fuoriuscita di greggio ma aiuta a contenerla. Entro 12-24 ore si saprà se salta come un tappo di spumante. Il tempo purtroppo non non gioca a favore e più passano i giorni è più diventa grave il disastro causato. Bp, intanto non ha piacere che troupe televisive e fotografi si avvicinino alle zone costiere contaminate. Riferisce Michael Brune, attivista ambientalista:

Abbiamo visitato le zone in cui la marea nera comincia a raggiungere la riva e appare come una miscela di acqua e frammenti di petrolio, milioni di chiazze di greggio che approdano nelle zone acquitrinose e le saline con un effetto devastante.

A complicare ulteriormente (semmai ce ne fosse stato bisogno!) la già delicata situazione dell'ecosistema, l'uso massiccio di Corexit, il solvente usato per sciogliere il petrolio. Infatti l'Epa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente americana ha spiegato che l'impatto di queste sostanze sull'ecosistema marino, a lungo termine, non è prevedibile, ma certamente non sarà benefico.

Dopo il salto il video del Wsj.

Foto | Wsj

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