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Consumo di carne e allevamenti intensivi: la voce di chi li difende

Pubblicato: 08 giu 2010 da Marina

Commenti dei lettori

Allevamenti intensivi: la voce di chi li difende

Su Ecoblog abbiamo spesso scritto di come il consumo di carne sia legato ad uno sfruttamento delle risorse piuttosto pesante per il nostro ecosistema. Abbiamo anche invitato a non mangiare carne, derivati e pesce per una volta a settimana, come contributo e in fondo piccolo sacrificio a contenere i consumi e dunque lo spreco di risorse.

Ebbene mi scrive il buon caro dottor Costa, Clayco, veterinario che punto per punto ribatte che non sono gli allevamenti intensivi una delle cause del global warming, nè dell’inquinamento, nè di ogni sfruttamento di risorsa. E’ giusto, ovviamente dare voce anche all’altra campana. Punta il dito Costa contro Carrello della spesa virtuale, l’iniziativa del WWF in cui attraverso la simulazione di una spesa tipo, è calcolata l’impronta ecologica di un nucleo familiare.

Spiega nel suo articolo, tra l’altro pubblicato su Climate Monitor che è sbagliato accusare gli allevamenti di essere fonte di emissioni di metano, gas serra, che contribuisce al riscaldamento del Pianeta, perché:

Il metano zoogenico non determina ulteriore riscaldamento perché non si accumula in atmosfera, ma è in ciclo, quello di oggi sostituisce quello di 4-12 anni fa senza alterare la concentrazione globale quindi senza provocare ulteriore riscaldamento. Mentre se lo si trasforma in CO2 equivalente si incorre nell’errore di valutare come aggiuntiva la CO2 equivalente e quindi causa di riscaldamento. Lo stesso vale per il protossido di azoto zoogenico che è sempre in ciclo anche se la sua lifetime è più alta e si accumula, però il protossido di azoto proviene dalle fonti azotate nell’ordine del 2% sull’azoto presente siano essi concimi minerali o reflui zootecnici. Gli agricoltori che utilizzano i reflui zootecnici correttamente non usano i concimi minerali quindi nulla cambia per le emissioni di protossido in atmosfera. Inoltre, sempre secondo l’IPCC. il GWP va preso in considerazione per 100 anni e non per 20 come fa il WWI e tanti altri, perchè si presume che il CO2 abbia un’azione riscaldante per 100 anni che è il tempo di accumulo medio del CO2 in atmosfera secondo l’IPCC, se invece fosse 20 anni l’accumulo medio del CO2 le proiezioni di riscaldamento a fine secolo dovrebbero essere molto più basse.

Il resto dell’intervento dopo il salto.

Falce e carrello è un libro di Bernardo Caprotti, presidente e socio fondatore dei supermercati Esselunga che denuncia come le amministrazioni locali abbiano favorito la COOP a scapito di altre catene. Mi è venuto in mente questo libro perché Il WWF ha appena lanciato una campagna “Il carrello della spesa virtuale“ per far cambiare le abitudini alimentari degli italiani, il cui motto potrebbe essere sintetizzato con “Devi diventare vegetariano per salvare il pianeta” cioè “Global Warming e Carrello”.

Su Panda di Febbraio 2010 Fulco Pratesi lancia l’iniziativa di abbattere le emissioni facendo una opportuna cernita nei prodotti alimentari. Questi alcuni dei suoi consigli:

“I nostri soci sanno già come comportarsi tra pentole e fornelli : poca carne bovina…Se avete scelto come ognuno dovrebbe fare la dieta vegetariana, ricordatevi che non è indispensabile assoggettarsi al tofu, agli azuki, alla soia ed ad altri prodotti esotici, spaghetti olio e peperoncino, melanzane alla parmigiana, orecchiette con le cime di rapa, purea di fave con cicoria ecc”

Poi la domanda del giornalista:

“Un altro fronte antidisboscamento (per costruire pascoli) è quello che parte dalla scelta vegetariana. Inoltre i vegetariani ritengono che eliminando lo spreco di cereali per la produzione di carne (sette chili per uno di carne, per non parlare del consumo d’acqua), si potrebbe risolvere il problema della fame nel mondo, lei che ne pensa? Lei mangia carne?”

Ecco i soliti confronti a peso tra cereali e carne che oltre a non essere corretti non significano nulla. Riguardo la fame nel mondo ridurre la zootecnia nulla cambierebbe, perchè il prezzo dei cereali è vero che oscilla ( e c’è speculazione) tra domanda e offerta ma è altresi vero che è molto vicino al costo di produzione e sotto non può andare perchè gli agricoltori se lavorano in perdita non seminano. Inoltre eliminare la zootecnia non cambierebbe la povertà che ha mille radici. I poveri anche senza zootecnia non avrebbero i soldi per comprarsi cereali. Anzi decine di milioni di persone nel mondo vivono esclusivamente di pastorizia ovina e bovina in zone montuose, aride, semiaride, tundre, steppe e savane dove non esiste altra forma di sostentamento, perchè improduttiva. Eliminare la zootecnia significherebbe ridurre questi popoli alla fame.
Il presidente del WWF risponde al giornalista così:

“Non solo quello della fame, pensi all’influenza dei polli, che viene creata proprio mangiando carne. Meno carne si mangia sicuramente meglio si sta. Io non ne mangio, eccettuata qualche volta quando sono invitato fuori e non si può farne a meno. Sono comunque un vegetariano anche se non completamente; a volte si fanno dei piccoli peccati, così come sono un cattolico anche se non praticante al 100%.”1

Il Pratesi immagino voglia sottolineare che senza i polli non ci sarebbero malattie come l’aviaria, perchè la trasmissione dell’influenza con le carni è molto difficile, nessuno mangia il pollo crudo e il virus nell’ambiente esterno è poco resistente, la trasmissione avviene soprattutto attraverso il contatto con animali infetti e la diffusione avviene in particolare con i volatili selvatici migratori.

In UE l’aviaria divenne pericolosa perchè colpì gli uccelli migratori e questi la diffusero. L’aviaria è il classico esempio di catastrofismo zoogenico montato dai media, in cui l’allarme si è rivelato assolutamente infondato, ma ha lasciato enormi danni a tutta la filiera della carne avicola dai mangimifici fino al supermercato.
Lo stesso vale per l’influenza suina: chi ha venduto i vaccini è ancora in vacanza a festeggiare.

La spagnola del 1918 che uccise 50 milioni di persone era una aviaria e ai tempi ancora non c’era la zootecnia industriale, il consumo di carne procapite era bassissimo, la popolazione molto meno numerosa e la mobilità di persone e avicoli, molto bassa rispetto ad ora. Anche in quel caso il contagio in Europa avvenne tramite gli uccelli migratori.
C’è un virus che provoca la Nipah che si trasmette con la frutta tropicale contaminata dai pipistrelli che ne sono portatori sani. La Nipah è una malattia che si manifesta con sintomi influenzali, colpisce uomini e animali e può portare a morte: in Malesia sono morti circa 100 uomini e sono stati abbattuti circa 1 milione di suini infetti. Stavolta il virus si genera masticando frutta che fa parte della dieta vegana, non la carne.

Qui i consigli dei soci del WWF sul consumo di carne:

“Agli animali vengono somministrate quantità notevoli di antibiotici per curarli dallo stress e spesso anche ormoni e estrogeni, che sarebbero vietati dalla legge. Preferisci la carne biologica, così sarai sicuro di quello che mangi. Costa di più è vero: potrebbe essere l’occasione buona per mangiarne anche di meno. Diventa vegetariano o almeno limita al minimo il consumo di carne e derivati animali: la produzione di carne è ladra di risorse. Destinando un ettaro di terra all’allevamento bovino otteniamo in un anno 66 Kg di proteine, mentre destinando lo stesso terreno alla coltivazione della soia otterremmo 1848 Kg di proteine, cioè 28 volte di più! Inoltre, il contributo all’effetto serra dato dagli allevamenti grazie al metano è circa pari a quello dato dalla totalità del traffico degli autoveicoli nel mondo. Infine, l’alimentazione vegetariana oltre che avere un bassissimo impatto ambientale, se equilibrata è anche molto salutare. Scegliendo una dieta vegetariana è possibile diminuire i disboscamenti che avvengono per fare spazio agli allevamenti. Non è l’ unico motivo per cambiare la propria alimentazione: chi ama veramente tutti gli animali non li mangia! Fai attenzione a non consumare più carne di quella necessaria. Gli allevamenti consumano il 40% dei cereali mondiali: e se mangiassimo anche solo il 10% di carne in meno, consentiremmo a 60 milioni di persone in più di nutrirsi adeguatamente.”

Abbiamo già analizzato che la carne biologica richiede più terra, più energia e comporta più malessere per gli animali. In UE gli antibiotici sono ammessi solo per terapia e solo con ricetta, sono quindi somministrati sotto stretto controllo veterinario, negli USA invece gli antibiotici e gli ormoni sono ammessi come promotori di crescita, ma non devono lasciare residui nei prodotti.

I coniugi vegetariani Pimentel in questa pubblicazione affermano che in equipollenza proteica:

“ Per ogni 1 kg di di proteine di origine animale di alta qualità prodotto, i bovini vengono nutriti con circa 6 kg di proteine vegetali quindi con un rapporto di circa 1 a 6, 1 a 2,3 per il pollo,”

L’equipollenza tiene conto del valore biologico, della digeribilità e dell’appetibilità della proteina, gli stessi Pimentel dichiarano:

“ La proteina di origine animale è una proteina completa basata sul suo profilo di aminoacidi (cioè ha un’alta costellazione aminoacidica) e ha circa 1,4 volte il valore biologico delle proteine del grano”

L’impostazione della ricerca Pimentel è completamente superata, perchè

* non va considerata solo la carne ma tutto l’edibile (trippe cotiche frattaglie ecc) più l’edibile zootecnico ( cibo per cani e gatti);
* va considerato anche il non edibile, pellami piumini e lana, e tutti i reflui;
* vanno stornati dalle razioni i sottoprodotti (crusche, melassi, buccette, sieri di latte, oli esausti, panelli di estrazione, farine di scarti alimentari ecc); perchè si rischia di conteggiarli due volte ad es la crusca la si conteggia nella produzione del grano quindi va stornata dalla produzione di mangimi. In UE i sottoprodotti costituiscono minimo il 20% fino al 40% delle razioni
* vanno stornati i pascoli e i foraggi delle zone marginali che non potrebbero comunque produrre altro;
* vanno considerate razioni reali europee e non quelle americane a base di fieno e fiocchi di mais, che per gli allevatori italiani sono inconcepibili. Ci vogliono13 kg di granaglie e 17 di fieno per fare 1 kg di manzo secondo i Pimentel. In Italia in particolare la base dell’alimentazione bovina è il silomais che ha una produzione Ha altissima 350 ql/Ha in ss contro i 35 ql/Ha della soya in ss. In Italia gli allevatori di bovini da latte e da carne stanno scegliendo sempre più il doppio raccolto annuale grazie alle tecnologie di insilamento. Gli insilati sono foraggi, cioè mangimi a base di cellulosa. Quindi con l’insilato di mais autunnale e l’insilato di orzo in tarda primavera la produzione all’ettaro annuale può arrivare a 450 ql /Ha di ss contro i 35 ql/Ha della soia. Il rapporto 1 a 28 nell’uso della terra non è reale, vale solo per le razioni costituite prevalentemente da erba di pascolo..

Analizzando l’uso della terra tenendo conto di tutte queste voci il rapporto in equipollenza scende di molto rispetto al rapporto 1 a 28 per i bovini ancora meno per i suini e polli.
Questo tipo di impostazione nel proporre confronti tra diete diverse vale anche per valutare le emissioni dall’azienda al piatto di diete diverse, anche nel caso di equivalenze caloriche, cioè quando la proteina animale è sostituita da un equivalente calorico in amidi e grassi vegetali.

Cito l’articolo “ carne e ambiente“ del WWF svizzera:

“Il consumo eccessivo di carne ha pure delle ripercussioni sull’ambiente. A livello di riscaldamento climatico, un pasto ricco di carne e cucinato con ingredienti importati “emette” fino a 9 volte più CO2 di un pasto vegetariano cucinato con prodotti locali. E ci vuole una quantità d’acqua cinque volte superiore per produrre le proteine di manzo rispetto a quelle di soia.”

La zootecnia non consuma l’acqua ma la utilizza, ridurre la zootecnia non cambierebbe il ciclo dell’acqua. In agricoltura compresi i campi coltivati per la zootecnia, l’acqua dalla falda torna in falda o evapora e torna comunque sulla terra in 48 ore, lo stesso per l’acqua utilizzata negli allevamenti che rientra sui terreni con i liquami.

Secondo J. Rifkin si deve tassare la carne.

“La produzione di carne è in assoluto la seconda causa di emissioni di gas serra sul pianeta. Potrei citare Rajendra Pachauri, premio Nobel per la pace nel 2007 insieme ad Al Gore, il quale ha dichiarato pubblicamente che la migliore soluzione per contrastare il cambiamento climatico è la riduzione del consumo di carne…….Negli Usa, invece, non è successo nulla. Si va avanti con l’industrializzazione degli allevamenti, con le bestie tenute in spazi ristretti che favoriscono la diffusione di virus che mutano a contatto tra un esemplare e l’altro. L’ultimo caso è l’influenza suina, prima c’era stata l’aviaria. Dobbiamo svegliarci! Se questa maniera di fare agricoltura è nociva per gli animali, lo è anche per la popolazione, per l’ambiente e per il pianeta….Si parla di come tassare le emissioni di anidride carbonica, come già avviene per il petrolio, ma non si parla di tassare la carne. Perché? Ricordiamoci che l’uomo è onnivoro e che i nostri antenati erano cacciatori occasionali. Siamo stati disegnati biologicamente per ingerire un grande quantitativo di frutta e verdura e poca carne.”

L’uomo è adatto a digerire proteina animale cruda perchè ha uno stomaco acido, ricco di enzimi come tripsina, pepsina e lipasi che lo permettono, mentre è poco adatto a digerire la proteina vegetale cruda che risulta indigeribile se non tossica, inoltre i resti preistorici dimostrano che l’uomo si cibava di grandi quantità di carne.
Cito da qui:

“trovato i resti arrostiti di un mammuth femmina e di un vitellino dello stesso animale non più alto di un metro e mezzo. Sono stati trovati resti anche di una volpe artica, un ghiottone, un orso, e resti di cavalli, renne e lepri. La cosa che più stupisce i ricercatori è l’aver scoperto che il modo in cui il mammuth veniva cotto è simile a quello di un moderno barbecue dei giorni nostri: «Una serie di pietre riscaldate da sotto attraverso un fuoco, sulle quali venivano poste varie parti dell’animale», ha spiegato il ricercatore”

Come già detto l’errore principale nella stima del ruolo zoogenico sul riscaldamento globale è quello di considerare il valore del CO2 equivalente come se determinasse una forzante radiativa continua, cioè come se fosse tutto carbonio aggiuntivo.
Il CO2 equivalente è ottenuto sommando all’emissione di CO2 necessaria alla produzione lungo tutta la filiera (che è carbonio aggiuntivo) il metano e il protossido d’azoto zoogenici moltiplicati per l’indice di riscaldamento potenziale GWP che per il metano è circa 21/33 a seconda degli autori, mentre per il protossido d’azoto N2O è 310. Su questo l’IPCC è molto chiaro, il confronto è solo indicativo, perchè il calcolo delle forzanti radiative deve essere fatto separatamente per ogni tipo di gas climalterante proprio per non andare incontro ad errori.
Il metano zoogenico infatti non altera la concentrazione atmosferica a differenza del CO2 antropogenico, quindi è un errore sommarli come CO2 equivalenti, ed è un errore calcolare la forzante radiativa sul CO2 equivalente. Le termiti da sole emettono 21 TgCy di metano anno contro 91 TgCy dei ruminanti zootecnici (IPCC AR4) ma nessuno si permette di dire che le termiti daranno sempre più riscaldamento in futuro perché è falso, come è falso per i ruminanti zootecnici. Questo ovviamente se il numero di termiti o di ruminanti non cambiasse nel tempo, nel caso contrario la forzante radiativa riscaldante riguarderebbe solo la quota dovuta all’aumento degli animali e solo per il tempo di permanenza (lifetime) del metano in atmosfera cioè 4-12 anni.

Il metano zoogenico non determina ulteriore riscaldamento perché non si accumula in atmosfera, ma è in ciclo, quello di oggi sostituisce quello di 4-12 anni fa senza alterare la concentrazione globale quindi senza provocare ulteriore riscaldamento. Mentre se lo si trasforma in CO2 equivalente si incorre nell’errore di valutare come aggiuntiva la CO2 equivalente e quindi causa di riscaldamento. Lo stesso vale per il protossido di azoto zoogenico che è sempre in ciclo anche se la sua lifetime è più alta e si accumula, però il protossido di azoto proviene dalle fonti azotate nell’ordine del 2% sull’azoto presente siano essi concimi minerali o reflui zootecnici. Gli agricoltori che utilizzano i reflui zootecnici correttamente non usano i concimi minerali quindi nulla cambia per le emissioni di protossido in atmosfera. Inoltre, sempre secondo l’IPCC. il GWP va preso in considerazione per 100 anni e non per 20 come fa il WWI e tanti altri, perchè si presume che il CO2 abbia un’azione riscaldante per 100 anni che è il tempo di accumulo medio del CO2 in atmosfera secondo l’IPCC, se invece fosse 20 anni l’accumulo medio del CO2 le proiezioni di riscaldamento a fine secolo dovrebbero essere molto più basse.

Tutte le accuse alla zootecnia descritte sono infondate ma stanno trasformando il mercato delle proteine animali facendo danni enormi, che sono quantificabili.

Mi chiedo cosa aspettino le associazioni di categoria ad agire replicando a queste accuse.

Foto | Fino alla fine

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21 commenti

Commenti dei lettori

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  • Andreaxxx

    08 giu 2010 - 16:39 - #1
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    ricordiamoci anche che l’olocausto e’ un’invenzione (disclaimer: sono sarcastico)

  • Mattiass

    08 giu 2010 - 17:25 - #2
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    Haha, il dottor Costa quando si parla di inquinamento degli allevamenti c’è sempre, spesso a minacciare querele contro chi rivela le malefatte degli allevatori (come ad esempio ha fatto la trasmissione Report). Ma va ricordato che è un veterinario che è a stretto contatto con gli allevamenti, diciamo che son il suo lavoro. Ne consegue che la sua credibilità è a 0 perchè in pieno conflitto di interessi, in quanto non sta difendendo la scienza ma semplicemente il suo posto di lavoro.

    Non stupisce affatto che i suoi scritti siano ospitati su Climate Monitor, l’ennesimo sito di negazionisti… sbufalato n volte da Ugo Bardi (blog Effetto Cassandra) o dal blog di Climi Alteranti e da chiunque abbia la minima cognizione in fatto di climatologia. Quando parlano di aumento del ghiaccio polare, non tengono conto del volume ma solo della superficie, solo per fare un esempio.

    La battaglia per fare emergere la verità è ancora lunga e difficile, ma alla fine i fatti prevarranno sugli interessi.

    Invito la redazione di Ecoblog di non dare spazio sterilmente a questi scritti (in attesa che ci si scanni nei commenti) ma di farli analizzare punto per punto con spirito critico, magari dotandosi di climatologi seri o attenendosi ai consigli FAO/ONU che hanno già speso molte parole sull’inquinamento degli allevamenti intensivi.

  • Profilo di stellarvore

    stellarvore

    08 giu 2010 - 18:45 - #3
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    Per una volta che, per l’appunto, si propone qualcosa “dell’altra campana”…
    Mi fa ridere che solo per il fatto di provenire da Climate Monitor s’insinui che sia scritto da incompetenti… Solo perchè non aderiscono alla Verità! Almeno lo sforzino di circostanziare le vostre accuse fatelo, ogni tanto…

    Comunque dire che siccome è veterinario (e che quindi con la zootecnia ci ha a che fare OGNI GIORNO) la sua opinione vale zero, allora beh, qual è l’opinione che vale? Quella della casalinga di Voghera?

  • Profilo di aury88

    aury88

    08 giu 2010 - 21:05 - #4
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    senza considerare che, applicando questo ragionamento sempre e comunque allora anche quello che è scritto su ecoblog avrebbe un affidabilità pari a 0.

  • Profilo di alter_ego

    alter_ego

    08 giu 2010 - 22:09 - #5
    1 punto
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    @ stellarvore
    Beh, OVVIAMENTE sei hai degli interessi in qualcosa non sei competente, sei corrotto!
    La competenza oggi e’ una colpa, e va ritorta contro chi la possiede perche’ non ne fa l’uso che l’incompetente crede sia piu’ corretto.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    09 giu 2010 - 09:53 - #6
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    Sicuramente sarà di parte ed avrà i suoi interessi…
    Ma valutiamo quello che ha detto: ha evidenziato tanti aspetti che qualsiasi contadino capisce da solo (senza bisogno di una laurea)
    Per esempio che se in un terreno produco fieno ho una produzione annua per ettaro molto superiore a quello che otterrei con altre colture!
    Così come l’acqua bevuta dagli animali viene restituita arricchita di “fertilizzante”
    -
    Con questo non voglio trarre conclusioni: ridurre l’utilizzo di carne rimane una cosa positiva per tante persone!
    Ma è innegabile che i vegiani per tirare acqua al loro mulino ci hanno raccontato un sacco di frottole!
    Immagino che come al solito la verità stia nel mezzo.

  • Mattiass

    09 giu 2010 - 10:24 - #7
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    Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e azoto al di sopra della norma, perché gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità di queste sostanze presenti nei loro mangimi. Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d’acqua, l’azoto e il fosforo in eccesso in essi contenuti rovinano la qualità dell’acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide.

    Circa il 70-80% dell’azoto fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l’alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli “da carne” viene eliminato nelle feci e nell’urina e finisce nei corsi d’acqua. (Fonte: CIWF, “The global benefits of eating less meat”, CIWF Trust, 2004)

    Questi animali producono enormi quantità di deiezioni: per esempio, la quantità di deiezioni prodotte da una singola vacca da latte equivale a quella prodotta da 20-40 persone.

    Oggi, le deiezioni in eccesso vengono sparse sul terreno, mettendo in pericolo la salubrità delle acque e i pesci che ci vivono. I depositi di deiezioni degli allevamenti intensivi sono spesso dei puzzolenti laghi di escrementi e hanno già causato disastri ambientali in molti stati degli USA, spandendo batteri infettivi nei fiumi circostanti e filtrando fino alle falde acquifere utilizzate come acqua potabile. (Fonte: Natural Resource Defense Council, “America’s Animal Factories How States Fail to Prevent Pollution from Livestock Waste”, NRDC Report, 1999)

    In Italia gli animali d’allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico, che non possono essere usate come fertilizzante. Contengono prodotti chimici (farmaci, fertilizzanti) di cui gli animali sono imbottiti. Calcolando il carico equivalente, ovvero trasformando il numero di animali in quello equivalente di popolazione umana che produrrebbe lo stesso livello di inquinamento da deiezioni, in totale, in Italia, gli animali equivalgono ad una popolazione aggiuntiva di 137 milioni di cittadini, cioè più del doppio del totale della popolazione. (Fonte: “Le fabbriche degli animali”, E. Moriconi, Ed. Cosmopolis, 2001)

    Le deiezioni provenienti dagli allevamenti intensivi USA inquinano l’acqua più di tutte le altre fonti industriali raggruppate. (Fonte: Environmental Protection Agency 1996)

    Lo spandimento delle deiezioni animali è strettamente collegato alla “zona morta” di 7.000 miglia quadrate nel Golfo del Messico, che non contiene più vita acquatica (Fonte: Howlett, Debbie “Lakes of Animal Waste Pose Environmental Risk”, USA Today, 30 Dec. 1997, p. A7.)

  • Mattiass

    09 giu 2010 - 10:32 - #8
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    “Mi chiedo cosa aspettino le associazioni di categoria ad agire replicando a queste accuse.”

    Me lo chiedo anche io. Rimaniamo in attesa di un dibattito pubblico o di querele, altrimenti è tutta fuffa.

  • Mattiass

    09 giu 2010 - 10:38 - #9
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    Up Down

    La credibilità di Costa non è in discussione solo perché palesemente in conflitto di interessi, ma anche e soprattutto per le argomentazioni.

    Come si può dire che l’acqua non viene sprecata o inquinata solo perché, facendo parte del ciclo dell’acqua, l’acqua non può essere sprecata?

    Come si può dire che l’uomo è anatomicamente predisposto a mangiare carne quando è vero il contrario?

    Come può essere che la FAO e l’ONU dicano una cosa e il veterinario (che senza allevamenti finisce sotto un ponte), dica il contrario?

    Gli altri deliri di Costa e di altri allevatori si possono trovare in rete, c’è un thread apposito su un forum di metereologia. Da mettersi le mani nei capelli quando parlano di vegetarianesimo. E anche quando minacciano di bannare chi la pensa diversamente da loro.

    :)

  • bugiardi...

    09 giu 2010 - 15:28 - #10
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    Costa manipola i dati a suo favore esattamente come la maggior parte dei vegiani.

  • Mattiass

    09 giu 2010 - 15:36 - #11
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    Storpiare il nome dell’interlocutore, vegiani invece di vegani, è un atteggiamento abbastanza infantile.

    Sentiamo cosa ne avrebbero da guadagnare i vegani, se tutto il mondo diventasse vegano. Poi mettiamo a confronto cosa avrebbero da perdere gli allevatori se chiudessero gli allevamenti.
    Dimmi se hai il coraggio di mettere le due cose sullo stesso piano.

    Rimango comunque in attesa di sapere quali dati sarebbero stati manipolati da parte mia.

  • @Mattiass

    09 giu 2010 - 23:36 - #12
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    Up Down

    1. L’accqua che uso per irrigare è dispersa, l’acqua bevuta viene riutilizzata (come fertilizzante naturale)
    2. …E non dire che finisce in falda o nei fossi di scolo perché vale lo stesso per i fertilizzanti chimici!
    3. L’uomo è anatomicamente predisposto a mangiare carne. Confronta il nostro apparato digerente con quello di un vero vegetariano.
    4. ONU e FAO hanno i loro interessi, il veterinario ha i suoi. Entrambi tirano acqua al loro mulino.

  • Mattiass

    12 giu 2010 - 00:07 - #13
    0 punti
    Up Down

    Muscoli facciali
    Carnivori: ridotti, per permettere un’ampia apertura della bocca
    Erbivori: ben sviluppati
    Onnivori: ridotti
    Umani: ben sviluppati

    Tipo di mandibola
    Carnivori: ad angolo non ampio
    Erbivori: ad angolo ampio
    Onnivori: ad angolo non ampio
    Umani: ad angolo ampio

    Posizione dell’articolazione mandibolare
    Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari
    Erbivori: al di sopra del piano dei molari
    Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari
    Umani: al di sopra del piano dei molari

    Movimento mandibolare
    Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
    Erbivori: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore
    Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
    Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore

    Principali muscoli mandibolari
    Carnivori: temporali
    Erbivori: massetere e pterigoideo
    Onnivori: temporali
    Umani: massetere e pterigoideo

    Apertura bocca della bocca in rapporto alla dimensione della testa
    Carnivori: grande
    Erbivori: piccola
    Onnivori: grande
    Umani: piccola

    Denti incisivi
    Carnivori: corti ed acuminati
    Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada
    Onnivori: corti ed acuminati
    Umani: ampi, piatti e a forma di spada

    Denti canini
    Carnivori: lunghi, affilati e curvi
    Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti
    Onnivori: lunghi, affilati e curvi
    Umani: corti e smussati

    Denti molari
    Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata
    Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse
    Onnivori: a lame affilate e/o piatti
    Umani: piatti con cuspidi nodulari

    Masticazione
    Carnivori: nessuna; deglutizione del cibo intero
    Erbivori: necessaria una prolungata masticazione
    Onnivori: deglutizione del cibo intero e/o semplice schiacciamento
    Umani: necessaria una prolungata masticazione

    Saliva
    Carnivori: assenza di enzimi digestivi
    Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati
    Onnivori: assenza di enzimi digestivi
    Umani: enzimi digestivi per i carboidrati

    Tipo di stomaco
    Carnivori: semplice
    Erbivori: semplice o a camere multiple
    Onnivori: semplice
    Umani: semplice

    Acidità dello stomaco
    Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
    Erbivori: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco
    Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
    Umani: pH 4 - 5 con cibo nello stomaco

    Capacità dello stomaco
    Carnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
    Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo
    Onnivori: 60% - 70% del volume totale del tratto digestivo
    Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo

    Lunghezza dell’intestino tenue
    Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo
    Erbivori: da 10 a piu’ di 12 volte la lunghezza del corpo
    Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo
    Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo

    Colon
    Carnivori: semplice, corto e liscio
    Erbivori: lungo, complesso, puo’ essere con anse
    Onnivori: semplice, corto e liscio
    Umani: lungo, con anse

    Fegato
    Carnivori: puo’ detossificare la vitamina A
    Erbivori: non puo’ detossificare la vitamina A
    Onnivori: puo’ detossificare la vitamina A
    Umani: non puo’ detossificare la vitamina A

    Reni
    Carnivori: urine estremamente concentrate
    Erbivori: urine moderatamente concentrate
    Onnivori: urine estremamente concentrate
    Umani: urine moderatamente concentrate

    Unghie
    Carnivori: artigli affilati
    Erbivori: unghie piatte o zoccoli
    Onnivori: artigli affilati
    Umani: unghie piatte

    Tratto da “The Comparative Anatomy of Eating” di Milton R. Mills, M.D..

    Dimmi te se questo è un corpo predisposto a mangiare carne…

  • Mattiass

    12 giu 2010 - 00:08 - #14
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    L’acqua che uso per irrigare non è per niente dispersa, anzi, semmai il ciclo dell’acqua viene anticipato.

    Che interessi hanno ONU e FAO?

  • alessandro121

    22 giu 2010 - 10:56 - #15
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    Basta dire una cosa: nutrendosi solo di carne si muore presto, seguendo una dieta vegetariana si campa a lungo e bene. Lo sanno anche i sassi che il mercato della carne è drogato da milioni di € che ogni anno piovono sugli allevamenti. Chi produce divani non ha questi aiuti. Questo tiene basso il prezzo della carne perchè se non fossero aiutati dalla UE e dallo Stato gli allevatori dovrebbero vendere la carne ad un prezzo 10 -15 volte tanto. Basta fare 2 conti…acqua, mangimi, lavoro, tempo, ammortamento degli attrezzi, affitto o mutuo delle stalle, trasporti, antibiotici, “integratori alimentari”( li chiamano così giusto?), veterinari, smaltimento delle acque reflue….un mercato drogato pagato 2 volte con le tasse di chi cerca di vivere bene: una volta con gli aiuti di Stato, e un altra volta con i costi della sanità che dimezzerebbero se tutti avessero uno stile di vita corretto.Buona Bistecca e buon ricovero a tutti!!!!!!!!( pagato con le mie tasse!!!)

  • Profilo di clayco

    clayco

    07 ago 2010 - 09:26 - #16
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    @ Mattias

    Non sapevo nemmeno dell’esistenza di questa discussione, comunque adesso l’ho lettoae rispondo
    Mattias dice troppe cose sbagliate|!
    I nitrati dei liquami non filtrano nei corsi d’acqua, perchè sono sparsi sui terreni e utilizzati dalle colture agricole questo in UE è obbligatorio da 20 anni, in USA no e non bisogna confondere le cose. I nitrati da liquami sono uguali a quelli da concimi minerali…anzi i secondi sono più solubili e quindi più dilavabili quindi il rischio è inquinare la falda, per evitarlo bisognerebbe vietare i concimi minerali che non sono rinnovabili come i liquami e che non sono sostenibili come i liquami.
    La fisiologia umana non si può discutere, l’uomo ha stomaco acido e i seguenti enzimi, pepsina tripsina lipasi tanto che riesce a digerire la proteina animale anche cruda, come fanno varie specie di primati ad es i tarsi che sono solo carnivori, e i macachi che si nutrono anche di larve uova pesci molluschi topi uccelli ecc
    Mentre l’uomo non può digerire la proteina vegetale cruda che risulta indigeribile o tossica come nel caso della soia, a dire il vero non digerisce nemmeno la cellulosa e nemmeno gli amidi crudi…quindi la dieta vegana per un uomo è contro la sua natura.

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    07 ago 2010 - 09:39 - #17
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    @ Mattias

    Quando si irriga un campo conicmato con concimi minerali si forma una soluzione di acqua e sali ( nitrati e fosfati ecc.) che è esattamente uguale ai liquami
    Anche il prelievo è uguale acqua di falda o di superficie per irrigare e acqua di falda o di superficie per abbeverare il bilancio è uguale stesso utilizzo di acqua solo che i liquami sono già liquidi e quindi disponibili alle piante mentre i concimi minerali sono solidi e quindi hanno bisogno di acqua per essere disponibili alle piante.
    Il prelievo di acqua per irrigare, o per abbeverare cambia il flusso stagionale di falda o di superficie ma non cambia minimamente il flusso annuale cioè è un utilizzo non un consumo. l’acqua utilizzata torna comunque o n fald ao nei corsi superficili
    in alcune zone però contiene troppi nitrati..per ovviare come già detto basta vietare i concimi minerali e utilizzare solo i rinnovabili, ma in alta efficacia di spandiemnto cioè in presemina o in copertura

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    07 ago 2010 - 09:46 - #18
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    07 ago 2010 - 09:54 - #19
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    @ Mattiass
    Mentre il prelievo urbano di acqua è consumo perchè l’acqua dalla falda va in mare.

    Su Bardi: mai ci ha sbugiardato piuttosto ha fatto solo brutte figure, confonde il dato dell’estensione dei ghiacci con il volume che invece era quello stimato da un modello. Insulta gli scettici in continuazione dice che spiegare loro le cose è come spiegare le equazioni differenziali ai cani poi fa dehgli errori clamorosi sul metano o sui cili dell’eemiano, e quando gle li faccio notare mi banna il post da perfetto fascista serrista.
    In quest articolo i pratica rispondo a lui e a quel genio di Sylvie coyaud
    http://www.climatemonitor.it/?p=11877&cpage=1#comment-9117
    pensa che il Bardi disse che io ne so di Eemiano come di filosofia delle vuvuzela
    Su cliamlteranti mai letto nessun replica a climate monitor se non una errata alla morte di Scheneider
    La differenza è che sucliamte monitor chiunque può venire a replicare mentre sui blog citati NO! Mi bannano in continuazione senz ache io offenda qualcuno ma solo perchè sono fascisti serristi con gli stivali

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    clayco

    07 ago 2010 - 11:25 - #20
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    @ Alessandro 121

    Ma non dire scemenze, gli allevatori non ricevono nessun contributo da te pagato. Niente di niente!
    Casomai gli agricoltori ricevono la PAC, quando la toglieranno l’agricoltura europea andrà in mano solo ai latifondisti

    @ Marina

    Mi definisce “il buon caro Costa” non penso che la su aadulazione si asincera quindi vada a quel paese!

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    clayco

    07 ago 2010 - 16:09 - #21
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    comunque sul carrello della spesa virtuale ho fatto 4 articoli non potete non segnalarli

    http://www.climatemonitor.it/?p=11268
    Spesa ed emissioni: analisi del carrello

    http://www.climatemonitor.it/?p=11289
    Spesa ed emissioni La deforestazione

    http://www.climatemonitor.it/?p=10251&cpage=1#comment-8311
    Spese ed emissioni: Gw e biologico