8 giugno: Giornata mondiale degli Oceani. Ma si farà mai davvero qualcosa per tutelarli?

Anche oggi, 8 giugno, ricorre l'ennesima commomorazione, quella dedicata agli Oceani e all'indiscusso valore della loro tutela. Peccato, però, che proprio non se ne parli e che, soprattutto, anche quando le parole non mancano gli interventi concreti risultino, di fatto, inesistenti. Forse abbiamo davvero bisogno di più concretezza e meno chiacchiere... A lanciare l'allarme (come se fosse ancora necessario..) sullo stato di salute dei nostri mari ci ha pensato, fra gli altri, il WWF. Inevitabilmemte, la radiografia del sistema mare, mostra impietosamente gli innumerevli segnali di disfatta e le residue, minime, opportunità di riscatto per un ecosistema che rischia il tracollo. Inquinamento, inefficacia e insufficienza - quando ci sono - delle misure atte a preservarne la limpidezza, numero sempre crescente di "carrette del mare" atte a trasportare petrolio in lungo e in largo per il globo, ma soprattutto pesca illegale e insensata incapace di adeguarsi ai pareri della comunità scientifica internazionale rappresentano alcune tra le principali problematiche a cui gli Stati aderenti alla Conferenza delle Parti della Convenzione della diversità biologica cercheranno (?) di trovare rimedio, in ottobre, a Nagoya. In Giappone.

Eppure, il settore ittico, rappresenta - direttamente o indirettamente - la fonte di guadagno per almeno 170 milioni di persone in tutto il mondo, corrodendo almeno il 65 per cento degli stock di pesce, che risulta gravemente sovrasfruttato, tanto da aver indotto l'Onu, non più di un mese fa, ad ipotizzare un mare senza pesci in appena un quarantennio... Mentre la pesca illegale porta profitti per quasi 1,2 miliardi di dollari l’anno e le reti astrascico sono i principali responsabili della distruzione delle barriere coralline in profondità. Ma c'è ancora una possibilità: eliminare i sussidi all'industria della pesca e garantire maggiore e più numerose aree di tutela, suggerisce il WWF International. Ad oggi, solo l'1% degli Oceani è supportato da una qualche forma di protezione, il restante 99%, no. E spesso le attività più minacciose per l'ecosistema marino si attivano proprio nelle acque internazionali, profonde, spesso mosse dalle principali correnti, vitali per migliaia di specie. Forse bisognerebbe pensarci, tra un sushi e l'altro....

Via | wwf
Foto | Flickr

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