In genere, proliferano le ricerche scientifiche più o meno “inutili” per le quali, tuttavia, non è quasi possibile non provare curiosità… E’ il caso dello studio condotto presso l’Istituto San Raffaele di Milano dai ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo e pubblicato, in questi giorni, sulla rivista PLoS One e che mi ha colpita in quanto vegetariana convinta.. Secondo questa indagine, i vegetariani e i vegan sarebbero più empatici e maggiormente sensibili alla sofferenza altrui - a qualsiasi “altrui”, con questo termine, si voglia fare riferimento - rispetto ad un “normale” onnivoro…
A sessanta persone (20 onnivori, 19 vegetariani e 21 vegani) è stata scandagliata - con l’uso della risonanza magnetica funzionale - l’attività cerebrale durante la (terribile!) visione di immagini di sofferenza animale ed umana in cui i “soggetti” venivano mulitati, minacciati o uccisi…. In questo modo, si è potuto osservare che in tutti gli individui che normalmente hanno abolito dalla propria dieta i cibi di derivazione animale, le aree del cervello del lobo frontale associate allo sviluppo e alla percezione dell’empatia si sono ugualmente “accese” di fronte al dolore di qualunque essere vivente, senza nessuna, sostanziale, differenza tra vegani e vegetariani… Per gli onnivori, invece, l’attività cerebrale d’ “immedesimazione” sarebbe stata solleticata solo, o in via prioritaria, dalla visione di individui maltrattati e appartenenti alla propria stessa specie.
Lo studio, però, non chiarisce se esista una effettiva relazione di causa/effetto tra le variabili “dieta” ed “empatia” e se non siano, semplicemente, le diverse visioni del mondo, della vita e dell’alterità a indurre già alla base diverse sensibilità che si riflettono nelle scelte in campo alimentare…
itr83
09 giu 2010 - 13:01 - #1Ora noi “carnivori” siamo pure gretti e insensibili…. mah….
alter_ego
09 giu 2010 - 14:35 - #2E poi ci si lamenta se la gente ragiona per luoghi comuni…
marchino73
09 giu 2010 - 14:41 - #3Ma non diciamo stronzate.
Hitler era vegetariano…..
Mattiass
09 giu 2010 - 15:15 - #4Hitler non era vegetariano:
Il sinistro paragone tra nazisti e “zeloti” dei diritti animali implicito in queste “rivelazioni” ha lo scopo di suggerire che l’antispecismo sia una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e’ invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter Singer: “Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo tagliarci il naso”. Inoltre:
1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.
2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, ne’ a beneficio della salute pubblica, nè per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l’inquinamento, o le misure a tutela delle donne in
gravidanza e partorienti.
3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente - per migliorare le condizioni della sua salute - di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolo’ questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano - loro contemporaneo - Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l’esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.
4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un “vegetariano” con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland (”Adolf Hitler”), riporta che l’alimentazione di Hitler, quand’era studente, consisteva in “latte, pasticci di carne e pane.”
Un altro suo famoso biografo, Robert Payne (”The Life and Death of Adolf Hitler”), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene. Payne scrive: “L’ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie… il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l’autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini…”. Il Professor Rynn Berry ha recensito “The Heretics Feast” (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole: Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: “The Medical Casebook of Adolf Hitler” (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell’epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: “Dall’inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell’addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio’ accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che “era passata la crisi “, come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto… All’epoca, aveva quarant’anni e non era mai stato seriamente malato… nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali… si curo’ da solo… Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali - un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini..”
Bibliografia:
Dinshah, J. (1974, January). “Book nook”. {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.
[Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]
Meyer, R. (1985). “Was Hitler a vegetarian?” Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.
(di Rudolf Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)
[Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]
Mattiass
09 giu 2010 - 15:17 - #5Comunque la ricerca è interessante.
Quando un onnivoro mi chiederà se oltre agli animali penso anche alle persone gli risponderò che è molto più probabile che, essendo sensibile verso la sofferenza animale, io sia sensibile anche verso la sofferenza umana.
marchino73
09 giu 2010 - 15:27 - #6@mattiass
Grazie per la precisazione ;)
marchino73
09 giu 2010 - 15:30 - #7Io divento incazzoso se la carne non la mangio…….:)
Mauriziosat,9
09 giu 2010 - 16:29 - #8sempre piu’ in basso ….caro ecoblog …….sempre piu’ in basso.
Max_Max
09 giu 2010 - 19:40 - #9Per fortuna che ci sei tu ad alzare sempre il livello delle conversazioni caro Mauriziosat…!
@vegiani
09 giu 2010 - 22:30 - #10E’ evidente: i vegiani non sanno più a cosa attaccarsi.
ansimo
09 giu 2010 - 22:50 - #11ma non è che quello che leggevano gli studiosi come empatia per la sofferenza fosse acquolina in bocca visto che si vedeva carne dilaniata? A questo punto i vegetariani e vegani diverrebbero dei serial killer! ahahahahah
Ai vegetariani, non vi offendete, scherzavo.
devid2g
10 giu 2010 - 15:27 - #12Che p+–+-+-a, mi sa che che qui si scambiano le causa con l’effetto…..
Un’altra ricerca inutile…..
Mattiass
12 giu 2010 - 18:54 - #13Analizziamo la percentuale di onnivori che abbiamo tra quelli che ritengono questa ricerca priva di significato e abbiamo i risultati di un’altra ricerca: mai toccare le abitudini delle persone :D