
La catena di fast food Burger King ha inaugurato il suo primo negozio alimentato da fonti rinnovabili. Si trova a Waghausel, in Baviera, ed è un prototipo realizzato in collaborazione con Wirsol Solar. La particolarità di questo fast food è quella di utilizzare pannelli fotovoltaici e impianti eolici per produrre parte dell’energia elettrica utilizzata.
E, di solito, i fast food di energia ne consumano parecchia: locale molto illuminato, piastre elettriche e friggitrici sempre accese, impianti di condizionamento sempre al massimo. Sul risparmio energetico ancora la multinazionale del panino ha da lavorare parecchio, e i margini sono enormi.
Quanto meno, però, dall’installazione degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile le emissioni di CO2 causate dalla gestione del negozio bavarese vengono ridotte notevolmente. Burger King, infatti, parla di una percentuale vicina al 30%, con un risparmio annuo di 120 tonnellate di CO2. Un valore che sembra ottimistico…
Interessante anche il modello economico, visto che si tratta di un franchising: un negozio chiavi in mano alimentato da fonti rinnovabili è un investimento che permette, nel tempo, di ammortizzare meglio e prima i costi iniziali. Certo, nella scelta di Burger King c’è molto di green washing, ma va anche ammesso che la scelta delle rinnovabili fa il paio con quella, di poco tempo fa, di rinunciare alle patate ogm.
Resta, però, il dubbio se il grosso dell’impatto ambientale dei fast food stia dentro o fuori dal negozio, nella catena produttiva dei milioni di tonnellate di carne che finiscono nei menù: recentissimo, infatti, è l’appello dell’Onu a limitare il consumo di carne e dei suoi derivati.
Via | Agi
Foto | Burger King
Burger King scommette sulle fonti rinnovabili


gbettanini
11 giu 2010 - 08:12 - #1“un negozio chiavi in mano alimentato da fonti rinnovabili è un investimento che permette, nel tempo, di ammortizzare meglio e prima i costi iniziali.”
Le cose non stanno proprio così….. gli impianti a fonti rinnovabili che alimentano il negozio hanno un costo che si ripaga nei casi migliori diciamo in 6-7 anni… quindi semplificando molto le cose possiamo dire che il denaro investito nelle FR ha un tasso di rendimento di circa il 15%.
Questo rendimento va paragonato con il ‘core business’ dell’azienda che nel caso di Burger King è il fare panini. Se quest’attività permette un TIR maggiore del 15% (come sicuramente succede) non ha alcun senso installare impianti a FR se non per questione di marketing.
Quello che si fa fatica a capire è che le FR anche se garantiscono un flusso di cassa positivo per l’azienda non è detto che convengano, perchè il denaro investito nel core business ha rendimenti più elevati..
axe
11 giu 2010 - 08:39 - #2mi piace la scelta di non utilizzare le patate OGM, che sono vietate per legge nell’alimentazione umana, vuol dire che gli altri le usano ???
@GBettanini
11 giu 2010 - 09:08 - #3Ragioni come gli economisti… E cioè sbagli.
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Tu ragioni a “capacità infinita”
Ovvero tu supponi che se l’azienda investe di più guadagna anche di più, ma questo non è sempre vero perche’ i clienti (come tutto) non sono infiniti.
Se ad esempio avesse speso il doppio per un negozio grande il doppio avrebbe venduto il doppio?
@GBettanini
11 giu 2010 - 09:10 - #4Con questo non escludo che sia comunque stata la solita mossa per fare marketing.
gbettanini
11 giu 2010 - 09:26 - #5“Ragioni come gli economisti… E cioè sbagli.”
Per valutare un investimento economico in che modo dovrei ragionare secondo te?
Le cose stanno così se BK invece di investire in 3 ristoranti con impianti a fonti rinnovabili a parità di investimento riesce a costruirne 4 senza FR…. guadagna di più. Punto.
Poi alla BK avranno pensato…. se facciamo un solo ristorante alimentato a FR e lo pubblicizziamo in modo capillare anche attraverso i siti ‘eco’…. quante persone eco-sensibili in più andranno a mangiare nelle nostre migliaia di ristoranti normali?
zero1
11 giu 2010 - 09:53 - #6@gbettarini
se burger king ha accesso al credito con un costo inferiore al 15% fa bene a investire nel risparmio energetico indebitandosi, mica si fa impresa solo con il capitale proprio
gbettanini
11 giu 2010 - 10:03 - #7@ zero
Giustissimo…. nell’ipotesi di credito illimitato.
jappo87
11 giu 2010 - 11:12 - #8molto più eco non andare a mangiarci e basta…greenwashing pure e semplice.
Dai msat, non essere il solito polemico, stai tranquillo che non siamo noi a pagare questo impianto, sono i bavarersi… :)
-J-
zero1
11 giu 2010 - 12:56 - #9@gbettarini:
se la società ha una redditività buona le banche non aspettano altro che di prestare loro nuovi $$
zero1
11 giu 2010 - 13:00 - #10è ovvio che i panini di manzo pieni di grasso distribuiti in usa e getta non avranno mai nulla di green oltre alla foglia di insalata
ypsilon1
14 giu 2010 - 10:16 - #11Dovrebbero presentare nel menu il veggie burger, come a Londra